Violenze in Nigeria

Negli scontri tra l'Esercito e Boko Haram sono morte 187 persone

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Venerdì 19 aprile, a Baga, nello Stato di Borno, in Nigeria, militari nigeriani hanno fatto irruzione in una moschea che ospitava sospetti membri della setta radicale islamico di Boko Haram. Negli scontri successivi all’irruzione, 187 persone sono morte e metà villaggio è stato dato alle fiamme. 
Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha ordinato l'apertura di un'inchiesta sulle violenze per accertare se i militari e le forze di sicurezza hanno pienamente rispettato le regole d'ingaggio durante questo tipo di operazioni. Jonathan ha poi assicurato che il governo nigeriano continuerà a fare il possibile per impedire che innocenti vengano uccisi o feriti in operazioni di sicurezza contro terroristi e insorti.
I fatti di Baga si sono verificati pochi giorni dopo la creazione di un secondo comitato con il compito di valutare la possibilità di concedere l’amnistia ai militanti di Boko Haram.
Dalla sua fondazione nel 2002 a Maiduguri, ad opera di Mahammed Yusuf, Boko Haram - che in lingua Hausa sta per “L’educazione occidentale è peccato” - ha progressivamente intensificato la sua azione fino a diventare la principale minaccia per la sicurezza e la stabilità della Nigeria. L’azione del gruppo è diventata più frequente e violenta con l’avvento di Abubakar Shekau alla guida del gruppo, dopo l’arresto e la morte di Yusuf, avvenuta mentre era ancora in custodia delle Forze di sicurezza. L’azione della setta si concentra principalmente nel nord-est della Nigeria. Obiettivo finale del gruppo è l’instaurazione della legge islamica su tutto il territorio federale.

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