Trump ha tolto il petrolio ai BRICS, intervista a Manlio Dinucci

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Trump ha tolto il petrolio ai BRICS, intervista a Manlio Dinucci

 

Introduzione di Alex Marsaglia

In questa interessante analisi il geografo Manlio Dinucci approfondisce la recente aggressione degli Stati Uniti di Trump al Venezuela, demistificando con un’attenta analisi storica, economica e geopolitica tutta la vergognosa narrazione del potere che sta attualmente dipingendo Maduro come un “dittatore narcotrafficante” intento a danneggiare gli interessi degli Stati Uniti.

Viceversa, dati alla mano, emerge come il Venezuela di Maduro sia in realtà al di fuori delle reti del narcotraffico e soprattutto sia invece un Paese in cui il popolo, in seguito alla Rivoluzione Bolivariana, ha ripreso il controllo delle materie prime della sua terra strappandole alle multinazionali americane. Tale decisione ha rimesso al centro i venezuelani come legittimi proprietari delle risorse, permettendogli di scegliere come utilizzare il petrolio e con chi commerciare. La Cina, a differenza degli Stati Uniti che in Sud America si sono sempre imposti con la forza, ha potuto penetrare commercialmente su invito dei popoli sovrani, riuscendo a porsi come il principale concorrente mondiale degli Stati Uniti nell’area sino a diventare un partner strategico fondamentale di tutta l’America Latina ed in particolare di Cuba (entrata recentemente nei BRICS+) e del Venezuela. Occorre ricordare che nelle ore dell’attacco americano era presente una delegazione cinese che aveva appena concluso una riunione diplomatica proprio col Presidente Maduro.

Ecco che la Dottrina Monroe ritorna, evocata direttamente da Trump, come la grande elaborazione teorica imperialista rivolta a scacciare i concorrenti dal “cortile di casa”: ieri le potenze coloniali europee in declino, oggi la potenza egemonica cinese in ascesa. Riuscirà la cieca violenza a scacciare l’egemonia cinese?
Questo punto di vista ci permette di leggere l’attacco al Venezuela, il rapimento di Maduro e tutte le minacce che in queste ore stanno sommergendo tutti gli altri legittimi Presidenti eletti dell’America Latina in una chiave storica di verità, fornendo un respiro ben più ampio alle vicende di queste ore. Oggi gli Stati Uniti decidono di provare a stroncare il Venezuela per segare le gambe al nuovo mondo che sta nascendo con i BRICS, utilizzando i metodi barbarici, se ci riusciranno resterà da vedere.

Buona visione.

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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA


L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità

 Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.


LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA

Pasquale Liguori

 Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.

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