Ucraina. Era il 2014, Giulietto Chiesa aveva previsto tutto questo

Ucraina. Era il 2014,  Giulietto Chiesa aveva previsto tutto questo

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Quelli che allora accusarono Giulietto Chiesa di “complottismo”, ora rimarrebbero stupiti per la sua lucida analisi che fece nel settembre 2014, dopo il colpo di Stato dell’Euromaidan avvenuto a febbraio dello stesso anno. In quell’occasione spiegò che l’Ucraina sarebbe diventata “il centro dello scontro degli Stati Uniti contro il resto del mondo” e in primis contro la Russia. Gli stessi rimarrebbero altrettanto stupiti nel sentirlo affermare che gli Stati Uniti puntavano a “espellere la Russia dal mercato finanziario mondiale eliminandola dal sistema Swift”, o di come l’informazione mainstream occidentale fosse tutta omologata a raccontare un'unica narrazione, con una “falsificazione e mistificazione unanime”, come sta accadendo esattamente in queste settimane.

Già “l’AntiDiplomatico” nei giorni passati ha ricordato la previsione fatta nel 2015 da Giulietto Chiesa su una possibile “terza guerra mondiale” con epicentro l’Ucraina, ma in questo caso il giornalista spazia anche su altri aspetti della crisi che si era appena aperta.

Il video dell’intervento che fece nella sede dell’Associazione Culturale “Maxim Gorky”

ha una durata di 68 minuti, e sono consapevole che solo chi è fortemente interessato dedicherà il proprio tempo alla sua visione integrale, e allora, per gli altri, segnalerò solo qualche breve ma significativo passaggio, nel quale Giulietto Chiesa parla degli argomenti che ho appena citato.

Dal minuto 1:00 al minuto 4:00 inizia la sua lunga analisi parlando dell’informazione dei media occidentali, che nei mesi dell’Euromaidan si sono prestati a “una falsificazione e mistificazione che non ha precedenti nella storia del dopoguerra […] come se fosse stato dato un ordine di scuderia generale”, dove “non c’è un giornale o televisione – salvo rarissime eccezioni – che abbia raccontato una minima parte della verità”.

Forse per chi si è avvicinato alle vicende ucraine solo in occasione di questa drammatica escalation, nemmeno ricorderà la narrazione che ci fecero sul colpo di Stato avvenuto in Ucraina nel 2014, il quale ce lo presentarono come una rivoluzione spontanea e pacifica, accusando la polizia di reprimerla nel sangue. Una rivoluzione venuta dal basso e voluta dall’intero popolo ucraino, che voleva allontanarsi dallo storico legame con la Russia, “padre padrone”, per integrarsi nel sistema socio-economico della cosiddetta “emancipata e libera” Unione Europea.

Penso che chi sia rimasto ancora con l’idea che quella fosse la verità, e non un colpo di Stato organizzato e finanziato dagli Stati Uniti con il sostegno dei suoi alleati europei, non avrà avuto tempo d’informarsi su altre fonti, e allora mi permetto di segnalargli un articolo de “il manifesto”, un altro di “Ottobre” e un ultimo di “Vita”. Ne ho scelti tre a caso, i quali possono aiutare a chiarire in parte quello che accadde davvero in Piazza Maidan.

Ho detto “quello che accadde in Piazza Maidan”, invece di dire in Ucraina, perché tutte le immagini che i nostri media ci presentarono provenivano unicamente da quella piazza, mentre nel resto della città, e anche dell’intero Paese, la vita degli ucraini continuava a scorrere quasi tranquillamente, senza che questi occupassero piazze o strade per manifestare il loro dissenso contro il governo di Yanukovich.

Su questo argomento c’è un interessante video-intervista a Giorgio Bianchi che vale la pena vedere, dal titolo “Ucraina. Uno scomodo testimone”. L’intervista è anche corredata da sue bellissime foto fatte in Piazza Maidan proprio nei giorni degli scontri, con manifestanti e gruppi nazionalisti/neonazisti ben armati.

Quella di Bianchi (fotoreporter, giornalista e documentarista) è una testimonianza oculare che fa capire molte cose su quegli accadimenti. Ed è forse per questo che la mattina del primo maggio 2014, all'aeroporto di Kiev, fu fermato dalle autorità ucraine che gli impedirono poi di entrare nel Paese per almeno 5 anni. Il fotoreporter, come racconta nel video, fu contattato anche dai servizi segreti italiani, i quali gli consigliarono vivamente di non fare più ritorno in Ucraina.

Ho voluto prolungarmi sul colpo di Stato del 2014 solo per contestualizzare il discorso di Giulietto Chiesa e far comprendere meglio la falsa narrazione dei grandi media su questa lunghissima crisi, ora sfociata nell’imprevedibile intervento armato della Russia. Un intervento che non può essere condiviso, anche essendo consapevoli che quello che ci stanno raccontando gli Stati Uniti e l’Unione Europea non corrisponde affatto alla realtà.

La descrizione della Russia e di Putin non è certo quella che i paesi dell’Alleanza Atlantica ci vogliono far credere, e non ho nessuna remora nel dire che l’irresponsabilità dell’intervento russo è scaturita dall’irresponsabile “arroganza” degli Stati Uniti.

Alla fine dei tre minuti di video che ho segnalato, Giulietto Chiesa ci dice che mai si era arrivati ad un tale livello di disinformazione come sta accadendo ora sui nostri media, i quali, quando si rendono conto che non possono diffondere falsità, preferiscono perfino tacere pur di non raccontare ai propri concittadini scomode verità.

Questa osservazione, continua Chiesa, “è particolarmente importante, perché, quando la falsità raggiunge questo livello, vuol dire che il pericolo è molto alto, e chi agisce vuole il silenzio totale, perché si sta preparando qualcosa di grave […]. Cari amici, comincia la terza guerra mondiale”.

Queste sono state le profetiche parole del giornalista ligure, il quale prevedeva che “l’Ucraina non è una crisi regionale. L’Ucraina è lo scontro degli Stati Uniti d’America contro il resto del mondo, che comincia con un attacco diretto contro la Russia. L’Ucraina è solo uno strumento, e hanno scelto il migliore dei pretesti. Sapevano benissimo che lì c’era una ‘bomba’, con la miccia già bella e pronta, ed hanno attaccato dove potevano accendere quella miccia, e l’hanno incendiata [il riferimento era al colpo di Stato del febbraio 2014]”.

In fine, questa parte del suo intervento, la conclude domandandosi: “Quanto ci vorrà per arrivare allo scontro vero, quello grande, al quale si sta andando?”.

Un altro significativo passaggio della sua analisi si può ascoltare dal minuto 17:20 al minuto 23:40, dove spiega che l’Euromaidan era avvenuto perché “coloro che hanno voluto l’apertura di questa crisi [gli Stati Uniti], puntano a un grande scontro contro la Russia, cercando di metterla in ginocchio”, e già prevedeva che gli Stati Uniti si sarebbero apprestati a “espellere la Russia dal mercato finanziario mondiale”, e questa “è una svolta radicale che cambia la fisionomia del potere mondiale”.

Poi continuava a spiegare che “lo strumento per raggiungere questo obiettivo avverrà con il prossimo passo”, trovando il pretesto di “eliminare la Russia dal sistema Swift, impedendogli qualunque tipo di transazione finanziaria”.

E ancora: “l’Ucraina non è diventata una colonia degli Stati Uniti” dopo l’Euromaidan 2014, perché “era già interamente nelle mani degli americani […]. I servizi segreti ucraini erano già da tempo sotto il controllo diretto della CIA. A Kiev, nel palazzo dei servizi segreti, c’era un piano interamente dedicato alla loro”.

“E allora perché gli Stati Uniti hanno avuto tutta questa fretta di mettere in piedi il colpo di Stato per estromettere il Presidente Victor Yanukovich?”

Questo si domandava Giulietto Chiesa, e la risposta che dà è perché “gli Stati Uniti sono un paese in completa bancarotta”, per cui hanno bisogno di accelerare questa crisi, visto che si sono resi conto che stanno andando verso la fine del loro impero, e “se fino all’altro ieri potevano dare ordini a tutti, adesso non possono più farlo, perché un terzo del loro debito è in mano alla Cina”.

Non penso ci sia nulla da commentare o aggiungere alle profetiche parole di Giulietto Chiesa, dette nel lontano 2014, e quindi chiudo l’articolo con una domanda retorica:

Come è possibile che davanti a una realtà così evidente, i nostri “grandi” media continuino – sfacciatamente e unanimemente – a raccontarci così tante menzogne?

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Video-intervista al fotoreporter Giorgio Bianchi: Ucraina. Uno scomodo testimone

Articoli:

“il manifesto”: Kiev 2014: chi sparò davvero a Maidan?

“Ottobre” : Cosa è successo a piazza Maidan? La vera storia della rivolta ucraina

“Vita”: Dalle rivolte di piazza al Colpo di Stato in Ucraina

 

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965, passando la mia infanzia in un grande cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica, ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitré apro in società uno studio di grafica; a ventiquattro decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Belize, Laos... fino a Cuba.

Il rapporto consolidato negli anni con l'isola caraibica mi induce maggiormente a interessarmi della complessa realtà cubana.

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