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Il Washington Post afferma che l'alleanza tra Iran e Venezuela rivela la "vergognosa impotenza degli Stati Uniti"

 

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Il recente viaggio di cinque petroliere salpate dall’Iran e giunte in Venezuela con il loro carico di benzina e additivi necessari alla riattivazione delle raffinerie ha rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno per un Venezuela soffocato dalle criminali sanzioni imposte dagli Stati Uniti. 

 

L’arrivo in Venezuela delle petroliere iraniane ha un alto valore simbolico e geopolitico. Simboleggia il rifiuto della tracotanza imperiale. Mostra al mondo intero che il regime di Washington non può imporre il proprio volere ai paesi sovrani come Iran e Venezuela. Finanche in quello che gli USA considerano - a torto - il loro cortile di casa. 

 

A tal proposito il quotidiano statunitense Washington Post, domenica scorsa, ha pubblicato un articolo in cui viene sottolineato che l'alleanza tra Iran e Venezuela "ha rivelato la vergognosa impotenza degli Stati Uniti". Sotto il regime suprematista di Donald Trump, aggiunge il portale venezuelano LaIguana

 

Il Washington Post evidenzia che l'ingresso delle cinque navi iraniane in Venezuela cariche di carburanti, mezzi di produzione e additivi chimici per l'industria petrolifera, nonché di pezzi di ricambio per incrementare la produzione delle raffinerie venezuelane quasi paralizzate dal blocco totale degli Stati Uniti che le nega al Venezuela l’accesso al mercato internazionale mostra che né Caracas né Teheran hanno ceduto alle pressioni statunitensi.

 

Non si tratta solo di “una vittoria propagandistica" per Caracas e Teheran, scrive il quotidiano, ma mostra anche che "non hanno ceduto alle pressioni statunitensi o a disordini interni. Sembra che ci sarà più cooperazione: (Nicolás) Maduro (presidente venezuelano) ha detto che presto visiterà Teheran e ha recentemente nominato Tareck El Aissami, un alleato chiave dell'Iran, ministro del Petrolio”.

 

Inoltre, sottolinea il Washington Post, che nonostante la pandemia globale causata dal diffondersi del nuovo coronavirus, il regime di Trump ha continuato la sua campagna di "massima pressione" su Iran e Venezuela, imponendo più sanzioni nella vana speranza che uno o entrambi i paesi sarebbero crollati sotto pressione combinata da virus e strangolamento economico, ma "il risultato di questa politica fino ad oggi è che l'alleanza di queste due nazioni ha rivelato la vergognosa impotenza degli Stati Uniti".

 

Martedì scorso, l'ultima delle cinque petroliere iraniane, che fanno parte di questa prima consegna, è arrivata in Venezuela, navigando tra le navi da guerra nordamericane dispiegate nei Caraibi. In totale, hanno trasportato in Venezuela circa 1,5 milioni di barili di benzina, facendosi beffe delle misure coercitive illegali imposte dagli Stati Uniti ai due paesi. 

 

Donald Trump ha cercato di fermare le spedizioni con minacce, ma ha scelto di non intercettare le navi iraniane, poiché Teheran ha promesso di vendicarsi.

 

"La capacità dell'Iran di attaccare il traffico del petrolio nel Golfo Persico a pochi mesi dalle elezioni presidenziali statunitensi è stata sufficiente per scoraggiare il presidente Trump", aggiunge il Post.

 

Le autorità statunitensi insistono sul fatto che non tollereranno che l'Iran fornisca sistematicamente benzina al Venezuela e dubitano che Teheran abbia la capacità di farlo.

 

"Ma il rafforzamento dell'alleanza tra i due stati chiarisce che le politiche di Trump, per provocare il regime change, stanno fallendo", sottolinea il quotidiano.

 

Un’importante vittoria per Iran e Venezuela. Due paesi uniti dagli attacchi alla propria sovranità, dalla lotta all’imperialismo e la strenua resistenza al regime di Washington. 

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