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«Non vedo alcuna possibilità che gli USA attacchino l'Iran», intervista di Federico Pieraccini a Tehran Times

 
 

1 - Gli Stati Uniti hanno un vantaggio in tutti i principali tipi di armi di distruzione di massa. Perché Washington ha avviato una nuova corsa agli armamenti per quanto riguarda lo spazio?

Non sono d’accordo che gli Stati Uniti abbiano un vantaggio militare in tutti i maggiori sistemi d’arma. Nel campo nucleare, Mosca vanta sistemi di prim’ordine di pari capacità Nord Americana se non superiore in alcune aree, con l’RS-28 in sviluppo. Senza contare aree come il settore dei missili Hypersonici, con Mosca e Pechino in netto vantaggio, anche secondo assessment resi pubblici dal congresso degli Stati Uniti. Nel campo della difesa missilistica poi, Mosca vanta un primato indiscusso con i sistemi A-135, A-235 e i vari S-300, S-400 con tutte le loro varianti e il futuro sistema S-500. Questo senza citare gli altri sistemi d’arma presentati da Putin il 1 Marzo 2018 nella famosa conferenza sulle novità militari in risposta alla violazione dei trattati ABM e INF degli Stati Uniti. 
Questa premessa era doverosa per rispondere alla domanda posta. Gli Stati Uniti con il presidente Trump ha deciso di creare una sesta forza, chiamata Space Corp. Le intenzione di Trump sono di investire decine di miliardi di dollari dei contribuenti Nord Americani per finanziare la creazione di sistemi d’arma offensivi, localizzati nello spazio. E’ la prosecuzione della weaponizing of space di Ronald Reagan. Resta da vedere quando saranno operativi, quanto costeranno e quanto potranno essere efficaci. Le ultime produzioni militari in termini di resa ed efficienza lasciano parecchio a desiderare con la super nave Gerald Ford e i suoi noti problemi di propulsione, la presunta nave stealth Zumwalt e i problemi ai motori, senza menzionare i ripetuti fallimenti dei test di intercetto con i sistemi ABM Nord Americani, oppure le ripetute violazioni degli Houthi con missili di vari calibri nei cieli Sauditi nonostante l’uso dei Patriot USA. Tutto questo, già sapendo quanto l’F-35 sia una vicenda tribolata. 
Come ho scritto in vari articoli, gli Stati Uniti soffrono una spesa militare enorme che inonda le poche aziende d’armi totalmente private, di soldi senza creare troppa concorrenza e con enormi margini per corruzione e progetti fallimentari.

La vicenda dalla creazione di una forza spaziale va più inquadrata nell’ottica di Trump che cerca di ingraziarsi il più possibile il complesso industriale militare (MIC) nord americano, ricoprendoli d’oro, possibilmente evitando al contempo di assecondare i loro desideri di una nuova guerra per nuovi profitti. Il MIC spinge sempre un presidente USA alla guerra, assieme alle varie lobby di potere, Trump cerca di evitare questo evento, creando comunque profitti per il MIC con la creazione di una nuova forza, in questo caso Spaziale.


2 - Nel caso di terza guerra mondiale, nel suo insieme sono chiari i principali attori chiave. Ma che dire dell'India, del Pakistan e della Corea del Nord? Hanno anche loro armi di distruzione di massa e problemi regionali.

Nel caso di una terza guerra mondiale, quindi uno scontro tra superpotenze militari, le probabilità che si arrivi ad uno scambio di natura atomica è molto elevata. Nel caso di uno scambio atomico tra superpotenza, il mondo in cui viviamo verrebbe completamente stravolto, come hanno evidenziato numerosi scienziati. I cambiamenti climatici conseguenti, l’abbassamento della temperatura e le radiazioni, oltre alla distruzione dai danni atomici, provocherebbero un completo mutamento dello scenario globale. Per queste motivazioni l’ipotesi di una terza guerra mondiale tra superpotenze è da ritenersi improbabile, anche in un contesto incerto come quello multipolare. Seppure storicamente la multipolarità è frutto di instabilità nel quadro geopolitico, con la tecnologia attuale, tramutata in deterrenza atomica chiamata ‘MAD’, il fattore nucleare stabilizza le relazioni internazionali, evitando le possibilità di uno scontro tra potenze o superpotenza.

Nel caso specifico della domanda, una guerra tra Pakistan ed India è improbabile anche per queste motivazioni, così come un intervento USA in Corea del Nord si è rivelato impossibile per la deterrenza nucleare (e convenzionale) di Pyongyang.


3 - La propaganda occidentale parla regolarmente di "lobby russa o cinese in Europa". Ma nessuna prova viene fornita. Pensi che l'Europa abbia veramente partiti o organizzazioni che hanno un programma "anti-UE e anti-USA"?

Penso che l’Europa e i paesi Europei non abbiano alcuna sovranità militare, visto che la maggior parte è nella NATO. I paesi Europei mancano di sovranità economica e finanziaria in un sistema come l’Euro in cui la banca centrale è unica per tutti i paesi e vive all’ombra delle decisioni prese dalla FED a New York. I trattati firmati nel corso degli ultimi 20 anni dai paesi Europei hanno svuotato di significato politico le decisioni parlamentari nazionali che non hanno più le leve economiche, finanziarie o militari per prendere decisioni autonome nel proprio interesse. In questo senso non vedo partiti o raggruppamenti socialmente rilevanti nei paesi EU che possano comprendere la svolta storica in cui siamo, con l’attenzione che va rivolta ad est verso Russia, India, Cina, Iran e altri mercati. L’Europa è vittima di una sua politica estera decisa a Washington, negli interessi del Pentagono e della FED e fintanto che resterà subalterna agli Stati Uniti non potrà prendere decisioni nel proprio interesse.


4 - Pensi che vi sia un rischio di aggressione contro l'Iran da parte del trio USA-Israele-Arabia Saudita?

Non vedo alcuna possibilità per Washington di attaccare l’Iran, essenzialmente per due motivi fondamentali. Se Trump scatena una guerra, perde le elezioni del 2020, questa ipotesi sembra condivisa dalla stragrande maggioranza degli esperti di politica USA e da quello che possiamo captare, l'amministrazione e Trump sono consapevoli di questa eventualità. 
L’altro motivo principale che impedisce un’aggressione di Washington nei confronti dell’Iran ha ache fare con due aspetti: il primo è il costo di questa aggressione in termini di vite umane per gli Stati Uniti, il secondo è il costo economico da sostenere. L’Iran è in grado di di danneggiare gravemente sia Israele che l’Arabia Saudita, oltre che chiudere lo stretto di Hormuz, o comunque far lievitare i costi di assicurazione delle navi per il petrolio tanto da far schizzare in alto il prezzo del petrolio a livelli tali da causare una crisi economica di vaste proporzioni, con i primi segnali di recessione globale che incombono.

Trump è consapevole che in caso di disastro economico causato da una guerra con l’Iran, tutta la colpa ricadrebbe su di lui, sia da parte dei suoi elettori per il tradimento elettorale di non iniziare nuove guerre, sia da parte dei suoi detrattori che lo riterrebbero responsabile del disastro finanziario.

Una crisi globale finanziaria, alimentata da una guerra devastante, porterebbe Washington ad harakiri politico e bellico che potrebbe culminare con una clamorosa decisione da parte di Sauditi (devastati dal conflitto con l’Iran e traditi da Washington che non potrebbe proteggere Riyad dalla ritorsione di Teheran) europei e il resto del mondo: passare ad un paniere di valute alternative al petrodollaro per la vendita di petrolio.
Questo porterebbe al collasso degli Stati Uniti nel giro di poco tempo ed è una linea rossa che il Pentagono e la FED non possono permettersi. E’ la fonte della loro superpotenza e nemmeno una guerra all’Iran con i forti interessi Sauditi e Israeliani a premere su Trump potranno portare ad un suicidio così evidente.

Tehran Times

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