Il Bangladesh sull'orlo della guerra civile

Il Tribunale speciale di crimini internazionale riapre vecchie ferite etniche

3793
Il Bangladesh sull'orlo della guerra civile

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Dopo la sentenza di condanna a morte emessa ieri dal discusso Tribunale dei crimini internazionali contro il vice presidente del partito islamista Jammat, Delwar Hossain Sayedee, il Bangladesh rischia di precipitare sull'orlo della guerra civile. Subito dopo l'annuncio del verdetto, i manifestanti musulmani membri del partito hanno espresso la loro rabbia ed almeno 35 persone sono morte negli scontri con la polizia. Secondo il presidente dell'organizzazione umanitaria Ain O Salish Kendra, Sultana Kamalsi, si tratta del giorno più violento dalla guerra d'indipendenza del 1971. Secondo il bilancio offerto venerdì da Afp, che ha ascoltato fonti della polizia, il bilancio delle vittime deve essere aggiornato a 52 con i nuovi scontri ripresi venerdì. Si teme un'ulteriore degenerazione per le diverse manifestazioni indette dalle organizzazioni mussulmane nel giorno della preghiera e vietate dalla polizia.
Sayedde è la terza persona ad essere condannato  -  dopo Abdul Quader Molla, altro leader del partito islamista d'opposizione ed il noto clericale musulmano Abul Kalam Azad – per crimini contro l'umanità commessi in relazione alla guerra d'indipendenza del 1971. Sayedee, in particolare, è stato ritenuto colpevole di guidare una milizia pakistana ed essersi macchiato di omicidi e stupri contro l'etnia indù. Jamaat ha rigettato il verdetto come motivato politicamente ed accusato la polizia di aver ucciso suoi 50 sostenitori "innocenti". 
Il Tribunale speciale di crimini internazionale è stato creato dalla Lega Awami al governo per processare cittadini del Bangladesh, accusati di aver collaborato con le forze del Pakistan durante la guerra secessionista del 1971. Il governo stima che circa tre milioni di persone siano stati uccise durante la guerra d'indipendenza. Tra gli accusati diversi leader del partito Jamaat ed un ex ministro dell'opposizione del partito nazionalista del Bangladesh (BNP). L'azione della Corte, non riconosciuta dalle Nazioni Unite, è ferocemente criticata dall'opposizione, che la giudica una vendetta politica da parte del governo Hasina, e da molti osservatori internazionali che denunciano la mancata garanzia dei diritti minimi processuali agli accusati.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti