I 2 vincitori indiscussi tra le Covid-follie di questi mesi

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di Francesco Santoianni
 
 
App IMMUNI e “Indagine Sierologica Nazionale”: osannate da mesi, sono finalmente arrivate. E sono già un fallimento.

Prima di scoprire il perché, due parole sulla fraudolenta sottostima del numero ufficiale dei contagiati in Italia. Mentre in Germania Angela Merkel, ai primi di marzo comunicava che il virus SARS-Cov-2, innocuo per la stragrande maggioranza della popolazione, avrebbe, ben presto, infettato il 70% dei tedeschi, qui da noi, (dove i contagiati a febbraio erano già milioni) per costringere gli Italiani a restare chiusi in casa, si ricorreva ad una terroristica informazione: il virus, estremamente letale, ha colpito solo poche persone che, pertanto, devono essere identificate e isolate. Insomma, nulla di diverso dalle epidemie medioevali che, quando erano già dilagate, si affrontavano trascinando in un lazzaretto qualche appestato.  Nasce così, (dallo scimmiottamento di Corona-100M, che ha creato innumerevoli problemi nella Corea del Sud) l’app IMMUNI che, già da oggi, potete, scaricare e installare sul vostro smartphone.
 
Per valutarne l’utilità, immaginiamo qualche situazione.

Insieme ad altri passeggeri, vi trovate a salire su un affollato vagone della metropolitana quando l’allarme IMMUNI comincia a risuonare dagli smartphone: è salito un contagiato! Che pensate che succeda? Verosimilmente, verrete buttati fuori dal vagone voi e gli altri; insieme ai quali, comunque, anche per ingannare l’attesa del prossimo treno, potreste svelare un enigma: perché mai un contagiato, obbligato per legge a starsene chiuso a casa, va in giro con il suo smartphone che annuncia a tutti il “pericolo”?

Altra occasione offerta dalla app per migliorare i vostri rapporti sociali. Un giorno IMMUNI vi avverte che, avendo avuto voi contatti con una persona rivelatasi positiva al tampone (anch’essa, naturalmente, in possesso dell’app da tempo), sarebbe opportuno che vi sottoponiate al test. Ovviamente, l’app “per motivi di privacy”, non vi dice chi sia l’untore e pertanto decidete, intanto, di chiudere per sempre con tutti coloro che avete incontrato negli ultimi tempi; e, magari denunciare alla polizia, se vedete qualcuno di questi gironzolare per strada.

Garantendo questi fantastici servizi - nonostante il battage pubblicitario, capitanato dalla ministra Cinquestelle Paola Pisano - già si prevede che IMMUNI sarà installata solo da qualcuno dei pur numerosi italiani resi paranoici ipocondriaci dalla gestione dell’emergenza COVID19.
 
Altro fallimento, l’Indagine Sierologica Nazionale. Affidata alla Croce Rossa Italiana, avrebbe dovuto interessare 150.000 persone, ma si direbbe non la voglia fare nessuno: solo il 2% delle persone contattate telefonicamente dalla CRI si è prenotato per il prelievo. Eppure sono moltissime, oggi, le persone che stanno effettuando presso laboratori privati (costo medio: 35 euro) analisi sierologiche finalizzate ad identificare gli anticorpi del virus SARS-CoV-2. E perché mai nessuno vuole fare con la CRI un esame (peraltro, gratuito) che tanti stanno facendo a loro spese? Presto detto: le persone che, nello screening governativo, saranno trovate con anticorpi al virus SARS-Cov-2 sono da ritenersi ufficialmente “positive” e, pertanto dovranno essere confinate, (in alcuni casi, insieme ai loro familiari) in quarantena, finché non ci sarà un tampone negativo. Tampone per il quale si potrà aspettare anche un mese.

Ma perché impedire con questa norma che si scopra la verità (e cioè, con milioni di italiani contagiati già a marzo, l’inutilità dei due mesi di lockdown, delle attuali mascherine e di Governatori-sceriffi)? Semplice, perché se, questo avvenisse, la gente infuriata si riverserebbe per strada. Inevitabile, quindi, per il Governo oggi, sabotare la sua Indagine Sierologica Nazionale che, forse, si realizzerà compiutamente solo quando tutti gli Italiani, completamente rimbambiti dall’ipocondria, saranno incapaci di qualsiasi protesta.

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