Venezuela, Mayerlin Arias: «Robert Serra vive in milioni di giovani»

4235
Venezuela, Mayerlin Arias: «Robert Serra vive in milioni di giovani»



di Geraldina Colotti


Nella Grande Marcia della Gioventù che sfilerà oggi a Caracas contro le misure coercitive e unilaterali imposte dall’imperialismo nordamericano, ci saranno tutti i movimenti e le organizzazioni che compongono la struttura giovanile del Partito Socialista Unito del Venezuela. Tra questi, la Misión Jóvenes de la Patria Robert Serra. Un movimento importante, cresciuto negli anni, dedicato al giovanissimo parlamentare, ucciso il 1° ottobre del 2014 insieme alla compagna Maria Herrera mentre indagava sui legami dell’estrema destra venezuelana con il paramilitarismo colombiano. Durante la conferenza stampa della JPSUV, abbiamo incontrato Mayerlin Arias, presidenta di questa misión socialista, e anche dirigente nazionale del PSUV.
 

Perché è così importante per i giovani la figura di Robert Serra?

Robert viene dalla generazione del 2007, da cui provengo io. Una generazione di studenti a cui è toccato sventare una “rivoluzione di colore”, che partiti come Primero Justicia avrebbero voluto scatenare in Venezuela. Un tentativo che ha aperto il cammino alla violenza politica delle successive guarimbas organizzate dall’estrema destra. Allora, si voleva far credere che i giovani fossero tutti contro Chavez, mentre non era così. La maggioranza di noi stava partecipando alla vita politica, nelle nuove università create dalla rivoluzione. Così abbiamo deciso di farci vedere rinnovando apertamente l’impegno. Robert era un leader naturale, cresciuto con la rivoluzione, il più giovane parlamentare, eletto in un circuito di Caracas che non ha mai trascurato, malgrado i numerosi compiti politici. Era capace di smascherare la destra sia con la sua straordinaria capacità dialettica che nelle strade, nelle comunità. Robert è un esempio di quel che può fare il socialismo. Quando aveva 12 anni, ha partecipato alla stesura della prima legge rivolta a bambine, bambini e adolescenti insieme ad altri piccoli parlamentari che l’hanno discussa. Il suo impegno politico è continuato al liceo. Ha fondato i cabilditos, i parlamenti giovanili a Caracas, nel segno della democrazia partecipativa e protagonista. Si è laureato da avvocato continuando la militanza attiva. Insieme a Hector Rodriguez, ha fondato la JPSUV voluta da Chavez. E’ stato sempre coerente, come dev’essere un rivoluzionario, in quanto prodotto di uno sforzo collettivo, prodotto del socialismo. Per questo la destra lo ha ucciso: perché era la prova vivente che non abbiamo bisogno del capitalismo per essere felici, come vogliono farci credere. E per metterci paura. Ma hanno ottenuto l’effetto opposto, perché quando cade uno di noi, milioni di mani si chinano per raccogliere il suo fucile. E Robert, oggi, vive in milioni di giovani.
 

Di cosa si occupa la Misión che porta il suo nome?

A una settimana dalla sua morte, il presidente Maduro gli ha dedicato questo progetto, dando un messaggio di pace con giustizia sociale e non di vendetta. Per tutti noi, il suo assassinio è stato un colpo molto duro. Il presidente avrebbe potuto farla pagare a quelli che sapevamo essere gli istigatori e i promotori del delitto. Invece ha deciso di moltiplicare l’azione di Robert nella gioventù con un progetto che si occupa di includere nel lavoro, nello studio, nella politica le ragazze e i ragazzi dei quartieri più poveri per farne dei dirigenti come Robert: affinché difendano e moltiplichino l’eredità di Chavez e del socialismo in questo nostro partito-movimento che include una pluralità di voci e colori, tipiche della gioventù.
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti