25 anni di Rivoluzione Bolivariana: l'eredità di Chávez e la sfida del multipolarismo

25 anni di Rivoluzione Bolivariana: l'eredità di Chávez e la sfida del multipolarismo

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"La visione geopolitica del nostro Comandante Hugo Chávez ha segnato una tappa storica che mirava a una reale integrazione e alla costruzione di un mondo multipolare carico di profondo umanesimo. Continuiamo su questa strada, per il benessere dei popoli!”, scriveva l’anno passato sui suoi canali social il presidente venezuelano Nicolas Maduro. Oggi, nella giornata che segna il 25° anniversario delle Rivoluzione Bolivariana queste parole vanno doverosamente ricordate.

L'arrivo del comandante Hugo Chávez alla presidenza della Repubblica nel 1999 segna l'inizio di un processo di ampie trasformazioni in tutti gli ambiti della vita nazionale, caratterizzato, tra l'altro, dalla forte enfasi che il leader bolivariano ha posto sulla rivendicazione dei diritti fondamentali che erano stati negati al popolo durante la Quarta Repubblica.

Con il trionfo della Rivoluzione bolivariana, si è verificata una trasformazione sostanziale nella visione geopolitica dello Stato venezuelano, che, ovviamente, si è riflessa, oltre che nella sfera nazionale, anche al di fuori del Venezuela. È stato un trionfo che ha contribuito a gettare le basi di un sistema internazionale multipolare.

In breve, il Comandante Chávez è stato in grado di irrompere sulla scena regionale e mondiale con la propria visione geopolitica: una visione che continua ad essere pienamente valida oggi, alimentando le speranze dei popoli latino-caraibici e di altri popoli del pianeta.

Hugo Chavez: Diplomazia di Pace e mondo multipolare

Durante la sua presidenza, che ha avuto inizio il 2 febbraio del 1999, Chavez ha contribuito alla creazione di un mondo multipolare, in cui il potere non fosse concentrato esclusivamente nelle mani di poche nazioni dominanti. Il suo approccio alle relazioni estere era caratterizzato da un impegno per il dialogo, il rispetto reciproco e la solidarietà tra le nazioni.

Il leader venezuelano agiva guidato dalla Diplomazia di Pace Bolivariana da lui forgiata e posta come valore fondamentale della Rivoluzione Bolivariana. L’essenza di questa politica è spiegata perfettamente dal professor Adan Chavez: "La Diplomazia di Pace Bolivariana si basa sulla richiesta di rispetto per i nostri popoli e governi, sul rispetto del principio di autodeterminazione e, allo stesso tempo, sulla promozione del mondo multicentrico e pluripolare di cui il Comandante Hugo Chávez, leader storico della Rivoluzione Bolivariana, ci ha costantemente parlato. Questo, di fronte all'egemonismo e al suprematismo dell'impero statunitense e dei suoi alleati, che cercano di imporre la politica della guerra, mettendo in pericolo l'esistenza della specie umana".

Chavez ha anche cercato di sfidare la narrativa dominante della politica globale, la cui priorità è di solito rivolta agli interessi delle nazioni potenti. Sosteneva fortemente la creazione di un mondo multipolare, in cui tutte le nazioni avessero uguale voce e opportunità di plasmare le relazioni internazionali. Attraverso varie iniziative di integrazione regionale, come l’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) e l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), Chavez ha promosso la cooperazione e l’unità tra i paesi dell’America Latina. Queste iniziative miravano a ridurre la dipendenza dalle potenze occidentali e a promuovere una distribuzione più equa del potere e delle risorse.

Inoltre, Chavez si oppose attivamente all’imperialismo e all’interventismo statunitense in America Latina e in altre parti del mondo. Credeva fermamente nei principi della sovranità nazionale e della non ingerenza negli affari interni. Resistendo alle nazioni potenti e tracotanti come gli Stati Uniti, Chavez ha dato l’esempio ad altri leader e nazioni per affermare la propria sovranità e resistere all’influenza esterna. La sua forte posizione contro l’interventismo imperialista ha indubbiamente contribuito allo spostamento verso un mondo multipolare, dove le nazioni più piccole potevano affermare la propria indipendenza e far sentire la propria voce.

L'impegno di Chavez nella diplomazia di pace è stato evidente anche nei suoi sforzi per promuovere la giustizia sociale e l'uguaglianza. Sotto la sua guida, il Venezuela ha lanciato vari programmi sociali volti a sradicare la povertà, migliorare l’assistenza sanitaria e promuovere l’istruzione. Chavez vedeva la giustizia sociale come un prerequisito per una pace duratura e credeva che nessun paese potesse davvero prosperare se la sua popolazione soffrisse. Il suo impegno per la giustizia sociale e l’uguaglianza ha avuto risonanza presso molte nazioni e leader, ispirandoli a dare priorità al benessere dei propri cittadini rispetto al dominio globale.

Inoltre, Chávez ha riconosciuto l’importanza della cooperazione economica e della solidarietà tra i paesi in via di sviluppo. Ha sostenuto il commercio equo e l’integrazione economica, con particolare attenzione alla riduzione delle disparità economiche e alla promozione dell’autosufficienza. Attraverso iniziative come PetroCaribe, che forniva petrolio a prezzi scontati alle nazioni caraibiche, Chavez mirava a promuovere l’indipendenza economica e l’autodeterminazione. Questi sforzi contribuirono ulteriormente al mondo multipolare immaginato da Chavez insieme ad altri grandi leader mondiali, in cui le nazioni potevano sostenersi a vicenda economicamente e ridurre la loro dipendenza dalle potenze dominanti.

L'eredità di Chavez come campione della diplomazia di pace e precursore del mondo multipolare si estende oltre la sua presidenza in Venezuela. I suoi ideali e principi continuano a essere vigenti e portati avanti da Nicolas Maduro e ispirano ancora oggi l’azione di leader e nazioni in tutto il mondo. 

Il mondo multipolare che ha cercato di creare sta adesso diventando una realtà, con le nazioni che stringono sempre più partenariati e alleanze al di fuori delle tradizionali strutture di potere.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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