Il Corriere della Sera e la "malattia" del sovranismo

3047
Il Corriere della Sera e la "malattia" del sovranismo


PICCOLE NOTE

 

Sul Corriere della Sera di oggi Angelo Panebianco tematizza la “malattia” del sovranismo. Retorica usuale, che oppone il  sovranismo alla più felice dottrina globalista, ovvero l’ideologia che discende dalla globalizzazione.
 

Il sovranismo in tale retorica è nemico della democrazia ed è sinonimo di fascismo. Da qui la sua pericolosità.


Un’analisi che però ha un punto di criticità irriducibile. E su un tema niente affatto secondario: la sovranità.


Vero, il fascismo è nemico della democrazia in quanto sequestra la sovranità popolare e la consegna a un leader e/o a una élite.


E se certe derive leaderistiche e certo imbarbarimento del linguaggio e della prassi politica destano preoccupazioni, è pur vero che tale deriva è insita nella democrazia da sempre.


Ma la congiuntura attuale ha visto sorgere un altro pericolo della democrazia: la globalizzazione. Nata come ristrutturazione in chiave economico-finanziaria del mondo è diventata un’ideologia, anzi una religione, fondata su dogmi indiscutibili.


In un’epoca di fondamentalismi religiosi, dilagati all’interno delle religioni tradizionali (islamismo, cristianesimo, ebraismo) e altrove, anche la religione liberale si è fatta fondamentalista.


Anzi si può dire che proprio la trasformazione del liberalismo in religione fondamentalista ha generato i fondamentalismi religiosi, per opposizione e contagio.


In democrazia il potere discende dal popolo e della volontà popolare è espressione il Parlamento.


Il fondamentalismo globalista sta tentando, con certo successo, di porre fine a questo stato di cose. I Paesi sono chiamati a cedere parte della loro sovranità ad altra entità.


Si tratta di decurtare la sovranità nazionale di un quid indefinito che, proprio per tale indefinito, è potenzialmente tutto.


Non solo il diritto di stampare moneta, ma anche la definizione delle politiche economico-finanziarie, delle politiche riguardanti il lavoro. Insomma, potenzialmente tanto e indefinito di quel che un tempo era materia del Parlamento è ceduto ad altra entità.


Abbiamo scelto il termine entità non a caso, dal momento che indefiniti sono anche gli enti beneficiari di tale cessione. La Bce, la Ue, Bruxelles, sono evocazioni senza rimandi concreti.


Tanto che non è prevista interlocuzione se non in via subordinata e ancillare con emanazioni altrettanto indefinite delle stesse entità: la Troika, la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale…


Dietro tali indefiniti si celano in realtà specifici ambiti cultural-finanziari, le famose élite, senza volto e senza nome, e con poteri anch’essi indefiniti e quindi potenzialmente illimitati.


La globalizzazione demolisce la sovranità popolare per consegnarla a tali élite, i “benefattori”, definizione che ricorre spesso per Soros o i Rothschild; o i “filantropi”, come ha definito Bloomberg Anna Lombardi sulla Repubblica di oggi (questi ha deciso di donare 80 milioni ai democratici – contro Trump – in vista delle prossime elezioni di midterm americane).


Se è vero che il sovranismo populista è un rischio per la democrazia, la globalizzazione è invece certezza.


È l’asservimento delle masse ad élite sempre più ricche e potenti, come rivela l’arricchimento progressivo dei pochi e l’impoverimento dei tanti registrato in questi ultimi anni.
 

Tanto è vero che la prima contestazione al fondamentalismo gobalista venne da sinistra: i “no global” esistevano ben prima dei populisti.


Certo, tale sovranismo populista che si oppone al globalismo può essere a rischio e la vigilanza è obbligo.


Ma l’alternativa non è certo la libertà promessa dal mainstream, quanto il buio fascismo guidato da filantropi e benefattori che non rispondono a nessuno, per questo irresponsabili e sfrenati, ai quali il mainstream è prono e ancillare.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo di Fabrizio Verde Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo

Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo

La strategia del pitone di Donald Trump di Giuseppe Masala La strategia del pitone di Donald Trump

La strategia del pitone di Donald Trump

“I re della carestia”: a Gaza basta pagare e si trova tutto di Michelangelo Severgnini “I re della carestia”: a Gaza basta pagare e si trova tutto

“I re della carestia”: a Gaza basta pagare e si trova tutto

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West di Raffaella Milandri Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria di Geraldina Colotti La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

Scusaci Mattarella di Alessandro Mariani Scusaci Mattarella

Scusaci Mattarella

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles di Marco Bonsanto Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

DELENDA EST di Gilberto Trombetta DELENDA EST

DELENDA EST

Cosa vuole fare Trump di Michele Blanco Cosa vuole fare Trump

Cosa vuole fare Trump

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra di Giorgio Cremaschi ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti