L'Iran dona test per il coronavirus agli Usa

5547
L'Iran dona test per il coronavirus agli Usa



Piccole Note
 

Nel flagello coronavirus, cenni sorprendenti, come quello che vede l’Iran inviare apparecchi per test anti-virus agli Stati Uniti. L’inattesa donazione è avvenuta tramite l’ambasciata svizzera a Teheran, che rappresenta gli interessi Usa nel Paese (al Manar).


Ciò avviene mentre gli Stati Uniti hanno salutato il dilagare del coronavirus in Iran (fino a pochi giorni fa il Paese più colpito dal flagello) come un insperato aiuto alla loro campagna di “massima pressione” contro il Paese.


Ovviamente poche sono state le voci che hanno esplicitato tale entusiasmo, ma il fatto che durante la pandemia gli Usa non solo non abbiano sollevato le sanzioni che gravano sull’Iran, come da richieste di diversi Paesi, ma le abbiano addirittura incrementate è alquanto esaustivo al riguardo.


Epperò, qualcosa si muove: ieri sono arrivate in Iran medicine e apparecchiature sanitarie per 20 milioni di dollari, provenienti da Francia, Germania e Gran Bretagna (Guardian). Non solo un aiuto umanitario, ma anche una rilevante iniziativa geopolitica.


Infatti, per la prima volta è stato attivato Instex, il meccanismo messo a punto da tali Paesi, al quale successivamente hanno aderito altri, che consente di realizzare scambi con l’Iran limitatamente ai beni umanitari, ottenendo come contropartita il petrolio di cui Teheran è ricca.


Un meccanismo ideato per aggirare le sanzioni americane, che ha molto irritato Washington, che ha più volte minacciato di sanzionare le aziende che l’avessero usato.


Dopo tanti tentennamenti, però, il meccanismo è stato finalmente attivato. Un aiuto alla distensione mediorientale, dato che se andasse a regime, Teheran, come ha dichiarato, potrebbe a sua volta tornare indietro sullo sviluppo del nucleare, ripreso da quando gli Stati Uniti hanno stracciato unilateralmente l’accordo che lo impediva.


Resta invece sospesa un’ulteriore iniziativa di Teheran, la richiesta al Fondo monetario internazionale di un prestito di 5 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza posta dal coronavirus sia a livello sanitario che economico .


L’Fmi, che ha stanziato 50 miliardi per aiutare i Paesi in difficoltà a causa del virus, non ha ancora dato una risposta positiva, ma diversi Paesi aderenti all’organismo sono favorevoli alla concessione, come riporta l’Agenzia Irna.


Per Teheran, prostrata dalle sanzioni e dal virus, sarebbe una boccata d’ossigeno. Ma è da vedere se la richiesta troverà contrasto da parte dell’America, come già avvenuto per l’analoga richiesta avanzata dal Venezuela.


In una conferenza stampa tenuta ieri, il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo, uno degli artefici della “massima pressione” contro Teheran, ha dichiarato che “le forniture umanitarie sono esenti dalle sanzioni che Washington”, dando così di fatto il placet di Washington all’iniziativa realizzata dai Paesi europei tramite Instex e ad altre successive (a meno di funesti imprevisti).


Ma ha anche accennato alla possibilità che gli Usa sollevino alcune delle sanzioni imposte in questi anni contro diversi Paesi (dall’Iran al Venezuela alla Russia gli Usa hanno sanzionato mezzo mondo…).


Parole che, secondo quanto riporta la Reuters sono dovute alle pressioni che Washington ha ricevuto in tal senso, sia dall’interno che dall’esterno. D’altronde gravare di sanzioni Paesi non floridi economicamente mentre imperversa una pandemia è una posizione indifendibile, per usare un blando eufemismo. Vedremo.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo di Fabrizio Verde Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo

Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo

La strategia del pitone di Donald Trump di Giuseppe Masala La strategia del pitone di Donald Trump

La strategia del pitone di Donald Trump

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West di Raffaella Milandri Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il giudice Ben Sagi e la degenerazione del neoliberismo di Paolo Desogus Il giudice Ben Sagi e la degenerazione del neoliberismo

Il giudice Ben Sagi e la degenerazione del neoliberismo

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria di Geraldina Colotti La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

Scusaci Mattarella di Alessandro Mariani Scusaci Mattarella

Scusaci Mattarella

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles di Marco Bonsanto Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

DELENDA EST di Gilberto Trombetta DELENDA EST

DELENDA EST

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra di Giorgio Cremaschi ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti