In una società diseguale come gli Usa i bambini sono senza protezione. J. Stiglitz

Il 20% dei bambini americani (un esercito di 15 milioni e oltre il 38% dei bambini neri) è povero

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In una società diseguale come gli Usa i bambini sono senza protezione. J. Stiglitz

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Nel suo ultimo articolo per The Project Syndicate, il premio nobel per l'economia Joseph Stiglitz sottolinea la vulnerabilità dei bambini in una società diseguale come quella degli Stati Uniti di oggi. “È triste dirlo, ma gli Stati Uniti non stanno rispettando i propri obblighi”, sanciti anche a livello internazionale con molte convenzioni di protezione. E non è un caso che gli Stati Uniti non hanno nemmeno ratificato la Convezione sui diritti del bambino di Ginevra del 1989.

Forse l’infanzia di un americano medio non sarà la peggiore del mondo, ma la disparità tra la ricchezza del Paese e la condizione dei bambini è inarrivabile. Circa il 14,5% della popolazione americana è povera, ma il 19,9% dei bambini – circa 15 milioni di individui – vivono in povertà. Tra i Paesi sviluppati, solo la Romania ha un tasso più alto di povertà infantile. Il tasso americano è due terzi più elevato di quello del Regno Unito, ed è fino a quattro volte il tasso dei Paesi nordici. Per alcuni gruppi, la situazione è ben peggiore: oltre il 38% dei bambini neri e il 30% dei bambini ispanici, sono poveri.

La disuguaglianza tra redditi è correlata alle disuguaglianze in termini di salute, accesso all’istruzione ed esposizione ai pericoli ambientali, che pesano sui bambini più che su altri segmenti della popolazione. Quasi un bambino povero americano su cinque soffre di asma, un tasso che è il 60% più alto dei bambini non poveri. Le difficoltà di apprendimento si riscontrano con una frequenza quasi doppia tra i bambini nelle famiglie con redditi inferiori a 35.000 dollari l’anno rispetto alle famiglie con redditi superiori a 100.000 dollari. E qualcuno nel Congresso americano vorrebbe tagliare i buoni pasto – da cui dipendono 23 milioni di famiglie americane, lasciando che i poveri più poveri patiscano la fame.

Queste disuguaglianze, prosegue Stiglitz, in termini di risultati finali sono strettamente connesse alle disuguaglianze di opportunità. Inevitabilmente, nei Paesi in cui i bambini ricevono una nutrizione inadeguata, accesso insufficiente ai servizi sanitari e all’istruzione, e una maggiore esposizione ai rischi ambientali, i bambini delle famiglie povere avranno prospettive di vita ben diverse da quelle dei ricchi. E, in parte per il fatto che le prospettive di vita di un bambino americano dipendono di più dal reddito e dall’istruzione dei genitori che in altri Paesi avanzati, gli Usa ora hanno meno pari opportunità di qualsiasi Paese avanzato. Nelle università americane più d’élite, ad esempio, solo il 9% degli studenti proviene dalle fasce più basse della popolazione, mentre il 74% proviene dalla fascia più alta.

La maggior parte delle società riconosce l’obbligo morale di contribuire a garantire che i giovani possano esprimere il proprio potenziale. Alcuni Paesi impongono persino un mandato costituzionale per l’uguaglianza delle opportunità educative. Ma in America, si spende più nell’istruzione degli studenti ricchi che nell’istruzione dei poveri. Di conseguenza, gli Usa stanno perdendo parte del loro prezioso patrimonio, laddove alcuni giovani – privi di competenze – si danno ad attività disfunzionali. Gli stati americani come la California spendono più nel mantenimento delle carceri che in quello per l'istruzione superiore..
 
Gli estremi della disuguaglianza osservati in alcuni Paesi non sono il risultato inesorabile delle forze e delle leggi economiche. Le politiche “giuste” – reti di sicurezza sociale più solide, una tassazione progressiva e una migliore regolamentazione (soprattutto del settore finanziario), per citarne alcune – possono invertire questi trend devastanti.
Per generare la volontà politica richiesta da tali riforme, il Premio Nobel lancia questa soluzione: “dobbiamo confrontare l’inerzia e l’inazione dei policymaker con i tristi fatti di disuguaglianza e con i suoi devastanti effetti sui nostri bambini. Possiamo ridurre la povertà infantile e incrementare le pari opportunità, ponendo le basi per un futuro più giusto e prospero – che rifletta i nostri valori dichiarati. Perchè non ci proviamo? Dei danni che la disuguaglianza infligge alle nostre economie, politiche e società, quelli fatti ai bambini richiedono un’attenzione speciale. Qualunque responsabilità debbano sopportare gli adulti poveri per una parte considerevole della loro vita – non riusciranno a lavorare abbastanza, risparmiare abbastanza o prendere buone decisioni – le condizioni dei bambini sono imposte senza alcuna possibilità di scelta. I bambini, forse più di chiunque altro, hanno bisogno della tutela garantita dai diritti – che gli Usa dovrebbero mostrare al mondo con un esempio brillante di ciò che significa”.

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