Il piano (speculativo) dietro il 'kit del bravo tossicodipendente'
Le pagliacciate della sinistra liberal alle prese con lo spaccio a Bologna nascondono un piano preciso che avvantaggerà i soliti sciacalli speculatori
di Angela Fais per L’Antidiplomatico
Si consuma a Bologna l’ennesima pagliacciata della sinistra radical. Il Comune ha reso noto che distribuirà gratuitamente pipe in alluminio per fumare crack. Un anno e mezzo fa il Comune di Bologna ha avviato una sperimentazione per contrastare spaccio e consumo. A quanto pare oggi ci troviamo nella “fase 2” della sperimentazione, il momento della distribuzione delle pipe nell’ottica -dicono- di una riduzione del danno. L’assessore Matilde Madrid dichiara che l’uso di strumenti adeguati consente di ridurre non solo tutte le patologie secondarie come infezioni e tracheiti ma persino di ridurre il consumo. Se però facilmente si comprende come le infezioni possano ridursi, più difficile è credere che il “kit regalo” determini la riduzione dei consumi. Sarebbe opportuno supportare tale dichiarazione con dati concreti e verificabili. Invece no, ci devi credere. D’altronde, si sa, delle sperimentazioni bisogna fidarsi, non pretendere evidenze e dimostrazioni scientifiche.
Eppure i dati sembrerebbero smentire l'Assessore. Stando alle stime prodotte dall’Osservatorio dell’Usl del capoluogo emiliano-romagnolo infatti si ricava che nell’arco di tutto il 2024, quindi in un’epoca in cui già era stata avviata la sperimentazione in oggetto, c’è stata non solo una diffusione del consumo del crack anche presso nuove fasce della popolazione ma persino un aumento del 30% delle prese in carico, oltre alle quali chiaramente c'è anche un sommerso con cui si devono fare i conti per cui gli aumenti in realtà sono ancor più rilevanti.
Non si comprende come è possibile sostenere che la sperimentazione proceda a gonfie vele e che è giusto che continui attraverso tutte le fasi previste, a fronte di aumenti così considerevoli. Quindi o l’Osservatorio della Usl dice inesattezze oppure é lecito domandarsi come si fa a definirla “un successo”.
Tuttavia, tornando alla distribuzione delle pipette, non essendo essa una forma di sostegno reale sta facendo molto scalpore in quanto è misura ridicola, inadeguata ed inefficace. Un pò come se si scegliesse di sostenere chi sta morendo di fame offrendosi di pagargli le spese funerarie.
Non si tratta di arroccarsi nella difesa di posizioni proibizionistiche che non sono mai state la soluzione e che spesso determinano l' aggravamento del problema. Diversamente da quanto sostiene l’europarlamentare bolognese di FdI Stefano Cavedagna infatti, non è che l’iniziativa promuova il consumo di droghe giacché non inizio a fumare crack sol perché distribuiscono gratuitamente le pipe. Esattamente come non si riducono i consumi in funzione del “cadeau”. Non si combattono così le dipendenze né così si stronca lo spaccio che è tollerato da questa misura se non addirittura vergognosamente incoraggiato.
Si dirà allora che nei giorni scorsi la giunta ha approvato anche un nuovo pacchetto di interventi di rigenerazione urbana e sociale articolato in tre punti: riqualificazione degli spazi al piano terra; contrasto alle dipendenze e lotta alla marginalità tramite l’aumento della mediazione territoriale e tramite presidi stabili e riconoscibili, essendo già attivi servizi di psicoterapia che, tra i presidi, sono forse i più utili per sostenere chi vuole interrompere le catene della dipendenza.
Ma è qui che vediamo qual è l' intento delle politiche amministrative.
La sinistra ha sempre un bel dire che la questione dell’abuso di sostanze “non deve essere affrontata sul piano della sicurezza” ma anche su altri piani. Giustissimo, vero. Però, curiosamente, sul piano della sicurezza la questione non viene mai affrontata in maniera risolutiva. Allora da cittadini chiediamo quando questo sarà fatto. La risposta è semplice. Ed è MAI. Questo per almeno due ragioni. La prima poiché altrimenti si verrebbe presto etichettati come ‘fascisti’. Entrando nella psicologia del “Sinistro tipo”, egli teme il verdetto del fascistometro più di ogni altra cosa perché sa che è sempre pronto a rilevare l’onta indelebile, la febbre del fascismo.
L’altro grave rischio sarebbe invece quello di risolvere definitivamente la questione. E questo sarebbe un gran male non inclusivo, un gran male che chiude tutti gli altri giochi. Si, perché a questo punto il sospetto che non ci sia la volontà politica di risolvere la questione è più che lecito. Ecco perché non si parla neanche stavolta di controllo del territorio da parte dello Stato, fosse pure militarizzandolo anche tramite l’Esercito visto che si lamentano croniche mancanze di organico tra le forze dell’ordine. Misure certamente estreme ma necessarie a restituire il territorio e la città ai suoi abitanti. Si parla invece di 'riqualificazione urbana’, nella fattispecie degli spazi al piano terra, come se si spacciasse nei piani terra. Una misura questa che non solo nulla ha a che vedere con lo spaccio ma ha la funzione precisa di fare schizzare alle stelle i prezzi degli immobili, incrementando quelle dinamiche di speculazione immobiliare responsabili dell'espulsione dei pochi residenti rimasti dal centro. Si insiste con la gentrification a favore dei soliti avvoltoi del mercato immobiliare. E intanto lo spaccio continua.
Così se da una parte si regala ‘il kit del bravo tossicodipendente’ che potrà fumare crack in pubblico e serenamente seduto sul ciglio dei marciapiedi, dall'altra poi si vuole rigenerare la zona, riqualificarla. Quindi prima degradi, fai crollare i prezzi del mercato immobiliare e poi investi capitali e rigeneri, riqualifichi.
Tutto nel solco della migliore tradizione neoliberale: tollerare i criminali e trattare da criminali i cittadini in ogni occasione possibile.