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Sulla Leopolda di... Voluntad Popular e sul fascismo che ha bruciato vivo Orlando Figuera

 

 

di Geraldina Colotti*
 

Le destre, si sa, si camuffano bene, soprattutto quando sanno di non avere l'egemonia culturale, com'è in Venezuela. E' successo così anche in Italia negli anni '70 quando un pezzo di paese, se anche provava nostalgia per il fascismo ma non aveva il coraggio di buttarsi nella mischia, si vergognava di ammetterlo. Essere di destra, allora, non andava di moda. E poteva anche costare caro...

Per guadagnare terreno, le destre venezuelane scimmiottano i discorsi altrui, in qualche comizio sembrano persino virare a sinistra, è successo con Capriles nell'ultimo confronto elettorale contro Chavez. I consulenti di immagine ci provano, soprattutto se consigliati dalla camaleontica ex socialdemocrazia europea. 

Tanto, le destre sanno bene che le loro rimarranno chiacchiere perché, andando al sodo, i piani che perseguono vanno in direzione opposta, essendo quelli del capitale. 

Per questo, la cartina di tornasole per far emergere il volto del fascismo (anche dietro il “rossobrunismo” che, da queste parti, sembra assumere contorni apparentemente “antimperialisti”) è l'atteggiamento verso i rapporti di proprietà, e naturalmente quello verso i migranti e sulle libertà. 

In Venezuela, le cose sono in qualche modo più semplici, perché si guarda ai fatti, al conflitto, alla lotta di classe che evidenzia due modelli di paese, diversi e antagonisti: da una parte il campo della democrazia partecipata, che scommette sul socialismo, dall'altra quello delle oligarchie, la cui ricetta per il paese è quella che ha già devastato e devasta da nord a sud in base al modello Fmi. 

Da che parte volessero stare, i venezuelani lo hanno capito una volta di più durante i mesi di violenza contro il governo bolivariano. L'alto numero di votanti a favore del socialismo – prima per l'Assemblea Nazionale Costituente, poi per le regionali -, provenienti anche dai quartieri borghesi, ha dimostrato che la martellante campagna di simboli e discorsi mistificanti, già utilizzati nelle “rivoluzioni colorate” e riproposti dalla “resistencia”, non è bastata a nascondere il volto del fascismo. Il fascismo che ha bruciato vivo il giovane afro-venezuelano Orlando Figuera: perché era povero, aveva la pelle scura e la maglietta rossa. 

Ma qui, nel cuore della vecchia e navigata Europa che di mistificazioni se ne intende, quei fascisti hanno continuato a essere definiti “pacifici manifestanti”. Confondere, disorientare per mantenere al timone i soliti manovratori... Su questa scia si pone l'ennesima operazione bipartisan compiuta a Milano dal Pd di Renzi insieme alla peggior destra venezuelana, quella di Voluntad Popular (Vp).

 

Ne ha dato conto il sito dell'Antiplomatico, mostrando il caloroso incontro tra il Segretario del Pd Matteo Renzi e un volto noto di Vp, Armando Armas, eletto nello stato di Anzoategui. Dato l'alto livello di violenza, sia fisica che verbale, espresso da Vp, vien da dire: un destino nel nome... 

Bene ha fatto l'Antidiplomatico a ricordare agli italiani alcuni profili di militanti di Vp come Yon Goicoechea, detenuto perché trovato in possesso di materiale esplosivo. Oppure Gilbert Caro, fermato da funzionari del Servizio Bolivariano di Intelligence Nazionale (SEBIN), presso l’Autostrada Regionale del Centro, mentre era di ritorno dalla Colombia. Secondo le dichiarazioni del vicepresidente Tareck El Aissami (notizia poi confermata dalla BBC), Caro era in possesso di un fucile FAL calibro 7.62 di proprietà della Forza Armata Nazionale Bolivariana con matricola abrasa, stecche di esplosivo plastico C4 e dollari.

Leopoldo Lopez di sicuro non è un uomo di sinistra. Già attivo durante il golpe contro Chavez, nel 2002, è tornato in campo da protagonista durante tutti i tentativi di sovvertire con la forza il governo legittimo di Nicolas Maduro. 

Ha ricevuto una condanna a 13 anni ma ora si trova agli arresti domiciliari: perché, a differenza di quanto ha fatto e continua a fare la “democrazia” italiana con i prigionieri politici degli anni '70, la strana “dittatura” che esiste in Venezuela gli ha concesso gli arresti domiciliari, dai quali se n'è andato alla chetichella un altro oppositore dai trascorsi non proprio pacifici, l'ex sindaco della Gran Caracas, Antonio Ledezma: immediatamente santificato dalla classe a cui appartiene, quella che governa in Italia e in Europa. 

Nel video tratto dall'account facebook di Armas, si evince che ha partecipato alla kermesse politica di Renzi, la Leopolda. Il Segretario del Pd ha promesso che lui e il suo partito "continueranno a battersi affinché sia sconfitta la violenza in Venezuela”. Lo ha detto senza un briciolo di ironia, nonostante il stesse abbracciando il signor Armas... Ma non basta. Armas gli ha offerto il libro di Leopoldo Lopez appena pubblicato in Italia, i suoi “diari dalla resistenza venezuelana”. Subdolamente, in copertina è stata messa una foto del golpista Lopez che sembra stia salutando a pugno chiuso... Chissà cosa ne pensano gli anticomunisti di Miami.


*Post Facebook del 3 dicembre 2017. Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autrice 

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