Wikileaks rivela i resoconti falsi dell’OPCW per accusare il governo siriano invece dei jihadisti!

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di Federico Pieraccini, SCF 29 ottobre 2019


Le rivelazioni, ignorate con studio dai media mainstream, illuminavano la rete intricata tessuta da media complici ed ipocrisia spudorata occidentali, coinvolgendo OPCW, Wikileaks e la detenzione illegale di Julian Assange. Un informatore dell’Organizzazione per il divieto delle armi chimiche (OPCW) consegnò a Wikileaks documenti autentici relativi alle indagini sull’attacco di Duma in Siria nel 2018. Questi documenti confermato ciò di cui molti scrissero per mesi, vale a dire che indagini e conclusioni dell’OPCW furono prodotte per raggiungere un risultato deciso a sfavore dell’Esercito arabo siriano e in linea cogli obiettivi della politica estera di Washington, Tel Aviv, Riyad, Parigi, Ankara, Doha e Londra. In precedenza, gli Stati Uniti usarono la stessa formula col pretesto del R2P (Responsabilità di proteggere), per giustificare il bombardamento di un Paese.



Un attacco chimico da attribuire all’esercito siriano sembrava il mezzo più semplice per innescare R2P e raggiungere gli obiettivi desiderati. Tuttavia, ciò che ora si sa dai documenti pubblicati da Wikileaks è che l’organizzazione internazionale che doveva garantire imparzialità e obiettività, falsificava procedure e indagini. Secondo José Bustani, il primo direttore generale dell’OPCW ed ex-ambasciatore del Brasile nel Regno Unito e in Francia: “Le prove convincenti di comportamenti irregolari nelle indagini dell’OPCW sul presunto attacco chimico di Duma confermano dubbi e sospetti che avevo già. Non riuscivo a capire cosa leggevo sulla stampa internazionale. Perfino i rapporti ufficiali sulle indagini sembravano incoerenti nella migliore delle ipotesi. Il quadro è certamente più chiaro ora, anche se molto inquietante. Mi sono sempre aspettato che l’OPCW fosse un vero paradigma del multilateralismo. La mia speranza è che le preoccupazioni espresse pubblicamente dal gruppo di esperti scientifici, nella sua dichiarazione di consenso congiunta, catalizzino un processo attraverso cui l’Organizzazione sia riportata ad essere l’organismo indipendente e non discriminatorio di una volta”.

L’organismo che avrebbe dovuto garantire l’imparzialità doveva a incastrare Damasco su un crimine che non aveva commesso, proprio per far sì che l’occidente avesse la scusa per condurre una campagna di bombardamenti contro la Siria. In tale meccanismo pervertito, qualsiasi testimonianza non voluta dai siriani sul campo, da giornalisti stranieri indipendenti o qualsiasi altra fonte non approvata veniva sommariamente respinta dalla stampa europea e nordamericana come distorta e inaffidabile. Le rivelazioni di Wikileaks sono una rara opportunità di guardare dietro il sipario e comprendere i meccanismi che portano a milioni di morti, distruzione di Paesi e generazioni perdute. Abbiamo già visto in passato come una potenza egemonica come gli Stati Uniti agisce, fabbricando pretesti come “armi di distruzione di massa” e disposta a voler mantenere la posizione di dominio con le buone o le cattive in una regione strategica come il Medio Oriente. Nell’attacco chimico di Duma si può discernere l’attacco sotto falsa bandiera perpetrato da al-Qaida (spacciato dall’occidente come ribelli moderati che combattevano valorosamente contro Assad), l’OPCW si spacciava come arbitro imparziale e i media mainstream amplificavano le menzogne prodotte da tale presunto ente imparziale, condizionando l’opinione pubblica per fare accettare l’uso della forza per porre fine alle sofferenza in Siria presumibilmente perpetrate dalle forze di Assad.

La legittimità estesa ad al-Qaida ed affiliati permise ai terroristi di compiere attacchi ai civili in Siria usando armi chimiche allo scopo di accusarne le truppe governative, giustificando così l’evidente sostegno internazionale da entità come Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Per garantire il successo di tale cospirazione, i rapporti fraudolenti dell’OPCW dovevano fornire la giustificazione umanitaria all’intervento internazionale. Tale faccenda era tanto più inquietante se si considera la questione dell’etica giornalistica. I giornalisti avrebbero potuto benissimo svolgere il loro lavoro e indagare sull’attacco chimico di Duma, raccogliendo testimonianze di testimoni civili e registrando video. Invece, i media hanno appoggiarono la propaganda occidentale, amplificando le informazioni compromesse dell’OPCW.

Fu Wikileaks ad esercitare un corretto giornalismo, pubblicando le informazioni verificate sull’informatore dell’OPCW e, nel frattempo, facendo saltare il coperchio su un enorme scandalo che mina la credibilità degli alti proclami occidentali. Perciò Assange è dietro le sbarre mentre i mezzibusti dei media mainstream guadagnano milioni di dollari spacciando al pubblico propaganda ufficialmente approvata. Wikileaks dice la verità col suo lavoro, rivelando come le potenze occidentali siano disposte a fare di tutto per iniziare nuove guerre e perseguire il loro piano imperialistico. Con questa rivelazione di Wikileaks si vede cosa porta l’attuale ordine mondiale ad essere così instabile e fonte di tante guerra e miserie. La macchina della propaganda occidentale è riuscita a compromettere un ente altrimenti rispettato per probità allo scopo di infliggere il massimo danno possibile alla Siria. Tale scandalo è l’ultimo esempio di come i politici occidentali, i media mainstream e le organizzazioni internazionali siano meri strumenti dell’imperialismo impiegati per colpire avversari geopolitici.


Traduzione di Alessandro Lattanzio per SitoAurora

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