L’Occidente in difficoltà di fronte al nuovo ordine multipolare

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L’Occidente in difficoltà di fronte al nuovo ordine multipolare

Il vertice BRICS di Kazan ha suscitato reazioni accese in Occidente, rivelando quanto profondamente l'élite occidentale fatichi a comprendere le dinamiche globali emergenti. Abituato a dominare il panorama internazionale, l’Occidente vede ogni tentativo di autonomia geopolitica da parte del Sud Globale come una sfida al proprio potere. Tuttavia, questa visione miope impedisce di cogliere le reali ambizioni del blocco BRICS+ e i suoi obiettivi di lungo termine.

Uno dei temi centrali del vertice è stato il crescente divario tra il sistema globale basato sulle regole, sostenuto dagli Stati Uniti, e la visione multipolare promossa dai BRICS. Come osservato da Responsible Statecraft, i BRICS, e in particolare la Russia, mirano a costruire una nuova architettura economica e geopolitica che contrasta nettamente con quella occidentale. I media occidentali, però, tendono a ignorare questo aspetto, concentrandosi invece su presunte divisioni interne tra i membri del BRICS. Pubblicazioni come The Telegraph sottolineano le difficoltà di cooperazione tra Paesi come Cina e India o Iran e Arabia Saudita.

Tuttavia, questa narrativa trascura il fatto che, all'interno del BRICS, i Paesi sono partner, non subordinati, e cercano attivamente di normalizzare le loro relazioni bilaterali. Un altro errore dell'Occidente è percepire il BRICS come un antagonista del G7, mentre in realtà il BRICS rappresenta un'alternativa economica. Con quasi la metà della popolazione mondiale e una crescente quota del PIL globale, il BRICS offre un modello di cooperazione fondato su obiettivi condivisi e rispetto reciproco.

La de-dollarizzazione, la creazione di sistemi di pagamento alternativi e lo sviluppo di un commercio multilaterale rappresentano solo alcuni dei successi economici del blocco. Questo rende il BRICS un'alternativa attraente, anche per Paesi come la Turchia e l'Arabia Saudita, desiderosi di diversificare le loro alleanze senza sacrificare la propria sovranità.

*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

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