Marò, rinviata l'udienza per decidere la concessione della libertà su cauzione

1111
Marò, rinviata l'udienza per decidere la concessione della libertà su cauzione

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nonostante il trasferimento dei due marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, dal carcere di Trivandrum alla Borstal School, ex riformatorio, attualmente adibito ad uffici della polizia indiana la vicenda giudiziaria dei due soldati italiani è stata e continua ad essere estremamente complicata. La giustizia indiana sembra essere ancor più macchinosa e lenta del sistema giudiziario italiana. Rinvii, lunghe ferie giudiziari si sono accavallate e si accavallano costantemente in un intreccio che sembra quasi essere premeditato e volto a fiaccare la volontà e la determinazione delle autorità italiane che seguono il caso e comunque non sembra intenzionate a mollare per riportare a casa Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Anche il Vice Ministro degli Esteri italiano Staffan De Mistura ha dichiarato che il trasferimento dei due marò in un luogo più consono non basta e le autorità indiane devo riconoscere pienamente lo status dei due soldati. Parole dure che fanno capire la tenacia ma anche la frustrazione da parte di Roma per un caso che si sta protraendo oltremodo.
Quasi tre mesi hanno trascorso i due fucilieri del battaglione San Marco presso la prigione di Trivandrum seppur in una modalità privilegiata in una zona appartata della casa circondariale indiana con la possibilità di interloquire sempre con il corpo diplomatico italiano. L’ennesimo rinvio, questa volta dell’udienza che dovrebbe decidere sulla concessione della libertà su cauzione ai due soldati tende ancora di più la vicenda. Il capo della diplomazia italiana Giulio Terzi ha sollevato anche recentemente in un incontro con il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon il tema dei due marò per sottolineare il precedente nefasto che Nuova Delhi starebbe creando, ma al momento la comunità internazionale nicchia e non sembra mostrare il suo appoggio al di là di una blanda solidarietà istituzionale. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti