Genova 2001 - No, non avevate ragione neanche allora.

7582
Genova 2001 - No, non avevate ragione neanche allora.


di Antonio Di Siena


Era un mondo molto diverso quello del 2001. Lo sviluppo della modernità sembrava inarrestabile, si credeva che l'umanità si stesse dirigendo inesorabilmente verso un mondo nuovo e senza confini, governato da progresso e valori universali e abitato da una moltitudine di identità fluide. 

Questa prospettiva apparentmente celestiale però nascondeva il vero volto della globalizzazione. Fatta di disuguaglianze, sfruttamento, privatizzazione di risorse e beni pubblici, limitazione dei processi democratici fino al loro completo annullamento.

Qualcuno l’aveva certamente compreso prima degli altri, prevedendo (con Negri e Klein) un mondo che, sgretolato nelle sue istituzioni e confini sotto i colpi di new economy e libero mercato, sarebbe stato governato globalmente nell’interesse di pochi. 

Il problema della critica a questo modello però era la sua soluzione, tutta interna al modello stesso.

Perché anziché combattere per arrestare l’inesorabile avanzata della mondializzazione, si credette che fosse possibile resistervi. Guidandola verso orizzonti più umani, partecipativi e democratici. “Un altro mondo possibile”, ma pur sempre senza confini. 

Una visione questa intrinsecamente “riformista” che tanto ricorda le posizioni altroeuropeiste di questi tempi. Una prospettiva miope ed inefficace che presto o tardi finisce per condannare all’irrilevanza politica e quindi all'inutilità. 

18 anni di riflessioni e 10 di crisi economica non sono bastati.

Nel mondo della mondializzazione livellante che uniforma culture e tradizioni, distrugge storia e comunità, genera precarietà e miseria, mentre i popoli continuano a invocare protezione, a sinistra si continua a demonizzare l’unico argine efficace (da mezzo millennio a questa parte) allo strapotere del più forte: quello Stato-Nazione troppo frettolosamente confinato nel cestino della storia perché confuso e sovrapposto al nazionalismo.

Con l’aggravante che prima la globalizzazione almeno la si criticava. Riconoscendo l’utilità dei piccoli recinti comunitari utili a preservare stili di vita e culture millenarie, biodiversità, differenze, si lottava per la libertà e l’indipendenza dei popoli. Quantomeno degli altri. Gli Indios, il Chiapas, la Palestina, la Repubblica d’Irlanda. Oggi invece si è finito per credere che basti aprire i nostri porti per risolvere tutti i loro problemi. 

Ieri come allora facendo di cause e soluzioni due facce della stessa medaglia, l’unico effetto che viene a crearsi è lasciare campo libero agli avversari. Quella destra restauratrice e conservatrice da sempre nemica del popolo che, nella fase di sgretolamento del mondo unipolare ad egemonia americana, si è imposta come guida alla resistenza in una battaglia che vede il ritorno prepotente del conflitto di classe che (è bene ricordarlo) si è sempre combattuto sul terreno nazionale. Una battaglia che, e questo la storia ce lo insegna molto bene, se non vede in prima linea le forze socialiste crea l’humus ideale (e necessario) al ritorno del fascismo. 

Quello vero e non immaginario.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA di Michelangelo Severgnini COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA

COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Le politiche antidemocratiche degli Stati Uniti d'America di Michele Blanco Le politiche antidemocratiche degli Stati Uniti d'America

Le politiche antidemocratiche degli Stati Uniti d'America

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti