Multe in Portagallo ai capi che chiamano i lavoratori fuori orario: è solo un primo passo

Multe in Portagallo ai capi che chiamano i lavoratori fuori orario: è solo un primo passo

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Da tempo insisto su un aspetto che per me resta cruciale: i diritti dei lavoratori devono essere esigibili. Tu puoi introdurre le previsioni pro-labour che ti pare, ma se non ti interessi della loro "materialità" queste finiranno col restare carta straccia.
 
Se non metti le persone in condizione di poter esigere, appunto, il rispetto dei loro diritti allora sarà tutto vano.
 
La legge del 2017 in materia di lavoro agile prevede il diritto alla disconnessione e molti degli accordi attuativi della legge (collettivi e individuali) menzionano il diritto alla disconnessione. Vale a dire che da qualche parte nel testo si inserisce una prescrizione del tipo: «alla lavoratrice e al lavoratore si riconosce il diritto alla disconnessione terminato l'orario di lavoro».
 
Eppure il tema del lavoro eccedente l'orario e non retribuito è annoso e di primaria importanza: impatta ovviamente sulla qualità della vita degli individui, ma incide anche pesantemente sulle dinamiche occupazionali del sistema perché il lavoro gratuito sarà sempre preferito dall'imprenditore alla assunzione di nuovi lavoratori.
 
Eppure la controparte datoriale accetta sempre di buon grado di prevedere il diritto alla disconnessione negli accordi. Perché? Lo fa in quanto perfettamente consapevole di quanto tale previsione sarà disattesa. La logica è la stessa di chi accetta di lavorare in condizione di assoluta illegalità sotto il profilo della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro: lo fa per paura di perdere il posto. per non morire di fame. E muore di lavoro.
 
Se non incidiamo sul modello complessivo, combattendo la precarietà delle persone, i diritti resteranno inesigibili e dunque disattesi puntualmente.
 
Il Portogallo ha per esempio introdotto un regime sanzionatorio: se il capo ti contatta oltre l'orario rischia una multa. Per carità, è già qualcosa ed è certamente meglio di quanto prevediamo noi, ossia nulla oltre un banale enunciato. Però non basta: un sistema del genere necessita di controlli, di denunce da parte dei lavoratori (che se ricattati non lo faranno mai) e così via.
 
 
Bisogna fare ancora di più. Oltre al sacrosanto regime sanzionatorio (severo! Altrimenti le multinazionali si limiteranno a "monetizzare" la fattispecie inserendola a bilancio come fosse una banale voce di spesa in più, come avviene oggi con i licenziamenti illegittimi ad esempio), sarebbe bene integrare imponendo per legge la disattivazione di tutte le dotazioni hardware e software aziendali oltre l'orario di lavoro.
 
Contattare le persone oltre l'orario deve essere difficile, disagevole, complicato. Certo, anche questo meccanismo può essere eluso, ma necessiterebbe di uno sforzo in più: invadere la vita delle persone deve diventare faticoso; la serenità degli individui deve essere presidiata dalla legge, dallo Stato.
 
Tutto si può fare e questo si deve fare: bisogna volerlo.
 
Hai detto niente...

Savino Balzano

Savino Balzano

Savino Balzano, nato a Cerignola nel 1987, ha studiato Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Perugia. Autore di "Contro lo Smart Working" (Laterza, 2021) e di "Pretendi il Lavoro! L'alienazione ai tempi degli algoritmi" (GOG, 2019). Sindacalista, si occupa di diritto del lavoro, collabora con diverse riviste.

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