"Se l'Italia entra in guerra".... un sondaggio shock del Garante agli adolescenti italiani

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"Se l'Italia entra in guerra".... un sondaggio shock del Garante agli adolescenti italiani


di Agata Iacono per l'AntiDiplomatico

"Come ti informi sulla guerra? Quali emozioni provi davanti alle immagini dei conflitti? Cosa pensi del ruolo della tua generazione nella costruzione della pace? Se hai voglia di farci conoscere la tua esperienza puoi rispondere al questionario."
 
Con questa presentazione, l'autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, (nominata dal governo Meloni), annuncia in pompa magna una specie di sondaggio aperto ai giovani dai 14 ai 18 anni.
 
Segue una specie di elenco di domande a risposta chiusa, che i promotori dicono di aver concordato con un gruppo di giovani, che si dividono sostanzialmente in due parti.
 
La prima parte pretende di sondare quanto i ragazzi siano disposti ad arruolarsi per difendere la patria, quanto sappiano di guerra e quale sia la fonte privilegiata di informazione.
 

“Se il mio Paese entrasse in guerra mi sentirei responsabile e se servisse mi arruolerei. Quanto sei d’accordo con questa affermazione? ”. Questo viene chiesto oggi nella scuola italiana ai ragazzi dai 14 ai 18 anni. È un questionario di 32 domande dal titolo “Guerra e conflitti” disponibile sul sito dell’Autorità garante per l’infanzia e adolescenza guidato da Marina Terragni, nominata dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa"
 
Ma questo piano di militarizzazione delle scuole, che passa anche attraverso un "questionario", che farebbe bocciare qualsiasi studente di sociologia e metodologia della ricerca, cela di più.
 
Paradossalmente, infatti, è proprio la seconda parte quella più grave e preoccupante, perché propone un parallelismo diretto tra guerre e conflitti individuali e di gruppo.
 
Il messaggio in sintesi è che la guerra, le guerre, non hanno motivazioni economiche e geopolitiche, ma sono solo l'estensione dei piccoli conflitti che avvengono in famiglia, con gli amici, nei social.

Quindi, sei un pacifista?

Come puoi aiutare un percorso di pace?

Ecco: dipende se sei disponibile a fare pace o a insistere caparbiamente sulle tue opinioni.

In questo modo, con questo accorgimento, la guerra diventa una esperienza quotidiana, si normalizza, nei piccoli litigi di tutti i giorni.

E, naturalmente, più sei disposto a subire, meno lotti, e più sei pacifista...
 
Sono stati resi noti i primi risultati.

Secondo le prime stime, su un campione casuale di 4.000 adolescenti, il 68% avrebbe risposto di non essere disponibile ad immolarsi per difendere la patria.
Pare, paradossalmente, che gli stessi giovani si informino prevalentemente guardando la TV....
 
Lamentando la critica del FQ, si invitano tutti a leggere le 32 domande per rendersi personalmente conto di quanto non vi sia patriottismo.
 
Peccato che, aprendo il questionario, ci si renda piuttosto conto che può rispondere chiunque, basta dichiarare di essere giovane, in modo anonimo e non solo.

Si può rispondere tutte le volte che si vuole, senza limiti, rendendo qualsiasi analisi del report totalmente falsato, spurio e ridicolo.
 
Neppure quando compili un questionario pubblicitario sulle preferenze tra pecorino o parmigiano puoi rispondere più di una volta.
 
 
 

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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