Congresso Mondiale dell'Energia: Maduro esorta a creare un percorso per stabilizzare il mercato

Dalla Plenaria del XXIII Congresso Mondiale dell'Energia, che si svolge ad Istanbul, il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, ha rinnovato a tutti i paesi presenti la massima disposizione del paese a lavorare insieme per l'equilibrio dei mercati dell'energia e per garantire lo sviluppo e il progresso tecnologico dei popoli del mondo

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Nel suo intervento, il Presidente ha dichiarato che nel XXI secolo è stata consolidata una "Nuova geopolitica, una nuova geoeconomia, che ha iniziato a germogliare in questo mondo multicentrico e multipolare e che comincia ad emergere, in tutte le sue dimensioni, per farsi evidente e prosperare".


Maduro ha assicurato che il Venezuela oggi è impegnato in un processo accelerato di diversificazione economica, tenendo conto che l'impianto del modello petrolifero che ha sostenuto il paese nei decenni passati ha frenato la ricchezza del paese e le potenzialità dell'economia nazionale.


Ha poi evidenziato che la presenza del Venezuela al Congresso è fondamentale per mostrare a tutti i paesi e alle imprese transnazionali presenti le potenzialità e le opportunità di investimento nel paese, invitandoli a scommettere sullo sviluppo dei popoli.


Maduro ha dichiarato: "Oggi, nel XXI secolo, si sente il bisogno di uno sviluppo diversificato, con nuovi motori di crescita e nuove fonti di ricchezza. Questa è la grande sfida che oggi ci troviamo ad affrontare. Non si tratta di sospendere il nostro ruolo nel campo energetico, principalmente petrolifero, ma di iniziare ad essere un paese che può contare su risorse alternative, su ricchezze fisiche, materiali e finanziarie".

Aggressione imperialista


Il Presidente venezuelano ha sottolineato che i paesi produttori ed esportatori di petrolio, per anni, sono stati vittime di un'aggressione imperialista e cospiratoria da parte dell'impero, che cerca di impadronirsi di queste risorse a qualunque prezzo.


Al riguardo, ha offerto l'esempio del Venezuela, vittima di ripetuti interventi imperialisti: "Nel paese esiste la riserva petrolifera più grande del pianeta, come la definiva il Comandante Chávez: i vampiri imperialisti, insaziabili, vogliono possederla per intralciare lo sviluppo naturale, energetico, economico e politico del nuovo mondo".



"Il Venezuela per cento anni è stato un paese produttore e esportatore di energia, di petrolio; cento anni che hanno segnato la vita economica, politica e culturale del nostro paese", ha ricordato il Presidente Maduro.


Il Governo Bolivariano sta lavorando duramente all'implementazione di politiche orientate alla costruzione di un modello che ruoti intorno allo sviluppo ed allo sfruttamento delle risorse a disposizione, con l'obiettivo di combattere la crisi che attualmente affligge il mondo.


Il Presidente Nicolás Maduro ha chiesto ai paesi membri dell'OPEC e ai non OPEC di stabilire un accordo definitivo e decisivo, basato sui principi di dialogo, comprensione e consenso, e di intraprendere "un percorso finalizzato a stabilizzare il mercato del petrolio ed ottenere prezzi reali ed equi che consentano di aumentare gli investimenti, ricostituire le scorte energetiche e disporre di nuove tecnologie".

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