“In Venezuela, stiamo costruendo una scienza per la vita e per la pace”. Intervista esclusiva alla Ministra Gabriela Jiménez

2022
“In Venezuela, stiamo costruendo una scienza per la vita e per la pace”. Intervista esclusiva alla Ministra Gabriela Jiménez

 

di Geraldina Colotti

Alla Fiera del Libro di Caracas, Gabriela Jiménez Ramírez, Ministra del Potere Popolare per la Scienza e la Tecnologia e Vicepresidente Settoriale di Scienza, Tecnologia, Ecosocialismo e Salute, presenta i testi pubblicati dal Fondo editoriale del suo Ministero, diretto dalla giornalista Mercedes Chacín. Riflessioni che indicano gli assi attorno ai quali si articola il lavoro di ideazione, formazione e organizzazione del Ministero di Scienza e Tecnologia, e che si configura come uno dei principali motori del processo bolivariano, in articolazione produttiva con tutti i settori della società.

 

Sotto la sua direzione, che segue le indicazioni del presidente Maduro, il Venezuela sta ottenendo grandi risultati a livello scientifico, riconosciuti a livello internazionale. A cosa è dovuto? Qual è il suo segreto?

Questo è il segreto del popolo venezuelano che il comandante Hugo Chávez ha emancipato invitandolo a fare della scienza un atto collettivo, un atto comunitario, un atto di pace, un atto di costruzione e di organizzazione sociale. La scienza nella scuola, la scienza nei laboratori, la scienza nei campi, la scienza nella letteratura per la decolonizzazione delle forme e dei processi di produzione. E così il Venezuela oggi ottiene più di 20 medaglie per i suoi vivai scientifici, nelle olimpiadi internazionali di robotica, chimica, astronomia, matematica... E in questo lavoro invitiamo tutti i bambini e le bambine del Venezuela, con i loro padri, con le loro madri, a fare scienza per la vita, che è fondamentale di fronte a un cambiamento di civiltà, di fronte a un mondo che è molto convulso per l'odio, per le aggressioni. Il Venezuela fa scienza per la vita e per la pace.

E oggi consegniamo sei nuove proposte editoriali al nostro popolo. Scienza che si racconta come l'epifania dell'economia popolare e comunitaria, come la scienza e la tecnologia contribuiscono all'economia dei consigli comunali, dei circuiti comunali, come questa tecnologia contribuisce al lavoro quotidiano, all'innovazione popolare, nelle culture e nei cultori della scienza. Che la scienza trascenda gli spazi in cui classicamente ci siamo sviluppati, nei laboratori: perché la scienza è nella quotidianità, nel caffè del mattino, nell'abbraccio della madre, nel farmaco, nell'allegria, nell'amore, nel modo in cui riposi e ti nutri, nel modo in cui incontri il vicino.


Come si articola il Fondo Editoriale con questo progetto?

In questo lavoro stiamo anche dando molti contributi e in particolare un libro che vi invito a leggere è La guerra cognitiva ante la transformación digital 4.0 (La guerra cognitiva di fronte alla trasformazione digitale 4.0). Il 70% di ciò che è in rete non è umano. Sono elementi artificiali. Se non è umano, perché dovrebbe rubarti la pace? Se non è umano, perché dovrebbe cambiare il tuo sentire-pensare, la tua posizione o la tua capacità di pensiero? Siamo di fronte al sequestro del pensiero promosso dalle reti sociali. Quindi, invitiamo a sviluppare un pensiero logico, un pensiero umanizzato, un pensiero per la vita. E per questo abbiamo questo libro con il quale dimostriamo come il Venezuela si sia confrontato con la guerra cognitiva, con l'aggressione imperiale, attraverso laboratori che utilizzano le tecnologie con fini bellici, come il Venezuela rompe queste catene e dalla comunicazione comunitaria, comunale, si costruisce pace e si costruisce sovranità.


Come si prepara e reagisce il popolo bolivariano a questo tipo di attacco, che coniuga minacce militari, paura indotta e disinformazione?

Siamo organizzati in 5.338 circuiti comunali. Ognuno di questi circuiti ha un responsabile della comunicazione comunitaria e comunale che, naturalmente, contribuisce alla verità del Venezuela con la nostra identità, con la nostra estetica, con la nostra cosmovisione. E di fronte a ciò siamo migliaia e milioni di venezuelani che raccontano a te e raccontano a tutto il mondo la pace che si respira nelle strade del Venezuela, come oggi celebriamo questi sei nuovi libri, come domani avremo i risultati dei bambini che stanno presentando l'Olimpiade Mondiale di Fisica in Indonesia, come lunedì inizieranno le lezioni nell'Università Nazionale delle Scienze Dr. Humberto Fernández-Morán, e il 50% delle matricole universitaria sono ragazze e ragazzi di 16 anni che studieranno Intelligenza Artificiale, Scienza dei Dati, Sicurezza Informatica, Robotica e automazione, Nanotecnologia. E se questa è la costruzione del popolo venezuelano e abbiamo il nostro diritto alla pace, alla sovranità e alla costruzione del futuro, nessuno ci fermerà. Quindi questa è la verità del Venezuela e questa è la nostra agenda di comunicazione quotidiana. Questa è la nostra bandiera.


Nei laboratori della Fondazione Istituto di Studi Avanzati (IDEA), che dirige la viceministra Gloria Carvalho, abbiamo visto come, per far fronte alla guerra economica, che impedisce l'acquisto e la riparazione di materiale sanitario e strumenti scientifici all'estero, voi abbiate fatto uno sforzo titanico per riciclare, riparare e aggiornare in Venezuela ogni tipo di attrezzatura, ma il settore della salute continua ad essere il più colpito. Quanto ancora si può fare con la creatività del popolo venezuelano e dei suoi dirigenti?

Abbiamo recuperato in quel laboratorio più di 30 milioni di euro in apparecchiature mediche che erano state bloccate: per i nostri ospedali, per i nostri servizi neonatali, per i nostri servizi di chirurgia, di oftalmologia, grazie alla scienza e alla tecnologia. Migliaia di volontari scientifici, ingegneri hanno permesso il ripristino di quello stato di benessere tecnologico che era bloccato da licenze e da pezzi di ricambio. Sono 30 milioni di euro di risparmio per il paese e il recupero di un'infrastruttura scientifica al servizio del sistema di salute pubblica.

C'è molto di più da fare, stiamo recuperando più capacità. Siamo 65.000 scienziate e scienziati in Venezuela. Il 52% siamo donne formate in rivoluzione e guidiamo il 53% dei progetti che finanzia il presidente Nicolás Maduro per oltre 30 milioni di dollari. È una scienza comunitaria, è una scienza pensata dal territorio, è una scienza che tocca quotidianamente il popolo del Venezuela.


Tuttavia, la salute continua ad essere uno dei settori più colpiti e con maggiori difficoltà. Cosa può dirmi al riguardo?

La salute è un tema mondiale. In Venezuela, il presidente Nicolás Maduro ha recuperato più di 4.500 spazi sanitari, ha 48.000 studenti nell'Università delle Scienze della Salute, Hugo Chávez. Abbiamo quindi tutta una politica di Stato per il recupero dello stato di benessere, riconoscendo che le misure coercitive unilaterali hanno voluto spezzare i nostri diritti di accesso alla salute. È un'agenda quotidiana, è un'agenda di battaglia, è un'agenda di formazione, è un'agenda di coscienza, è un'agenda anche per imparare a nutrirci, su come ci alimentiamo, come dormiamo, come riposiamo e, naturalmente, come ci incontriamo con il prossimo. E come ci vacciniamo contro l'imperialismo e il capitalismo, qui e ora.

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