L’”Uomo di Gheddafi” che trascina i migranti in Italia. Un incredibile video di Repubblica

Ma perché mai tre ragazzi dell’Africa subsahariana, capitati (a quanto pare, per caso) in Libia, avrebbero dovuto essere lì imprigionati da “un uomo di Gheddafi” e da lui costretti, a forza di botte, ad imbarcarsi verso l’Italia?

7907
L’”Uomo di Gheddafi” che trascina i migranti in Italia. Un incredibile video di Repubblica

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Francesco Santoianni - Pecorarossa
 

Ma perché mai tre ragazzi dell'Africa subsahariana, capitati per caso in Libia, avrebbero dovuto essere lì imprigionati da “un uomo di Gheddafi” e da lui costretti, a forza di botte, ad imbarcarsi verso l'Italia? Se lo domandano in molti davanti ad un video di Repubblica, giù diventato virale, che pretende di dimostrare come, dietro alla tragedia di centinaia di migliaia di persone che scappano da un continente devastato dalle rapine e dalle guerre dell'Imperialismo, ci sia null'altro che le macchinazioni di “scafisti mercanti di morte” (ovviamente, da distruggere con una nuova invasione della Libia) e candide ONG che nulla avrebbero da spartire con i suddetti “mercanti di morte”.

Ma soffermiamoci su alcune parti del video di Repubblica


Intanto le prigioni “non ufficiali ma (che) appartenevano a gente della polizia” che si direbbero suggerire l'innocenza di un regime – quello di Al Serray – tenuto su' solo dall'appoggio del governo italiano. Poi una davvero misteriosa vicenda. “Una notte un libico è venuto e ha spaccato la porta. Ci ha portato tutti fuori, ha aperto un rubinetto e ci ha bagnato. Ci ha filmati tutti bagnati e ha mandato il video all'Unione Europea. Per fargli credere che ci aveva soccorsi in mare. E dicevano, se parlate vi ammazzo.

A questo punto, interviene il giornalista che, ovviamente, non si chiede come il video sia stato “mandato” (e come faceva il tizio a saperlo) e per quale motivo dei vestiti bagnati con l'acqua di un rubinetto avrebbero dovuto attestare lo status di profughi. Ma la sua domanda è un'altra:

Sei sicuro che era l'Unione Europea? Cosa c'era scritto sulle divise?

U-N. Poi non mi ricordo ma c'era un fiore bianco accanto.

Le “divise”? Sappiamo così che qualcuno ha creduto alla storia dei vestiti bagnati ed è venuto a controllare non si sa cosa. Qualcuno, comunque, che non faceva parte di una ONG, considerando quanto riportato nell'intervista:

Hai visto persone di organizzazioni internazionali?” (domanda del giornalista)

No, nessuna organizzazione internazionale.

 

Fatto sta che, dopo una serie di uccisioni (tra cui quella di un uomo che aveva raccontato a “quelli dell'Unione Europea” di non essere mai stato in mare, ma bensì arrestato per strada), stupri vari, l'arrivo dell'ambasciatore sudanese... misteriosamente si realizza l'imbarco:

Il 12 marzo 2017 ci hanno imbarcati. Non sono partito per venire in Italia. Sono stato forzato a partire. Mi sono chiesto dove stiamo andando? E quindi ci hanno fatto imbarcare. Dunque ci hanno imbarcati su una nave. Io non ho pagato.”

E, finalmente, arriva una osservazione logica del giornalista di Repubblica: “Perché i libici vi hanno costretto ad imbarcarvi?

Risposta: “Noi... laggiù non si (sa) quello che succede. In ogni caso, non abbiamo scelta. I neri laggiù (in Libia) non hanno scelta. Noi neri siamo come dei polli laggiù. Se torni indietro gli rovini il business e per questo ti obbligano a partire. Se avessi saputo che la Libia era così, non ci sarei mai andato. Ogni volta che vado a dormire mi torna in mente e non riesco ancora a capire.”

 

Speriamo che il prossimo video di Repubblica lo aiuti a dipanare il mistero.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale di Fabrizio Verde Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti