L'unico esito davvero catastrofico delle proteste
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di Andrea Zhok*
Al netto del disappunto per saccheggi e vandalismi vari, credo che l'unico esito davvero catastrofico delle proteste in corso sarebbe che cessassero.
Possiamo tutti concordare che altre soluzioni sarebbero idealmente auspicabili. Sarebbe meglio un ordinato sciopero generale di tutto il mondo del lavoro, unanime, a tempo indeterminato, finché il governo non cestini tutti i piani bellicisti, finché non riconverta la spesa destinata alle armi a costruire case popolari e rimettere in sesto la sanità, finché non riprenda a commerciare civilmente con tutto il mondo (Russia, Cina e Iran inclusi).
Sarebbe bello, ma nella vita come nella storia si sceglie tra le opzioni disponibili, non tra quelle che vorremmo fossero disponibili.
Tutti i danni vandalici accaduti in Europa nell'ultima settimana sono una frazione ridicola del livello di distruzione che ha luogo in 5 minuti, presi a caso, nella guerra russo-ucraina, da anni, ogni giorno (o di quella subita a Gaza o Teheran per mano dei nostri alleati, con il nostro supporto, tra un talk-show e l'altro).
Dunque, una volta chiarito che non siamo in uno scenario ideale, smettiamo di mugugnare.
Il rammarico per un'auto in fiamme ci ricorda - provvidenzialmente - con un minuscolo memento, cosa significa distruzione vera.
Se serve a svegliare qualcuno, bene così. Ci sono evidenti tentativi - molti documentati - di utilizzare infiltrati per superare una soglia di scontro tale da giustificare la repressione. Dobbiamo essere consapevoli che il gioco della rappresentazione mediatica lavora tutto in quella direzione.
Gli stessi che ci vogliono eroicamente pronti a esporre i petti alle baionette russe - per i valori della von der Leyen - ci stanno chiedendo di mandare le teste di cuoio per salvare qualche vetrina da un mazzo di adolescenti sbandati (e di colleghi infiltrati).
La semplice verità, che ci riguarda tutti, è che non stiamo scegliendo tra un futuro sereno e prospero e il disturbo creato da teppisti incivili.
La scelta attuale, l'ultima che ci hanno lasciato, è tra venir stritolati nell'impotenza dell'ennesima crisi "fatale", e fargli capire, con tutti i mezzi a disposizione, che la misura di sopportazione è colma.
*Commento Facebook del 22 ottobre 2026


