La situazione nella Repubblica Centrafricana

Il leader della coalizione Seleka si autoproclama nuovo presidente della Repubblica Centrafricana

1260
La situazione nella Repubblica Centrafricana

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Domenica 24 marzo, Michel Djotodia, capo dei ribelli della coalizione Seleka e ministro della Difesa nel governo di transizione nato dall’accordo dell’11 gennaio tra il presidente François Bozizé e i ribelli, si è autoproclamato presidente della Repubblica Centrafricana. L’annuncio ha seguito di poche ore la presa della capitale Bangui (23 marzo) e la fuga in Camerun del presidente Bozizè. 
Djotodia ha sospeso la Costituzione e sciolto il Parlamento ma ha promesso il rispetto degli Accordi di Libreville e ha confermato Nicolas Tiangaye come primo ministro del paese, incaricandolo di organizzare elezioni libere entro tre anni. 
I ribelli hanno accusato Bozizè di non rispettare gli Accordi di Libreville, firmati lo scorso 11 gennaio. L’accordo prevedeva innanzitutto la fine delle ostilità nel paese ed era vincolato ad una serie di condizioni politico-militari avanzate dai ribelli: le dimissioni del presidente François Bozizé,  il ritiro dei militari del Sudafrica inviati a sostegno del governo, l’integrazione dei combattenti di Seleka nell’Esercito, la liberazione dei prigionieri politici e la nomina di un primo ministro, espressione dell’opposizione, che Bozizé non avrebbe potuto destituire. Sempre sulla base degli accordi, la transizione politica si sarebbe dovuta concludere con le elezioni legislative, da tenersi entro un anno.
A seguito del golpe, l’Unione Africana ha sospeso la Repubblica Centrafricana dall’organizzazione

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti