Ucraina. Neonazismo e negazionismo (IIIª parte): dalle spedizioni squadriste ai crimini di guerra certificati dall’OSCE

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Ucraina. Neonazismo e negazionismo (IIIª parte): dalle spedizioni squadriste ai crimini di guerra certificati dall’OSCE

 

Ho iniziato a scrivere questa serie di articoli dopo aver visto troppe volte contestare – con aria di sufficienza e alzando gli occhi al cielo –  come falso chi affermava l’esistenza del grave fenomeno neonazista in Ucraina.

Nella prima parte ho scritto di loro rappresentanti entrati a pieno titolo in parlamento e nell’esercito.

Nella seconda parte ho segnalato molti articoli e video per dimostrare quanto il fenomeno sia diffuso anche nella società civile, perfino con un forte condizionamento psicologico sulla formazione  dei bambini.

In questo articolo inizio con tre servizi realizzati in Ucraina da importanti testate internazionali, per poi parlare dell’evidente negazionismo messo in atto dalla comunità internazionale.

I video che seguono sono di Euronews (UE), TIME (USA) e BBC (UK), ed è un caso che rappresentino simbolicamente i principali paesi del Patto Atlantico, ma almeno così nessun dubbio su eventuali strumentalizzazioni dei servizi.

Anche se avessi voluto proporre le principali testate russe, non sarebbe stato possibile, perchè censurate dalla Commissione europea, e non vi si può accedere nemmeno per vedere o leggere cose pubblicate in passato. La narrazione che ora ci viene raccontata è solo quella che decide l’Occidente.

Dei servizi che rivelavano la gravità del fenomeno neonazista in Ucraina ne accenno solo il tema e ne consiglio la visione; solo del terzo spendo due parole in più.

Euronews del 2018: “Allarme giovani neonazisti in Ucraina”.

Qui si denunciano i molteplici atti di violenza e omicidi di giovani neonazisti ucraini, in particolare contro i rom, tutti rimasti nella totale impunità, con la polizia che si rifiuta di indagare anche a fronte di un accampamento alle fiamme.

TIME del 2021: “Dentro una milizia suprematista bianca in Ucraina”.

Il corrispondente del TIME, Simon Shuster, si reca in Ucraina nell'estate del 2019 per indagare sulle milizie dei suprematisti bianchi che stanno reclutando persone per unirle alle loro battaglie.

BBC Newsnight del 2018: “Ucraina: di pattuglia con la milizia nazionale di estrema destra”.

La milizia, il cosiddetto “Corpo Nazionale”, svolge autonomamente un ruolo di “polizia” per le strade della città. Nel servizio, dal minuto 1:55 fino al minuto 4:00, si vedono ispezionare un locale di video-giochi solo perché i proprietari hanno “collegamenti” con la Russia (ricordo che era il 2018, e non ora in guerra in corso).

Dopo l’ispezione, verso l’una di notte, le telecamere del negozio registreranno una spedizione squadrista di un folto gruppo di uomini incappucciati e con il viso semicoperto.

Questi entrano nel locale con delle mazze e iniziano a distruggere tutto, picchiando gli inermi clienti e appiccando fuoco all’interno delle stanze.

Banale domandarsi chi siano stati i mandanti.

Poi segue anche una breve scena con uomini delle milizie che si scontrano perfino con la polizia, intraprendendo una “battaglia” corpo a corpo e spruzzando peperoncino urticante negli occhi degli agenti.

Su questi violenti atti quasi mai si avvia un indagine e tutto resta impunito.

 

Nonostante questa sia l’Ucraina formatasi dopo il disfacimento dell’Unione Sovietica, le varie potenze occidentali hanno sempre chiuso gli occhi sulla realtà di quel Paese, con gli Stati Uniti grandi finanziatoti delle formazioni dell’ultradestra suprematista.

E a noi in questi anni ci veniva raccontata tutt’altra storia.

Ci hanno presentato il colpo di Stato del 2014 come la “rivoluzione pacifica” dell’Euromaidan, ci parlavano dell’Ucraina come un Paese diventato a tutti gli effetti liberal democratico e avviato a pieno titolo a entrare nella Comunità Europea e perfino nella NATO, nonostante fosse il più grande Paese europeo confinante con la Russia.

Ma la realtà era ben diversa, e l’hanno mistificata così tanto fino aver portato Putin all’estrema conseguenza di invadere un Paese “sovrano”, il mondo intero nel bel mezzo di una crisi mondiale e i popoli europei a dover subire, a breve, una delle più grandi “depressioni” dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

Eppure l’OSCE, la più importante “organizzazione intergovernativa europea per la sicurezza regionale e la promozione della pace, nel 2016 pubblicava un report dal titolo “Crimini di guerra delle Forze Armate e Forze di Sicurezza dell'Ucraina: tortura e trattamento disumano”, certificando quale fosse la realtà di quel Paese così “democratico” che l’Occidente voleva portare al suo interno.

Il titolo del report fa rabbrividire e il contenuto è ancora peggio, ma qui mi limito a citare solo una parte dell’introduzione al documento:

«I dati accumulati sin dal primo rapporto forniscono le basi per concludere che la tortura e il trattamento disumano inflitti dalle Forze di sicurezza dell'Ucraina (SBU - Servizi segreti), dalle Forze Armate ucraine, dalla Guardia Nazionale e da altre formazioni del Ministero dell'Interno ucraino, così come da gruppi armati illegali, come Pravy Sektor, non solo sono continuati, ma aumentano di dimensione e stanno diventando sistematici.

I prigionieri [gli ucraini nel Donbass di etnia russa n.d.t.] sono stati elettrizzati, picchiati crudelmente per giorni con diversi oggetti (sbarre di ferro, mazze da baseball, bastoni, fucili, mozziconi, coltelli a baionetta, manganelli).

Le tecniche ampiamente utilizzate dalle Forze Armate ucraine e dalle “Forze di sicurezza” includono il waterboarding, lo strangolamento con la "garrotta banderista" e altri tipi di strangolamento. In alcuni casi sono stati inviati prigionieri, a scopo intimidatorio, in campi minati o investiti con veicoli militari che hanno portato alla loro morte.

Altri metodi di tortura utilizzati dalle Forze Armate ucraine e dalle Forze di Sicurezza includono la rottura delle ossa, pugnalate e tagli con coltello, marchiare a fuoco con oggetti roventi, sparare con piccole armi su diverse parti del corpo.

I prigionieri catturati dalle Forze Armate ucraine e dalle Forze di Sicurezza sono mantenuti per giorni a temperature gelide, senza accesso al cibo o all'assistenza medica e sono spesso costretti ad assumere sostanze psicotrope che provocano agonia

Nel report si specifica che “molti di quelli che sono stati torturati non erano membri delle Forze di autodifesa delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk (quindi erano civili e non combattenti).

Come riportato, l’OSCE non parla solo di paramilitari neonazisti, ma inchioda alle loro crudeltà tutte le più alte istituzioni dell’Ucraina, denunciandone le peggiori nefandezze umane.

In questi giorni di guerra l’Occidente ha spinto la Corte Penale internazionale ad aprire una indagine contro la Russia per presunti crimini di guerra, è anche Putin potrebbe essere messo in stato d’accusa.

Mi chiedo come mai per quelli ben più gravi commessi dall’esercito ucraino e dalle sue formazioni neonaziste – certificati da organizzazioni internazionali – non c’è stata la stessa indignazione e nessun procedimento da parte della Corte Penale internazionale.

Per i crimini contro l’umanità commessi dall’Ucraina i governi, i media, le istituzioni internazionali e le associazioni per i diritti umani non hanno girato la testa dall’altra parte, ma l’hanno messa addirittura sotto la sabbia.

Magari qualcuno ha pubblicato i suoi report, come l’OSCE, ma tutto è rimasto accuratamente “nascosto” nei loro siti web, consapevoli che nessun grande media mainstream si sarebbe scomodato a fare una ricerca per divulgarne la notizia, altrimenti si correva il rischio di avviare un procedimento per crimini di guerra e contro l’umanità nei confronti della nuova e democratica Ucraina ormai alleata a pieno titolo dell’Occidente.

Questo è il negazionismo messo in atto dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, e lo si esplicita senza pudore per evidenti interessi geopolitici.

Tutti sapevano, sia ieri che oggi, ma hanno continuano a mistificare la Storia.

Sapevano bene anche i principali partiti politici del nostro ‘Belpaese’. E su questa loro consapevolezza voglio ricordare solo “piccole cose” accadute qualche anno fa, ma che ora, per loro...  “ops”, sono  svanite nel nulla.

Ne parlerò nella quarta parte di “Ucraina. Neonazismo e negazionismo” per rinfrescare un po’ la memoria.

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Qui la prima parte

P.S. Per chi ne avesse necessità: come tradurre i sottotitoli dall’inglese all’italiano nei video segnalati.

N.B. Non si può escludere – come già è accaduto – che alcune testate possano togliere dalla rete alcuni loro video che confermano quello che ora negano. Potrebbe capitare anche a quelli da me segnalati.

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