Da identità digitale a servizio integrato: l'evoluzione dello SPID
Foto di AgID, Agenzia per l’talia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri -, CC0
Lo Spid, Sistema pubblico di identità digitale, per accedere ai servizi della pubblica amministrazione e dei privati che lo supportano, è ormai utilizzato da più di 32 milioni di italiani. Secondo i dati aggiornati alla fine del 2022, i rilasci sono in crescita, e si parla di un 30 per cento in più di attivazioni rispetto al 2021. I numeri riportati da Osservatorio.net evidenziano tuttavia una distribuzione non omogenea del servizio, che si concentra perlopiù tra le fasce più giovani di popolazione, con una diffusione che scende al 24 per cento tra gli over 75. Anche a livello geografico l’identità digitale e i suoi servizi annessi sono più usati in Lombardia, Emilia Romagna, Campania e Piemonte, mentre agli ultimi posti si situano le regioni Calabria, Marche e Molise. Numerose sono tuttavia le iniziative locali volte a diffondere tra la popolazione uno strumento tecnologico sempre più utile per l’accesso a svariati servizi digitali, come ad esempio lo “Spid day” tenutosi a Savignano (Piemonte) o l’Open Day di Piasco, sempre in territorio piemontese.
Tramite lo SPID, che può essere attivato scegliendo un gestore e autenticandosi via webcam, di persona, con carta di identità elettronica o impronta digitale, è possibile avere accesso a servizi come il cassetto fiscale personale o le autocertificazioni, così come alle comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate. Si possono anche pagare tributi e tasse verso la pubblica amministrazione in modo sicuro e tracciato, consultare pratiche edilizie, albi professionali, ma anche compilare istanze online. Sul portale ufficiale del servizio è possibile consultare, regione per regione e comune per comune, tutta la gamma di servizi aperti al sistema SPID, che ormai sono sempre più numerosi e vari, e includono anche, ad esempio, la prenotazione di appuntamenti con gli uffici pubblici.
La varietà di servizi offerti da SPID include anche l’autenticazione presso le segreterie online delle Università, ma anche accessi ad altre attività che richiedono una particolare tutela dal punto di vista della sicurezza: è il caso, ad esempio, dell’identificazione presso i conti delle banche, oppure della registrazione ai casinò con SPID che includono questa possibilità, onde evitare errori nella compilazione manuale e ad accertamento della maggiore età effettiva degli utenti. Lo stesso vale, ad esempio, anche per i broker online che supportano l’accesso con l’identità digitale, e per i principali exchange di criptovalute.
Con il tempo, l’estensione delle attività che prevedono l’ingresso tramite l’identità digitale certificata, si sono ampliati, anche a seguito dell'integrazione a SPID e CIE da parte dei vari Enti, in un’ottica anche europea, a sostegno ad esempio delle attività turistiche e della competitività nazionale. In termini numerici e di accessi questa progressiva implementazione di servizi sembra avere ottenuto un buon riscontro: i dati ufficiali del governo, aggiornati all’aprile 2023, parlano di 66 mila identità rilasciate in un mese e di 80 milioni di accessi e oltre ai vari servizi in Rete.
Anche per il futuro si prevedono ulteriori novità in una direzione volta ad incentivare una crescente innovazione e digitalizzazione su larga scala: lo SPID attualmente si può infatti attivare utilizzando uno dei gestori dell’identità digitale, ovvero Poste Italiane, Aruba ID, Infocamere, Infocert, Lepida, Namirial, Team System, Tim ID, che sono comunque soggetti privati. L’idea del Governo è invece quella di incrementare il ruolo di credenziale autorizzata della Carta di Identità Elettronica (CIE) e della Carta Nazionale dei Servizi, ovvero la Tessera Sanitaria. Entro il 2024, grazie al supporto dell’app IO, ad oggi utilizzata da 34 milioni di utenti, il wallet della CIE potrebbe diventare un vero e proprio portafogli digitale. Oltre ai pagamenti, già possibili, verso la Pubblica Amministrazione, si punterà anche all’accesso al wallet europeo, ampliando le funzioni e il numero di enti pubblici e privati che supportano il servizio, che ad oggi sono circa 13 mila.
Che ne sarà dello SPID, dunque, tenendo conto che esistono delle convenzioni scadute con gli identity provider del servizio? L’identità digitale continuerà di certo a funzionare e a supportare gli utenti nell’accesso a determinate attività digitali, poiché alcuni provider, come Teamsystem e Etna Hitech, hanno stipulato convenzioni soltanto nell'anno in corso, e dato anche che, per quelle già esistenti, vige il tacito rinnovo. Una delle possibilità è l’unificazione di SPID e CIE in una identità nazionale unica, con funzionalità di portafogli contenente i documenti digitali.
Qualora si optasse per questo tipo di soluzione, va detto che l’aumento degli utenti che accedono ai servizi telematici attraverso tali strumenti, renderà necessaria una compatibilità di tipo retroattivo delle nuove credenziali, al fine di non creare confusione e per incentivare un processo di digitalizzazione che è sulla buona strada, in prospettiva sia nazionale che europea.


