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Venezuela, Mayerlin Arias: «Robert Serra vive in milioni di giovani»

 


di Geraldina Colotti


Nella Grande Marcia della Gioventù che sfilerà oggi a Caracas contro le misure coercitive e unilaterali imposte dall’imperialismo nordamericano, ci saranno tutti i movimenti e le organizzazioni che compongono la struttura giovanile del Partito Socialista Unito del Venezuela. Tra questi, la Misión Jóvenes de la Patria Robert Serra. Un movimento importante, cresciuto negli anni, dedicato al giovanissimo parlamentare, ucciso il 1° ottobre del 2014 insieme alla compagna Maria Herrera mentre indagava sui legami dell’estrema destra venezuelana con il paramilitarismo colombiano. Durante la conferenza stampa della JPSUV, abbiamo incontrato Mayerlin Arias, presidenta di questa misión socialista, e anche dirigente nazionale del PSUV.

 

Perché è così importante per i giovani la figura di Robert Serra?

Robert viene dalla generazione del 2007, da cui provengo io. Una generazione di studenti a cui è toccato sventare una “rivoluzione di colore”, che partiti come Primero Justicia avrebbero voluto scatenare in Venezuela. Un tentativo che ha aperto il cammino alla violenza politica delle successive guarimbas organizzate dall’estrema destra. Allora, si voleva far credere che i giovani fossero tutti contro Chavez, mentre non era così. La maggioranza di noi stava partecipando alla vita politica, nelle nuove università create dalla rivoluzione. Così abbiamo deciso di farci vedere rinnovando apertamente l’impegno. Robert era un leader naturale, cresciuto con la rivoluzione, il più giovane parlamentare, eletto in un circuito di Caracas che non ha mai trascurato, malgrado i numerosi compiti politici. Era capace di smascherare la destra sia con la sua straordinaria capacità dialettica che nelle strade, nelle comunità. Robert è un esempio di quel che può fare il socialismo. Quando aveva 12 anni, ha partecipato alla stesura della prima legge rivolta a bambine, bambini e adolescenti insieme ad altri piccoli parlamentari che l’hanno discussa. Il suo impegno politico è continuato al liceo. Ha fondato i cabilditos, i parlamenti giovanili a Caracas, nel segno della democrazia partecipativa e protagonista. Si è laureato da avvocato continuando la militanza attiva. Insieme a Hector Rodriguez, ha fondato la JPSUV voluta da Chavez. E’ stato sempre coerente, come dev’essere un rivoluzionario, in quanto prodotto di uno sforzo collettivo, prodotto del socialismo. Per questo la destra lo ha ucciso: perché era la prova vivente che non abbiamo bisogno del capitalismo per essere felici, come vogliono farci credere. E per metterci paura. Ma hanno ottenuto l’effetto opposto, perché quando cade uno di noi, milioni di mani si chinano per raccogliere il suo fucile. E Robert, oggi, vive in milioni di giovani.
 

Di cosa si occupa la Misión che porta il suo nome?

A una settimana dalla sua morte, il presidente Maduro gli ha dedicato questo progetto, dando un messaggio di pace con giustizia sociale e non di vendetta. Per tutti noi, il suo assassinio è stato un colpo molto duro. Il presidente avrebbe potuto farla pagare a quelli che sapevamo essere gli istigatori e i promotori del delitto. Invece ha deciso di moltiplicare l’azione di Robert nella gioventù con un progetto che si occupa di includere nel lavoro, nello studio, nella politica le ragazze e i ragazzi dei quartieri più poveri per farne dei dirigenti come Robert: affinché difendano e moltiplichino l’eredità di Chavez e del socialismo in questo nostro partito-movimento che include una pluralità di voci e colori, tipiche della gioventù.
 
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