CARO ZAGREBELSKY, il governo Renzi e la controriforma costituzionale sono la stessa cosa

5667
CARO ZAGREBELSKY, il governo Renzi e la controriforma costituzionale sono la stessa cosa

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Giorgio Cremaschi
 

Non è decisivo sapere chi sia stato più efficace in tv tra Renzi e Zagrebelsky. Non è neppure sicuro che il successo, decretato dai commentatori, delle capacità di televendita del presidente del consiglio infranga il suo alone di sfacciata e respingente arroganza.

Ciò che mi ha invece negativamente colpito è un limite politico delle pur rigorosissime esposizioni del costituzionalista del NO. Un limite che a mio parere dà un vantaggio, televisivo e non, a Renzi. Un vantaggio che chi difende la Costituzione dal suo stravolgimento non può concedere.

Zagrebelsky avrebbe semplicemente dovuto chiedere a Renzi perché fosse lì. Perché il capo del governo stia in campagna elettorale da gennaio per sostenere la sua riforma costituzionale.

Perché la risposta alla domanda su dove fosse il pericolo autoritario, domanda con la quale Renzi ha incalzato Zagrebelsky, stava proprio lì nello studio televisivo. Stava in un capo del governo che vuole riscrivere la Costituzione del suo paese, come avviene in ogni regime autoritario.

Su consiglio stringente di Giorgio Napolitano ora Matteo Renzi spiega che non bisogna personalizzare il referendum. Lo afferma ventiquattro ore su ventiquattro, mentre imperversa su tutti mass media. Ridicolo. Questa è la costituzione del governo Renzi e chi la respinge ne mette in discussione anche gli autori.

Certo, tra chi fa campagna per il No ci sono anche esponenti del partito democratico che invece dichiarano di non voler colpire il governo. È legittimo, ma insostenibile. Perché il governo della Repubblica ha deciso di riscrivere la Costituzione della Repubblica imponendo il continuo ricorso al voto di fiducia. Fiducia chiesta ad un parlamento dichiarato incostituzionale e quindi sicuramente privo della legittimità necessaria a cambiare la nostra Carta, di cui rappresenta invece una palese violazione.

La deriva autoritaria sta prima di tutto nel modo stesso in cui la pessima riforma è stata imposta e il governo e chi lo sostiene, a partire da Giorgio Napolitano, ne sono pienamente responsabili.

È stato lo stesso Zagrebelsky a sostenere che le costituzioni non si cambiano a colpi di maggioranza, ma poi si è fermato sulla soglia delle responsabilità del governo attuale.
Che invece usa spudoratamente le sua riforma su tutti i tavoli politici nazionali ed internazionali per ottenere vantaggi. Dateci un po' di flessibilità voi di Bruxelles, abbiamo cambiato la Costituzione, ha detto Renzi a Bratislava senza molto successo.

E la Banca Morgan che non sopporta le costituzioni antifasciste perché frenano le politiche liberiste, e le multinazionali, i poteri economici, le burocrazie finanziarie e le ambasciate, come si fa a non parlarne?

Di fronte alla denuncia di Zagrebelsky sul potere oligarchico che scaturirebbe dalla costituzione renziana, Eugenio Scalfari ha risposto che le oligarchie ci sono sempre state. Ma non scherziamo, un conto sono i gruppi dirigenti politici e sindacali che nel passato hanno guidato la costruzione della nostra democrazia e la partecipazione di massa, un conto le élites finanziarie che vogliono comandare oggi su tutto e su tutti. Confondere gli uni con gli altri è malafede intellettuale e costituzionale

Bisogna dare una spiegazione alle cose. il Jobsact, la legge Fornero, la Buona scuola, il decreto sulle trivelle e quello sulle privatizzazioni, il decreto Ilva già fatto e quello per il Ponte sullo Stretto in preparazione, tutte queste sono leggi che già smantellano i diritti della prima parte della Costituzione. La controriforma della sua seconda parte serve a chiudere il cerchio.
Chi non arriva alla fine del mese è il primo interessato a fermare la deriva autoritaria voluta dal governo per conto dei poteri forti, delle oligarchie economiche. Se loro perderanno il referendum, non saranno riusciti a consolidare costituzionalmente il potere acquisito nella economia e nella società, e la lotta per i diritti e la giustizia potrà riprendere.

Renzi non merita e non ha bisogno di vantaggi. Lui ed i poteri economici che ci dominano hanno voluto stravolgere la Costituzione nata dalla sconfitta del fascismo. È sacrosanto che il NO alla controriforma li coinvolga appieno. Perché il governo Renzi e la controriforma costituzionale sono la stessa cosa.

Per questo il 22 ottobre manifesteremo coerentemente per il No alla controriforma e per il No a Renzi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali di Paolo Desogus L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti