Crisi economica e virus: un po' di equilibrio

831
Crisi economica e virus: un po' di equilibrio

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Anche io provo parecchio fastidio quando leggo le notizie sulle pretese di chi, in questo contesto, manifesta il proprio irresistibile desiderio di andare a sciare e pensare agli affari propri infischiandosene dei pericoli della pandemia. E tuttavia non riesco nemmeno a fare mio l'atteggiamento mortificante di quelli che se la prendono con chi si azzarda a esprimere qualche dubbio sulle direttive che impongono un natale in totale solitudine. Le feste, la convivialità, il tempo passato con i propri cari non sono cose da poco e chi manifesta la propria sofferenza per doverne fare a meno non merita di essere dileggiato o trattato come un "negazionista".

Questo virus è qualcosa di serio, non c'è dubbio. Ma non è una colpa, non è un male da espiare con l'automortificazione. Dobbiamo certamente prendere le nostre precauzioni, senza essere ossessionati, con maturità. Mi pare infatti che si dia troppo peso al pensiero ("pensiero" si fa per dire) di quelli che, nonostante ogni evidenza, negano l'esistenza del virus e della pandemia e diffondono notizie false e manipolate. Questa gente, che con un termine alquanto inappropriato chiamiamo spesso "negazionisti", non conta nulla, zero. Sono quattro gatti rumorosi che godono di tanta visibilità anche per il riflesso di chi, dalla parte opposta, cerca nel virus la via per autopunirsi per non si sa di quale colpa o peccato collettivo.

Ad essere sincero credo poi poco all'esistenza di eserciti di sciatori desiderosi di riempire gli hotel e le piste delle Alpi. I media, che hanno spesso strumentalizzato il senso di colpa per costruire l'immagine dell'italiano menefreghista e irresponsabile, credo che esagerino parecchio sull'esistenza di questo fenomeno.

Cerchiamo allora di prendere con la giusta misura le deformazioni che arrivano dai giornali e dai social network. Un po' di equilibrio e un po' di buon senso possono invece aiutarci per affrontare questo periodo difficile.

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti