Veto di Trump: prosegue la guerra nello Yemen

Veto di Trump: prosegue la guerra nello Yemen

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Piccole Note
 

Il presidente USA Donald Trump ha posto il veto a una risoluzione proposta dal Congresso per porre fine al sostegno americano alla coalizione araba in Yemen.


È dall’inizio della guerra che gli Stati Uniti forniscono materiale bellico e servizi logistici all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti; i due appoggiano militarmente il presidente yemenita Mansur Hadi, impegnato dal 2015 in un conflitto contro la fazione anti governativa degli Huti.


La decisione di Trump è stata accolta molto bene da Anwar Gargash, ministro degli affari esteri al governo degli Emirati Arabi Uniti; un po’ meno dal Congresso.


Per la prima volta in 47 anni, infatti, quest’ultimo ha invocato la sua autorità costituzionale per fermare il coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto straniero. A sostegno del disegno di legge i democratici e alcuni repubblicani, tra i quali il senatore Rand Paul e Mark Meadows.


Trump ha ribadito le motivazioni del veto in una lettera: protezione di 80.000 americani residenti negli stati della coalizione, lotta al terrorismo e contenimento dell’Iran (che supporta le milizie anti governative) nella penisola araba sarebbero le ragioni principali della sua decisione.


Inoltre, ha anche affermato che la mossa del congresso danneggerebbe la politica estera statunitense, oltre ad essere un pericoloso tentativo di indebolire i suoi poteri costituzionali.


In risposta al no di Trump, i difensori della risoluzione dello Yemen potrebbero ora rivolgere la loro attenzione a una norma in discussione alla Camera che proibirebbe ulteriori vendite di armi all’Arabia Saudita. Il disegno di legge è attualmente in sospeso davanti la Commissione degli affari esteri.


Concludendo, a detta del rappresentante democratico Ro Khanna – il principale promotore della risoluzione alla Camera – la mossa del Congresso è stato un tentativo per porre fine alla “più grande crisi umanitaria del mondo”.


Bernie Sanders, che ha presentato la risoluzione al Senato, ha affermato che “il popolo dello Yemen ha bisogno di aiuto umanitario, non più di bombe”.


Si stima che dall’inizio della guerra almeno 60.000 civili siano stati uccisi dalle bombe e 85.000 siano morti di fame. I combattimenti hanno sprofondato il paese nell’abisso, vi dilagano carestia ed epidemie (colera) , inoltre, secondo il presidente dell’ International Rescue Comittee (IRC), lo Yemen sta collassando con “10 milioni di persone sull’orlo della carestia”.

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