LAS VEGAS: L’anima fratturata dell’America

Una grande esclusiva de l'AntiDiplomatico. Il racconto per gli Stati Uniti di Loretta Napoleoni per mostrare l'America Sconosciuta: "Incredibilmente, in questo triangolo semi-desertico anche il paesaggio è in sintonia con l’anima fratturata dell’America."

3919
LAS VEGAS: L’anima fratturata dell’America




L'"AMERICA SCONOSCIUTA" - LEGGI TUTTI I REPORTAGE PRECEDENTI DI LORETTA NAPOLEONI SU L'ANTIDIPLOMATICO


ARIZONA : Il Limbo dei migranti 

SANTA FE' : Cosa resta del sogno americano nella "Disneyland messicana"?

COLORADO: Il fattore migrazioni nella corsa presidenziale USA

DAKOTA: Riserve indiane, fracking e i dettami di Trump: "un’America d’altri tempi"

WISCONSIN - Trump o Harris? In uno swing state la politica è tabù

CHICAGO - I "non votanti" invisibili al sistema 

              

NUOVA TAPPA: LAS VEGAS



----------------------------


di Loretta Napoleoni - Las Vegas

30 ottobre 2024



Lasciata alle spalle la grande prateria si arriva negli stati del sud ovest: Nuovo Messico, Nevada, Arizona e qui ci si imbatte ancora una volta nelle contraddizioni di una nazione polarizzata e profondamente divisa. Incredibilmente, in questo triangolo semi-desertico anche il paesaggio è in sintonia con l’anima fratturata dell’America.





Las Vegas, la Disneyland del gioco d’azzardo, è una metropoli scintillante che sorge al centro del deserto, poche centinaia di chilometri dalla Monument Valley dove il tempo si e’ fermato alla preistoria, e dalla riserva indiana dei Navajo, dove il futuro non esiste piu’ dalla metà del XIX secolo.





Ci si arriva da una delle arterie stradali e percorrendole si passa senza accorgersi dalla terra bruciata di inizio autunno alle vetrine delle griffe, la transizione da una fetta del paese che elettoralmente non esiste ad una città che rappresenta un faro metropolitano elettorale e’ repentina e corre lungo una profonda frattura esistenziale.




Trump è in città quando arrivo ed il MAGA e’ presente dovunque, un’onda rossa chiassosissima, volgare e spocchiosa tanto che si ha l’impressione che Las Vegas sia una città rossa. Su un tabellone luminoso che raffigura Trump e la Harris di profilo, due gladiatori che si fronteggiano, scorrono le scommesse sulle elezioni in tempo reale, naturalmente Trump è il favorito. Ma poi ci si accorge che la percentuale di vittoria e sconfitta non cambia mai. Sarà una pubblicità? ci si domanda.

Il tabellone è di Kalshi, il primo mercato di previsione non accademico ad essere ufficialmente legalizzato negli Stati Uniti - la società ha vinto una battaglia in tribunale contro i regolatori che hanno cercato di impedirgli di consentire le scommesse sulle elezioni. Il volume totale di scommesse di Kalshi al momento è più di 50 milioni di dollari ed indica che Trump ha una probabilità di vittoria del 61 percento rispetto alla Harris. Ma sarà vero? Ci si domanda di nuovo. Il mercato delle scommesse elettorali è inflazionato dai miliardari schierati con entrambi i candidati che a colpi di milioni di dollari cercano di cambiare le percentuali di vittoria del mercato delle scommesse

Super moderna e futuristica Las Vegas non ha alcun fascino, tutto appare finto e kitsch; eppure, presi singolarmente diversi dei suoi spettacolari edifici, e.g. la sfera o la piramide, sono opere di grande architettura. Come in tutta l’America manca l’armonia e le diseguaglianze sono monumentali, cosi’ spaventosamente schiaccianti che si ha l’impressione che vittime e carnefice convivano.



Naturalmente il Nevada e’ uno swing state, lo e’ diventato alla fine degli anni Ottanta, fino ad allora e’ stato uno stato repubblicano. Ma come il Colorado, il Nuovo Messico e l’Arizona la popolazione del Silver State è cresciuta improvvisamente a causa delle migrazioni interne. Dal 1980 si è più che triplicata facendo registrare una crescita del 35 per cento tra il 2000 e il 2010. E cosi’ le migrazioni interne hanno trasformato il Nevada in uno swing state.

Anche Las Vegas è una città in bilico tra il rosso ed il blue, polarizzata. Si regge su un’industria ad alta intensità di manodopera, la forza lavoro è censita a 1,2 milioni di lavoratori, ma la cifra vera e’ molto piu’ alta, e la disoccupazione è pressoché zero. Un esercito di valletti, croupier, camerieri, chef, prostitute ed artisti intrattiene quotidianamente decine di milioni di turisti. In questa città c’e’ lavoro per tutti. La forza dei sindacati è immensa ed il sindacato piu’ grande The Culinary Union si è detto a favore della Harris. Ma questo non significa che tutti i membri voteranno per lei. Trump potrebbe con i suoi slogan sul futuro del paese conquistarne una parte.

Il problema di chi lavora a Las Vegas non è l’immigrazione clandestina, tanto cara alla doppietta Trump-Vance, al contrario gli immigranti non autorizzati sono i benvenuti perche’ fanno i lavori che gli altri non vogliono fare. Il vero problema di chi vive e lavora a Las Vegas e’ l’inflazione. E Trump sul piano dell’economia appare più credibile della Harris.



Secondo l’ultimo sondaggio del Financial Times insieme con University of Michigan Ross School of Business il 44 per cento della popolazione crede che Trump sia piu’ adatto della Harris a gestire l’economia mentre il 43 per cento tifa per Kamala Harris. Un margine molto basso ma in una città come questa, la capitale dell’azzardo e del divertimento, dove si vuole dare al visitatore l’impressione che tutto gli sia concesso, forse il messaggio economico di Trump intriso del sogno americano ha piu’ risonanza di quello socio-economico della Harris.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La Gaza di Blair di Loretta Napoleoni La Gaza di Blair

La Gaza di Blair

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou   Una finestra aperta I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza di Francesco Santoianni "Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana di Raffaella Milandri Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente di Francesco Erspamer  Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Ponte sullo stretto e questione meridionale di Paolo Desogus Ponte sullo stretto e questione meridionale

Ponte sullo stretto e questione meridionale

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino di Gao Jian Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Nostalgie pandemiche di Alessandro Mariani Nostalgie pandemiche

Nostalgie pandemiche

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole? di Marinella Mondaini "Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti di Michele Blanco Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti

Una necessità irrinunciabile: nuovi partiti socialisti

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti