Il tranello dell'immigrazione irregolare: il lieto fine che non si può raccontare

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Il tranello dell'immigrazione irregolare: il lieto fine che non si può raccontare

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Ieri ho ricevuto questo video saluto da Freetown, capitale della Sierra Leone.



I due allegri ragazzi che salutano sono Mohamed Pateh Barrie e Abu Bakarr Koroma, sierraleonesi, appena sbarcati in aeroporto con un volo speciale dell'IOM - UN Migration che da Agadez (Niger) ha riportato a casa 148 migranti di ritorno, ragazzi africani cioè, che, accortisi del tranello della migrazione irregolare, a metà strada, ad un certo punto, hanno deciso di tornare a casa, prima che fosse troppo tardi.

Non è stato facile però. Pur in presenza di una loro esplicita richiesta di rimpatrio, per oltre un anno sono rimasti bloccati in Niger, in un campo alle porte del deserto, perché non c'erano voli per riportarli a casa.

La loro disavventura in Niger è stata raccontata in questo speciale su Byoblu.
 
Ora tutto si è concluso per il meglio, sono tornati a casa dalle loro famiglie, sani e salvi.

Questo è il vero lieto fine della migrazione irregolare.

Ma non fa fare soldi alle mafie, alle milizie, alle Ong, alle cooperative, ai giornali, non fa prendere voti.

E allora questo lieto fine non esiste. Non si può raccontare.

Per questo il loro sorriso è il più bello di tutti: perché è censurato.

Buona fortuna Mohamed, buona fortuna Abu Bakar, spero di vedervi chissà un giorno in Italia come persone libere e con documenti regolari. Oppure ci vedremo in Sierra Leone o in qualsiasi altra parte.

A presto!

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