I media alla guerra/"Covid party". Una bufala smascherata persino dal NYT

"Covid party". Una bufala smascherata persino dal NYT

 

l'AntiDiplomatico ha bisogno del tuo aiuto. Una tua piccola donazione può essere vitale per la nostra battaglia di informazione.


di Francesco Santoianni
 

Con i reparti di rianimazione vuoti e nessuna bara da mostrare in TV,  raschiano il fondo del barile i media pur di continuare a terrorizzarci raccattando a caso dati su presunti “morti per Covid” o su “decine di migliaia di contagiati”, come se il virus SARS-CoV-2 – tanto per dirne una -  ad aprile non avesse già contagiato milioni di Italiani.  
 

E così dopo il “morto per Covid” che aveva la leucemia,  il “trentenne morto per Covid”, in coma da tre anni o il trentasettenne che in punto di morte pensa a maledirsi perché non usava la mascherina …. oggi il pezzo forte è “Usa, paziente muore dopo aver partecipato a un Covid party, le sue ultime parole: >” 

Una bufala così sbracata da meritare una
inchiesta del New York Times.


 

Dalla quale apprendiamo che: 
 

  1. di questi “Covid party” dove si vincerebbe un premio chi si infetta per prima, nonostante ne parlino tutti, non esiste alcuna prova della loro esistenza;
     

  2. la dott.ssa Jane Appleby del Methodist Hospital che ha postato l’oramai celebre video non sa riferire nulla della presunta infermiera che le avrebbe raccontato la storia;
     

  3. nessuno sa chi possa essere l’uomo che avrebbe fatto la dichiarazione all’infermiera e quelli che potrebbero essere i suoi familiari, subito pressati dalla stampa, si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni.
     

Insomma, una bufala bella e buona che, per convincerci ad accettare il prolungamento dell’emergenza, continua a troneggiare su tutti i media italiani. Al pari della dichiarazione dell’infermiere di Cremona

Notizia del:
Notizia del:
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy Change privacy settings
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa