Assad: «L'Europa ha venduto i suoi principi in cambio dei petrodollari»

Il presidente siriano considera essenziale l'impegno da parte dell'Europa nel conflitto che sta dissanguando il paese per evitare l'ulteriore diffusione del terrorismo proveniente da paesi che ancora lo finanziano.

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In un'intervista rilasciata al giornale austriaco Die Presse, il presidente siriano Bashar al-Assad ha espresso il suo disaccordo con la posizione dell'Occidente in materia di lotta al terrorismo, che ha descritto come "inutile e irrealistica". Inoltre, ha assicurato che la lotta non dovrebbe essere diretta soltanto contro l'Isis, ma dovrebbe colpire altri gruppi di questo tipo.
 
«Abbiamo combattuto il terrorismo sin dall'inizio. Prima che ci fosse il Fronte Al Nusra e molti altri terroristi, che l'Occidente non ha combattuto. Voi sapete che la lotta al terrorismo deve essere ferma e permanente fin dall'inizio. È il solo modo per poter essere alleati. La politica occidentale nei confronti di questo problema non è oggettiva, non è realistico e al momento non è molto produttivo, al contrario, è controproducente», ha spiegato Assad.
 
Il presidente ha anche respinto l'ipotesi di chi sostiene che il suo paese esporta il terrorismo e ha replicato che paesi come la Turchia, Qatar, Arabia Saudita anche l'Europa, sono diventati un covo di terroristi: «Gli europei hanno venduto i loro principi in cambio dei petrodollari consentendo la diffusione delle ideologie wahhabite e ai cittadini stranieri di entrare in Siria per poi tornare a casa loro e commettere atti come quelli di Parigi», ha aggiunto.
 
Inoltre, il leader siriano ritiene che se i paesi coinvolti si impegnassero a intraprendere azioni concrete, la crisi potrebbe essere risolta entro un anno, dal momento che, secondo lui, la situazione continuerà a peggiorare se si continua a sostenere i terroristi. «I paesi coinvolti considerano una decisione politica, solo quando si tratta di rovesciare il governo e il suo presidente, di conseguenza, tutto rimarrà lo stesso», ha concluso.

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