Il servizio della vergogna del TG3: basta informazione spazzatura dalla Siria

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Il servizio della vergogna del TG3: basta informazione spazzatura dalla Siria

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di Alessandro Bianchi
 
Con il corrispondente dell'Ansa che (dal Libano) ci riportava dei 450 mila manifestanti contro “il regime di Assad” nel 2011 ad Hama (che ha 450 mila abitanti in tutto), pensavamo di aver toccato il fondo della disinformazione della Siria. Da ciò che è stata venduta come "primavera araba" è iniziata la distruzione e devastazione della Siria, paese struprato oggi da bande armate jihadiste provenienti da 90 paesi, supportate, armate e finanziate dai paesi della Nato e alleati turchi, sauditi e monarchie del Golfo.
 
Pensavamo di aver toccato il fondo perché ora ad informarci sulla Siria da New York è Giovanna Botteri (al minuto 11). Chi meglio di una giornalista a New York può avere informazioni su Aleppo? E la Botteri in diretta durante un telegiornale di un servizio pubblico rilancia le due bufale sulla Siria (una delle quali solo il Fatto Quotidiano, e abbiamo detto tutto, ha avuto il “coraggio” di rilanciare) che arrivano ad un livello che dovrebbe indignare tutti coloro che chiedono un'informazione degna di questo nome. Parliamo dell'"ultimo pediatra ad Aleppo" e dell'"accordo Isis-Assad". Non abbiamo nulla da aggiungere sull'analisi puntigliosa di ieri di Santoianni e da quanto scritto da Piccole Note. Bastano pochi minuti di lettura e un po' di curiosità.
"Vogliamo dire no ad Assad, ai suoi bombardamenti, al suo regime che impera nelle strade della Siria e che ora vuole prendersi anche Aleppo". Si vede nel servizio di Botteri da un altro servizio di un'altra non precisata giornalista da intervistati non meglio identificati. Questo è il servizio pubblico italiano oggi. Lo sdegno non basta più. L'indignazione non basta. La rabbia non basta più. E' il momento della protesta contro chi gestisce l'informazione in Italia con soldi pubblici.

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Questa l'informazione spazzatura di ieri del TG3

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