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AAA non si trovano imprenditori seri ma solo negrieri

 

Lavoratrici e lavoratori percepiscono buste paga formalmente regolari indicanti orari di lavoro e somme salariali diverse da quelle effettivamente percepite. Centinaia di giovani vengono assunti come tirocinanti, apprendisti e stagisti ma nella realtÓ operando come lavoratori subordinati, percependo pochi euro



di Ciro Crescentini - Il Desk


Cercasi imprenditori che rispettano i diritti e la dignità  dei lavoratori e delle lavoratrici, versano buste paga in base alle leggi e i contratti di lavoro vigenti. Cercasi imprenditori che considerano il  lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza per gli uomini e le donne. Purtroppo, nel nostro Paese scorrazzano ancora, impuniti, banditi sociali, negrieri che speculano sulla disoccupazione. Dai dati provenienti dal  Ministero del Lavoro le aziende ispezionate che presentano irregolarità sono migliaia. Le principali violazioni riscontrate riguardano ancora e con sorprendente continuità: l’illecita intermediazione di mano d’opera, rapporti fittizi, false partite Iva, falsi part-time e tanti altri modi per simulare il lavoro dipendente o nascondere il lavoro nero ed irregolare Tanti i consigli e i trucchi  dispensati e consigliati da cricche di consulenti del lavoro e di commercialisti per aggirare le leggi.


Fra gli innumerevoli trucchi che  vanno ora di moda e simulare meglio la truffa: la manipolazione degli orari effettivi di lavoro per chi  solo ‘formalmente’ è assunto e pagato regolarmente. Lavoratrici e lavoratori, dopo la regolare assunzione percepiscono  buste paga formalmente regolari, indicanti orari di lavoro e somme salariali diverse da quelle effettivamente percepite. E non solo. Centinaia di giovani vengono assunti come tirocinanti, apprendisti e stagisti ma nella realtà operando come lavoratori subordinati, percependo pochi euro.  Recenti inchieste promosse dalle organizzazioni sindacali indipendenti(Cobas, Usb)  hanno  rilevato che nel biennio  2016-2017 circa 150 mila lavoratori hanno operato in nero o in grigio in Campania di cui ben cinquantamila nella provincia di Napoli, 10 mila nella provincia di Caserta.


A livello regionale, le evasioni contributive e contrattuali superano i 10 miliardi di euro l’anno.  I settori lavorativi dove si evade e si sfrutta  di più: Edilizia, servizi e Commercio, agricoltura.  Una buona fetta di questo  enorme flusso di denaro evaso  sarebbe indirizzata verso prodotti di lusso e beni rifugio (auto di grossa cilindrata, acquisti di case in montagna o al mare, gioielli griffati, opere d’arte, prodotti di consumo ad alta tecnologia).

E si evadono anche i contributi per la  tutela della salute e la tutela psicofisica dei lavoratori. Imprenditori senza scrupoli che non sborsano un euro per la redazione e l’attuazione dei piani di sorveglianza sanitaria. I piani di sicurezza antinfortunistica. Omissioni ed evasioni gravissime. Infatti, negli ultimi due anni ben 9 mila lavoratori campani  hanno contratto malattie ed infortuni sul lavoro. Tanti soldi e tante risorse evasi. Risorse che potrebbero essere utilizzate per investire per la realizzazione infrastrutture pubbliche e sociali (scuole, ospedali, reti ferroviarie, asilo nido) e soprattutto migliorare la qualità della vita.

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