Nuove pretesto di Washington per non lasciare l'Afghanistan

Nuove pretesto di Washington per non lasciare l'Afghanistan

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Lo scorso 15 aprile, a proposito dell'ennesimo annuncio del ritiro delle Truppe Usa dall'Afghanistan, scrivemmo : "In 20 anni di questa guerra di aggressione degli USA in Afghanistan con il pretesto di combattere il terrorismo e Al Qaeda, sono stati diversi gli annunci di ritiro delle truppe.

È sempre emerso un pretesto, il solito il mancato rispetto degli accordi dei talebani, per fermarlo."

La data per il ritiro effettivo era stata designata quale il prossimo 11 Settembre, a 20 anni esatti dagli attacchi alle Torri Gemelle a New York.

Può prendere consistenza l'idea che questo ritiro sia l'ennesimo bluff dello Zio Sam.

Infatti, Il Pentagono degli Stati Uniti sta valutando di chiedere l'autorizzazione per attacchi aerei a sostegno delle forze di sicurezza afghane se i talebani minacciano di impadronirsi della capitale dell'Afghanistan, Kabul o di un'altra grande città del paese, secondo   quanto riportato mercoledì dal New York Times , citando alti funzionari.

Secondo il rapporto, le autorità militari stanno discutendo attivamente su come reagiranno se il ritiro precipitoso avrà significative ramificazioni sulla sicurezza nazionale. 

Secondo quanto riferito, i funzionari hanno precisato che nessuna decisione era stata ancora presa.

Tuttavia, una delle opzioni prese in considerazione è raccomandare che i bombardieri statunitensi o i droni armati si impegnino in caso di crisi estrema, come la possibilità che i talebani prendano Kabul o un assedio che metta in pericolo le ambasciate e i cittadini americani e dei suoi alleati.

Inoltre, qualsiasi attacco aereo aggiuntivo dovrebbe essere approvato dal presidente in persona. Anche se le fonti hanno ricordato che tale assistenza aerea sarebbe difficile da mantenere nel tempo a causa del massiccio sforzo logistico che sarebbe richiesto alla luce del ritiro delle forze armate statunitensi.

Quindi, entro il prossimo mese, gli Stati Uniti dovrebbero dismettere tutte le loro basi aeree in Afghanistan e qualsiasi attacco aereo dovrà essere lanciato da località nel Golfo Persico.

Secondo il quotidiano, il crollo di Kabul è infatti la situazione che più probabilmente farà scattare un'azione militare dopo la partenza dei soldati statunitensi. Ma secondo quanto riferito, intervenire nel conflitto per proteggere Kandahar, la seconda città più grande dell'Afghanistan, sarebbe significativamente meno sicuro.

Negli ultimi mesi, le forze talebane hanno aumentato la loro presenza militare e le attività nei pressi di una serie di altri centri metropolitani in tutto il paese.

Il New York Times ha aggiunto che tali discussioni all'interno dei circoli più alti dell'esercito potrebbero essere un indicatore delle preoccupazioni negli Stati Uniti sulla sopravvivenza militare e politica del governo afghano, che secondo quanto riferito ha attenuato i tentativi dei predecessori di Biden di ritirare tutte le truppe dal paese.

Tra le altre questioni di grave preoccupazione ci sono le modalità con cui i soldati statunitensi svolgeranno missioni antiterrorismo per impedire ai gruppi terroristici di ristabilire una presenza in Afghanistan, nonché il modo in cui gli appaltatori occidentali continueranno a sostenere l'esercito afghano. 

I pretesti sono tanti se on per rimanere in territorio afgano, quantomeno ai suoi fianchi. Come Washington potrebbe mai allontanarsi che rappresenta un avvicinamento verso Pechino?

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

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