L'economista Roubini prevede un sistema monetario globale bipolare non più dominato dal dollaro

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Il dollaro USA è stato la valuta di riserva globale predominante sin dalla progettazione del sistema di Bretton Woods dopo la seconda guerra mondiale. Anche il passaggio dai tassi di cambio fissi all'inizio degli anni '70 non ha messo in discussione l'"esorbitante privilegio" del biglietto verde.

Ma adesso nel mondo potrebbe emergere un sistema monetario bipolare per sostituire il dominio del dollaro USA, scrive l'economista Nouriel Roubini, noto come ‘dottor Catastrofe’ per la sua accurata previsione della crisi finanziaria del 2008, in un articolo apparso sul Financial Times. 

Tuttavia, Roubini tiene conto degli argomenti degli oppositori di questa tendenza, sottolineando che, nonostante l'attuale processo di de-dollarizzazione, la quota del dollaro nel commercio internazionale non è diminuita di molto. Sottolinea inoltre che non esiste un'alternativa che possa sostituire completamente il dollaro come valuta di riserva. Inoltre, sostiene che coloro che disdegnano la de-dollarizzazione sostengono che i tentativi di creare un sistema monetario multipolare, ad esempio basato sul paniere di valute del FMI, hanno già fallito nel sostituire il dollaro.

Quindi l’economista è giunto alla conclusione che il nuovo sistema monetario globale non sarà multipolare, ma bipolare, diviso in due aree di influenza basate sul dollaro e sullo yuan cinese. Secondo Roubini, l'attuale sistema basato sul dollaro rende le economie emergenti dipendenti dalla politica monetaria e dalle difficoltà economiche di Washington. Preferiscono quindi utilizzare la valuta cinese come alternativa a quella statunitense, come stanno già cercando di fare i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).

La Cina dispone anche di strumenti finanziari alternativi all'Occidente, come i propri sistemi di pagamento internazionali come WeChat Pay e Alipay, oltre ad alternative allo Swift, che accelereranno l'emergere del sistema monetario bipolare, sottolinea Roubini. "Per tutte queste ragioni, è probabile che il declino relativo del dollaro USA come principale valuta di riserva si verifichi nel prossimo decennio", conclude l'esperto, aggiungendo che la crescente competizione tra Washington e Pechino porterà inevitabilmente a un regime bipolare di valuta di riserva.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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