Pepe Escobar - Frammenti di civiltà: in viaggio per l'Italia

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Pepe Escobar - Frammenti di civiltà: in viaggio per l'Italia

 

di Pepe Escobar Strategic Culture

[Traduzione a cura di: Nora Hoppe]

Se l'attuale collettivo Occidente frammentato avesse mai la possibilità di essere salvato dal Centauro dell'oblio, tale compito dovrebbe essere svolto dalla Stato-civiltà occidentale definitivo: Pallade Atena Italia.

Nel capolavoro di Botticelli Pallade e il centauro (1482-83), che si può vedere alla Galleria degli Uffizi a Firenze, il parallelo Firenze-Atena è inconfondibile, con Firenze rappresentata come la nuova Atene.


Pallade Atena (o Minerva), dopotutto, è la Dea della Conoscenza. Qui una fiorita Firenze – o la Flora di Firenze, per ricordarci un altro capolavoro di Botticelli, La Primavera – viene rappresentata come l'emblema per eccellenza della civilitas.

Nel dipinto, Pallade domina pienamente la violenza del Centauro – qui privato di astuzia, un attributo della volpe, come descrisse Machiavelli. Ma come in tutto ciò che riguarda Botticelli, il gesto della dea – tirare i capelli alla bestia – è piuttosto ambiguo. Non la domina solo con la semplice persuasione o l'arte della retorica sottile. Pallade/Minerva qui è molto più forte – e persino pronta a decapitare il centauro con il suo piccone.

Chiamiamolo l'emblema della violenza civilizzazionale.

Quanto ci siamo allontanati dalle vette neo-platoniche. Se un Botticelli pop con una vena ad Andy Warhol oggi remixasse Pallade e il Centauro, Pallade/Minerva rappresenterebbe con forza il potere della civilitas italiana – lo Stato-civiltà più colto e influente nella storia dell'Occidente. E il Centauro sarebbe una perversione artificiale, l'Unione Europea (UE).

Chiamiamolo Firenze-Atena che sconfigge Bruxelles.


Le meraviglie infinite della civiltà italiana

Questo è ciò che ho visto – chiamiamolo frammenti di civiltà – come parte dell'immenso privilegio di attraversare le civilitas italiane, in un mini-tour collegato al lancio del mio ultimo libro, Il Secolo Multipolare. Il libro, attraverso 46 articoli, ripercorre essenzialmente l'anno 2024, l'ultimo anno del ormai defunto “ordine internazionale basato sulle regole” e, senza dubbio, il primo anno della spinta definitiva verso un mondo multipolare/multinodale.

Per uno squisito caso fortuito, questo è il primo dei miei libri non pubblicato inizialmente negli Stati Uniti; una versione diversa è in fase di traduzione e sarà presto lanciata anche in Russia.

A partire dal 30 novembre, abbiamo tenuto una serie di conferenze legate al libro, organizzate dalla pionieristica associazione Italianinformazione, vicino a Udine nel Friuli; nel territorio libero di Trieste; a Bologna; a Ivrea in Piemonte; a Firenze; e poi, indipendentemente, a Spoleto in Umbria. Questo sabato si terrà una conferenza speciale a Roma, che includerà, tra gli altri, l'ex ambasciatore italiano in Cina e Iran, Alberto Bradanini.

Appena arrivato a Venezia, il tono era già stato stabilito: ho ricevuto in regalo un berretto fatto a mano su misura con l'iscrizione "Make Roman Empire Great Again". Il Capocirco a Washington lo avrebbe adorato. Chi sarebbe stato lui come Imperatore? Caligola?

In Friuli, vicino a Slovenia e Austria, ero circondato da basi NATO, molte delle quali invisibili sottoterra. Nel territorio libero di Trieste – dove molti ricordano con affetto l'approccio distaccato dell'Austria – i miei ospiti mi hanno aiutato ad approfondire la militarizzazione del porto, che la NATO vuole configurare come nodo essenziale dell'Intermarium: Mediterraneo, Baltico, Mar Nero, tutti ovviamente per diventare "laghi NATO".

A Ivrea, abbiamo avuto il privilegio di una visita guidata completa di 8 ore al complesso Olivetti, guidata dall'ex dirigente Simona Marra, che ha fornito con grande cura una panoramica dettagliata di uno degli esperimenti più straordinari nella storia dell'umanesimo industriale (questo sarà oggetto di una rubrica speciale).

 

Firenze-Flora, ovviamente, è a un livello completamente nuovo e ultra-alto. Gli striscioni nelle comunità rifiutano le guerre della NATO. Al museo di San Marco – un ex convento domenicano – una straordinaria mostra, la prima del suo genere, celebra Fra Angelico, maestro del colore e della prospettiva nel primo Rinascimento fiorentino, ripercorrendo tutta la sua carriera e il dialogo creativo e unico con altri maestri come Masaccio, Filippo Lippi, Lorenzo Ghiberti e Luca della Robbia.

Gli affreschi che Fra Angelico dipinse nel convento sono gioielli inestimabili che rappresentando il connubio tra fede e arte. E poi San Marco offre altre meraviglie. San Marco fu il luogo dove nacque l'Accademia umanista di Firenze. Qui si trovava la prima biblioteca pubblica al mondo.

Le ossa di Poliziano sono sepolte nella cappella. Proprio dietro una statua di Savonarola, l'"animus in vita" di Savonarola e Pico della Mirandola è celebrato in marmo. Le loro ossa potrebbero essere state separate "post mortem"; eppure, anche come "antipodi", erano uniti dall'amore.

A Spoleto, in Umbria, dopo favolose interazioni con i giovani membri del Centro di Studi Aurora, sotto la nebbia del primo mattino, le Fonti del Clitunno appare come un sogno spettrale. Qui si trova il cuore della "stirpe italiana". Byron rimase ipnotizzato quando la visitò.

L'Aurora Center investe in un'analisi interdisciplinare di prim'ordine che collega geopolitica, filosofia, diritto, antropologia e sociologia per tracciare la transizione dall'ordine unipolare al mondo multipolare, caratterizzato dall'emergere di Stati-civiltà.

Questi sono i poli ontologici, strategici e normativi del futuro. Ed è lì che appartiene l'Italia, come Stato-civiltà.


Gli stoici e gli umanisti possono salvare l'Italia?

Le conferenze – tutte strapiene – hanno offerto un'opportunità unica per rivolgersi agli italiani informati su ciò che sta accadendo tra Russia e Cina, BRICS, Sud-est asiatico, Nuove Vie della Seta, i corridoi di connettività – questioni che vengono completamente ignorate o distorte dai media mainstream. Allo stesso tempo, è stato impagabile venire a conoscenza di informazioni privilegiate sulle condizioni pietose di uno Stato-civiltà senza pari, ridotto al ruolo di neo-colonia della combo UE/NATO.

E poi ci sono i punti salienti della bibliografia. Come trovare finalmente nella migliore libreria di Venezia una preziosa collezione di Bompiani di tutti i frammenti dei primi stoici – Zenone, Cleanthes e Crisippo. E nell'immacolata Galleria Immaginaria di Firenze-Flora, la rara prima edizione di Einaudi di una raccolta di scritti umanisti italiani – Pensiero e destino – da Petrarca e Marsilio Ficino a Leonardo da Vinci e Machiavelli.

Per citare T.S. Eliot, possiamo dire che "con questi frammenti ho puntellato le mie rovine". Per quanto riguarda i Frammenti della Civiltà, l'Italia è gioviteriana. Sono ancora in movimento, da Roma a sud fino a Napoli e Sicilia, portando il messaggio che ho condiviso con i miei interlocutori: se l'attuale collettivo Occidente frammentato avesse mai la possibilità di essere salvato dal Centauro dell'oblio, tale compito dovrebbe essere svolto dalla Stato-civiltà occidentale definitivo: Pallade Atena Italia.

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Fulvio Grimaldi, da Figlio della Lupa a rivoluzionario del ’68 a decano degli inviati di guerra in attività, ci racconta il secolo più controverso dei tempi moderni e forse di tutti i tempi. È la testimonianza di un osservatore, professionista dell’informazione, inviato di tutte le guerre, che siano conflitti con le armi, rivoluzioni colorate o meno, o lotte di classe. È lo sguardo di un attivista della ragione che distingue tra vero e falso, realtà e propaganda, tra quelli che ci fanno e quelli che ci sono. Uno sguardo dal fronte, appunto, inesorabilmente dalla parte dei “dannati della Terra”.

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