La costruzione coloniale dell'Afghanistan: Pedoni afgani sulla scacchiera britannica

La costruzione coloniale dell'Afghanistan: Pedoni afgani sulla scacchiera britannica

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Prosegue il viaggio di ricerca storica alle radici dell'Afghanistan, una modalità per capire gli attuali conflitti, come ha agito e come forse agirà il colonialismo occidentale. Per visonare i capitoli precedenti potete cliccare qui: PrimoSecondoTerzo,  Quarto e Quinto.

 Per Al Mayadeen English

[Questo saggio è stato tradotto dal tedesco e dall'inglese in italiano da Nora Hoppe]

Capitolo 6

  • La dominazione pashtun - Nader il traditore
  • Gli interessi colonialisti dei britannici in Afghanistan.

Nader il traditore

Gli antenati di Nader Khan appartenevano alla tribù aristocratica pashtun dei Mohammadzai ed erano stati esiliati dal governo britannico indiano a Dehradun nel Kashmir nel 1879, dove Nader nacque nel 1883. Negli ultimi anni del governo di Amir Abdoll Rahman, gli inglesi rimandarono la famiglia in Afghanistan. Mohammad Nader entrò nel servizio militare, fece una carriera stellare e divenne un generale di alto rango. Sotto Amanollah, comandò le forze afgane nella "battaglia di Thal" contro l'esercito britannico (nel 1919) e fu elevato a ministro della guerra. Ma Amanollah in seguito divenne sospettoso delle sue ambizioni, lo licenziò come ministro della guerra, lo mandò a Parigi come ambasciatore e poi lo dimise del tutto dal servizio governativo nel 1926. Nader Khan si trasferì allora a Nizza dove risiedeva come privato cittadino.

Durante le rivolte iniziali del 1929, sia Habibollah Kalakâni che Amanollah lo invitarono a tornare in Afghanistan... Nader Khan ignorò la richiesta di Habibollah e tornò in Afghanistan per assistere Amanollah. Amanollah voleva che tornasse attraverso il territorio sovietico... ma, invece, Nader Khan si recò nell'India britannica dove incontrò i funzionari britannici e iniziò a organizzare una forza di resistenza nella provincia di Paktia - apparentemente per Amanollah. Ben presto riuscì a raccogliere un consistente esercito di combattenti tribali... ma improvvisamente ritardò il suo intervento e rimase in attesa... Amanollah, ormai completamente demoralizzato e circondato da loschi personaggi a Kandahar, abdicò al trono per esasperazione e lasciò il paese, cercando l'esilio in Italia.

Il 16 ottobre 1929, Nader Khan catturò Kabul, e Habibollah Kalakâni, fu costretto a ritirarsi a Kohdâman con i suoi uomini. Nader Khan promise di concedere loro l'amnistia... E, a tal fine, scrisse il suo voto su una pagina del Qor'an, completo della sua firma e del suo sigillo, e lo inviò a Habibollah Kalakâni. (In Afghanistan, scrivere, firmare e sigillare una promessa in un Qor'an è considerato il più alto segno di affidabilità tra i credenti). Habibollah Kalakâni, un uomo semplice di modeste condizioni, si fidò di lui e si arrese. Lui e i suoi uomini furono successivamente portati a Kabul dove furono poi imprigionati e, secondo alcune fonti, brutalmente torturati prima di essere giustiziati.

Per questo atto, i non-pashtun conferirono a Nader Khan il titolo di "Ghaddâr": "il Traditore". (Era visto come tale a più livelli: non solo aveva mancato alla parola data e strumentalizzato il libro sacro del Qor'an per tradire Habibollah Kalakâni, ma aveva anche commesso tradimento nei confronti del suo re, Amanollah Khan, al quale aveva giurato fedeltà, strappandogli il trono).

Nader Khan "Il traditore"

Gli interessi colonialisti dei britannici in Afghanistan.

Inutile dire che gli eventi e gli spostamenti di potere nello Stato afghano fin dalla sua nascita sono stati tutti influenzati e manipolati dagli imperi colonialisti.

Con Abdoll Rahman Khan, il cosiddetto fondatore dell'Afghanistan "moderno", e la creazione della Linea Durand, gli inglesi furono in grado di assicurare la loro posizione nella regione in modo significativo. Sotto il figlio di Abdoll Rahman Khan, Habibollah Khan, la loro posizione rimase assicurata.

Ma durante la terza guerra anglo-afghana, sotto il governo di Amanollah, i britannici subirono una grande battuta d'arresto, che furono in grado di riscattare in una certa misura più tardi attraverso la diplomazia. A quel tempo, l'Afghanistan cominciò a guadagnare più indipendenza e a perseguire una politica estera più indipendente... una politica che si occupava principalmente della rivalità tra Unione Sovietica e Regno Unito, il cosiddetto "Grande Gioco", in cui entrambe le potenze si sforzavano di ottenere influenza nella regione.

A parte il fatto che gli inglesi vedevano uno stato dell'Afghanistan troppo indipendente, sviluppato e forte come un pericolo per il loro sistema coloniale in generale (a causa degli incentivi dimostrati dalla popolazione e della potenziale emulazione altrove in Asia e in Africa) e per la loro colonia corona dell'India in particolare, gli inglesi temevano anche che Amanollah sarebbe tornato dall'esilio e avrebbe perseguito una politica antibritannica ancora più forte a favore delle potenze dell'Asse.

L'Unione Sovietica, d'altra parte, fu il primo stato a riconoscere l'indipendenza dell'Afghanistan e a stabilire immediatamente relazioni diplomatiche con esso; a sua volta, l'Afghanistan sotto Amanollah fu il primo stato a riconoscere l'Unione Sovietica. Inoltre, Amanollah e Lenin si scrissero lettere di elogio, inviarono delegazioni l'uno all'altro e conclusero trattati di commercio e amicizia reciproci.

Durante una visita a Londra, gli inglesi promisero ad Amanollah tutto il loro sostegno se si fosse astenuto dal visitare l'Unione Sovietica. Amanollah rifiutò l'offerta e visitò l'Unione Sovietica sulla via del ritorno in Afghanistan. A Mosca ricevette un'accoglienza reale.

Anni dopo, mentre Amanollah era a Kandahar per organizzare una forza di resistenza contro Habibollah Kalakâni, il suo fedele generale Mohammad Seddiq Khan Charkhi incontrò i sovietici a Mosca, che fornirono a lui e alle sue truppe un contingente di soldati dell'Armata Rossa. Seddiq Khan Charkhi attraversò il confine (a Âmu-Daryâ) e marciò da nord verso Kabul. Ma fu allora che giunse la notizia che Amanollah aveva lasciato il paese perché l'attacco pianificato da Nader Khan contro Habibollah Kalakâni non si era realizzato. Seddiq Khan Charkhi dovette ritirarsi, e le truppe dell'Armata Rossa tornarono in Unione Sovietica.

La prima fase dell'agenda britannica per un cambio di regime del governo di Amanollah prevedeva di fomentare la sedizione nello stato... poi di rovesciarlo - attraverso la rivolta di Habibollah Kalakâni.

Una volta che lo stato è crollato e il regime di Amanollah è stato rimosso, tutti gli aiuti britannici e il sostegno agli insorti sono terminati... e la seconda fase del cambio di regime è iniziata: le disposizioni e l'assistenza sono state deviate a Nader Khan, il vero favorito degli inglesi.

Anche i sovietici alla fine preferirono vedere un Nader Khan al potere piuttosto che un Amanollah sotto l'influenza tedesca e italiana. (L'Afghanistan sotto Amanollah sarebbe diventato un alleato delle potenze dell'Asse).

Il cambio di regime britannico ebbe successo e Nader Khan dichiarò in seguito la neutralità dell'Afghanistan allo scoppio della seconda guerra mondiale, anche se alcuni settori della popolazione simpatizzavano ancora per i tedeschi.

Dopo aver usurpato il potere, Nader Khan e i suoi fratelli installarono un nuovo regime di terrore e cominciarono a epurare il paese dai sostenitori di Amanollah e a portare avanti la pashtunizzazione. Questo periodo storico fino al rovesciamento del governo del clan Mohammadzayi con il sanguinoso colpo di stato del Partito Democratico del Popolo dell'Afghanistan nel 1978 sarà trattato nei prossimi saggi.

Scena di battaglia nel Khorasan dallo Shâhnâma ("Il Libro dei Re")

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Alcune pubblicazioni su questi argomenti:

Aryanfar, Aziz – varie pubblicazioni e traduzioni in persiano di altri libri di storia (come ad esempio: Cabool: Being a Personal Narrative of a Journey to, and Residence in That City, in the Years 1836, 7, and 8 (also known as Mission in Kabul)

Barth, Fredrik – Pathan Identity and its Maintenance

Burnes, Alexander ­ Cabool: Being a Personal Narrative of a Journey to, and Residence in That City, in the Years 1836, 7, and 8 (1842)

Caroe, Olaf – The Pathans: 550 BC - AD 1957

Dorronsoro, Gilles – Revolution Unending: Afghanistan, 1979 to the Present

Elphinstone, Mountstuart – Account of the Kingdom of Caubul and its Dependencies in Persia, Tartary and India

Farhang, Mir Mohammad Sediq – Afghanistan in the Last Five Centuries

Ghobar, Mir Gholam Mohammad – Afghanistan in the Course of History

Glatzer, Bernt – The Pashtun Tribal System

Gregory, Derek – The Colonial Present: Afghanistan, Palestine, Iraq

Habibi, Abdul Hai – History of Afghanistan After Islam

Johnson, Thomas H. & Mason, M. Chris – Understanding the Taliban and Insurgency in Afghanistan

Kohzad, Ahmad Ali – Abdur Rahman Khan and the Durand Line

Malik, Aqab Mehmood – The Weaponisation of Afghanistan and the Effects of Small Arms and Light Weapons Proliferation on Conflict Dynamics

Mamoon, Razaq – The Nights of Rome

Plik, Alexander Alexeevich – The Economic Structure of Afghanistan (Russia)

Reisner, Igor Mikhailovich – Feudalism and the Building of the Afghan State (1954)

Singh, Ganda – Ahmad Shah Durrani, Father of Modern Afghanistan (1959)

Sykes, Percy – A History of Afghanistan (1940)

Vogelsang, Willem – The Afghans (2001)

Witzel, Michael – The Home of the Aryans

Yate, Charles Edward – Khurasan and Sistan  /  Northern Afghanistan

 

Tariq Marzbaan

Tariq Marzbaan

 

Nato a Kabul nel 1959, dove ha vissuto fino al 1982 quando si è rifugiato con parte della sua famiglia a Peshawar in Pakistan, poi in Germania dove ha ottenuto la cittadinanza anni dopo. Attualmente risiede nell'Asia sudorientale. Ha conseguito un master in letteratura persiana e filologia tedesca, oltre a continui studi indipendenti sulla geopolitica, la storia e il colonialismo. Ha lavorato come fumettista politico, artista, ricercatore e traduttore di notizie, montatore cinematografico, sceneggiatore. Ha prodotto e diretto il suo film documentario-saggio sull'esilio "The Storm Bird", che è stato presentato nei festival internazionali. Editorialista per Al Mayadeen English.

"Il Waste Land è la terra del non-spazio e del non-tempo, la visione di un luogo di nessuno, che con la sua oscurità infrange ogni speranza, in cui gli abitanti si dibattono in un clima di disperazione e soffocamento."

- Angelo De Sio, nella sua analisi de 'La terra desolata', poema di T.S. Eliot

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