Il software della Cia "Locomotive", Putin e il giornalismo secondo la Stampa

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di Francesco Santoianni

Ma com’è che la Cia, invece di continuare ad usare segretamente il suo miracoloso software “Locomotive”, capace di localizzare Putin, ora lo glorifica sui media con l’unico, ovvio, risultato di mettere in guardia il Cremlino? Si direbbe non chiederselo La Stampa, nel suo articolo “Putin sorvegliato e spiato in tutti i suoi spostamenti. “Locomotive”, ecco il software con cui la Cia ci è riuscita”, che, invece, si limita ad annunciare la scoperta dell’acqua calda:

<< (…Locomotive) consente di tracciare il movimento di quasi tutte le persone nel mondo utilizzando i dati dei cellulari. I programmisti del software hanno avuto accesso a questi dati grazie alla raccolta delle aziende pubblicitarie quando targettizzano i loro annunci, cioè quando li mirano specificamente a determinate audience, sulla base dei loro interessi. Effetto imprevisto (…) si ha anche la possibilità di tracciare i dittatori. Tenerli in gabbia. Putin non può apparentemente difendersi, da questo.>>

Sì, ma se, poniamo, Putin attivasse una delle tante app che impediscono la localizzazione o se, al limite, utilizzasse uno dei tanti smartphone di nuova generazione realizzati per questo scopo, che si fa? La Stampa ci rivela un geniale stratagemma: <<…le agenzie militari e di intelligence americane possono tracciare i movimenti di Vladimir Putin utilizzando i dati sui telefoni di coloro che lo circondano (…autisti, personale di sicurezza, collaboratori politici e altro personale di supporto del presidente russo). Sapere dove si trova il tiranno esattamente, sempre, in tempo reale, si configura, dal punto di vista della deterrenza, come un’arma specifica contro le dittature.>>

Ma, davvero, sarebbero così scalcinati i servizi di sicurezza russi nel non aver previsto una cosa così ovvia? Eppure è di appena qualche giorno fa la notizia di un loro colpo davvero geniale: l’intercettazione di alti ufficiali della Bundeswehr che, nello stesso giorno nel quale il cancelliere tedesco Olaf Scholz assicurava che la Germania non ha partecipato e non parteciperà direttamente al conflitto ucraino, pianificavano, insieme ai loro omologhi ucraini, il bombardamento di un ponte, in Crimea.

Notizia che, tra l’altro sta aggravando la strisciante crisi diplomatica tra Germania, Francia e Regno Unito che, da tempo, si rimpallano pubblicamente le responsabilità di un coinvolgimento sempre più diretto nella guerra in Ucraina. Notizia, ovviamente ignorata dai nostrani media di regime che, al più, al pari della Stampa, si limitano a sbandierare come un clamoroso “scoop” qualche penosa velina diffusa dai loro burattinai, come la buffonata del softwar “Locomotive” .

 

PS Avremmo voluto corredare questo articolo con il video integrale dell’intercettazione (con tanto di traduzione in Italiano) della riunione tenuta da alti ufficiali della Bundeswehr che, miracolosamente aveva trovato spazio su Youtube ma che ora risulta scomparso. Speriamo che, quando sarà consegnata da Zelensky al governo italiano la lista dei nostrani ”filoPutin”, la situazione migliori.


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Francesco Santoianni

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