"La Cina rimette sul mercato ossa di tigri e rinoceronti" - Fact Checking

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di Francesco Fustaneo


Oramai da settimane circola tra i mass-media e nei social, la notizia spesso rilanciata dalle principali organizzazioni ambientaliste, della legalizzazione del commercio di corni di rinoceronte e ossa di tigri in Cina.

Fermo restando che sensibilizzare la gente su tematiche ambientali è un aspetto sacrosanto e ogni passo indietro a livello legislativo sulla protezione degli animali è comunque criticabile, al fine di una corretta interpretazione della notizia occorrerebbe però non limitarsi a soffermarsi al titolo “acchiappa click” di questo o quel quotidiano online e il dovere di cronaca imporrebbe quanto meno ai giornalisti, di attingere alla fonte per illustrare al pubblico l’esatto contenuto della misura adottata.

Basterebbe connettersi al sito ufficiale del governo cinese per consultare il testo integrale del provvedimento che riportiamo di seguito  in Italiano:

“La Cina controlla il commercio di prodotti di rinoceronte e tigri”
Il Consiglio di Stato controllerà il commercio e l'uso di rinoceronti, tigri e prodotti affini in Cina, secondo una circolare pubblicata il 29 ottobre.
Tranne che in circostanze speciali previste dalla legge, il paese vieta tutte le azioni che implicano vendite, acquisti, utilizzo e importazione o esportazione di rinoceronti, tigri e relativi prodotti, compreso l'intero corpo, parti di esso o prodotti derivati. Anche le vendite di prodotti con ingredienti contenenti rinoceronti, tigri e i relativi prodotti saranno classificate come illegali.
Nelle circostanze particolari, il regolamento sulle vendite e sull'uso di questi prodotti sarà rafforzato e qualsiasi azione correlata sarà autorizzata e il volume degli scambi sarà rigorosamente controllato.
Rinoceronti, tigri e i loro prodotti correlati utilizzati nella ricerca scientifica, compresa la raccolta di materiali di risorse genetiche, saranno segnalati e approvati dalle autorità. Gli esemplari di pelle e altri tessuti e organi di rinoceronti e tigri possono essere utilizzati solo per mostre pubbliche.
Le corna di rinoceronte e le ossa di tigre utilizzate nella ricerca medica o nella guarigione possono essere ottenute solo da rinoceronti e tigri d'allevamento, esclusi quelli allevati nei giardini zoologici. Le forme in polvere di corno di rinoceronte e ossa di tigri morte possono essere utilizzate in ospedali qualificati solo da medici qualificati riconosciuti dall'amministrazione statale di medicina tradizionale cinese.
Le vendite, l'importazione e l'esportazione di prodotti classificati come beni culturali e il loro trasporto per scambi culturali temporanei saranno autorizzati dal Ministero della Cultura e del Turismo e dall'Amministrazione statale dei beni culturali.
I mandati governativi registrano chiaramente l'inventario attuale dei prodotti e quelli delle singole collezioni. I prodotti ottenuti illegalmente verranno confiscati e i prodotti delle singole collezioni non saranno più rivenduti.
 
Dalla lettura del testo si evince che l’adozione della misura  in questione, seppur biasimabile agli occhi degli animalisti, ha avuto una risonanza smisurata: sicuramente più delle norme a favore della pesca delle balene in Giappone o nei Paesi Scandinavi e di quelle per l’abbattimento dei lupi in nord Italia o del dietrofront  in tema di energie alternative e degli accordi per contrastare il cambiamento climatico, voluto da Trump.                                                                                                                                                                                     

Il dato innegabile è che il commercio relativo a tigri e rinoceronti in Cina rimarrà illegale; la norma ammette infatti, solo l’uso dei prodotti correlati se utilizzati nella ricerca scientifica  e solo se segnalati e approvati e dalle autorità. Le corna di rinoceronte e le ossa di tigre utilizzate nella ricerca medica o nella guarigione non potranno pervenire da esemplari in libertà, ma, è bene ribadirlo, solo da rinoceronti e tigri d'allevamento, esclusi quelli allevati nei giardini zoologici.

Insomma se l’utilizzo di animali in cattività per finalità scientifiche e uso medico è un aspetto che meriterebbe l’avvio di un dibattito pubblico, è  pur vero che l’inusuale visibilità data alla notizia e l’alterazione del suo reale contenuto, parrebbe essere in continuità con la classica propaganda per rendere invisa la Cina all’opinione pubblica occidentale. 

Questo nonostante sia nei fatti, forse l’unica potenza economica mondiale ad aver invertito negli ultimi anni la rotta in tema di inquinamento e varato significative riforme a tutela dell’ambiente.


Francesco Fustaneo   
 

Per una consultazione in inglese del provvedimento si rimanda al sito:                  
http://english.gov.cn/policies/latest_releases/2018/10/29/content_281476367121088.htm?fbclid=IwAR38yO1Fayq5H8JfwqbpK8uAu6rBx1_bTM8zH3QEeWXBnPtAX4Zm6_f8Lrw
 
 

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