I media alla guerra/Giulio Tarro sulla querela a Repubblica-Espresso: «Con i soldi di...

Giulio Tarro sulla querela a Repubblica-Espresso: «Con i soldi di chi mi diffama un Fondo per ricercatori invisi all'establishment medico»

 


di Francesco Santoianni
 

Una gigantesca campagna diffamatoria contro l’illustre virologo Giulio Tarro “colpevole” di avere espresso dubbi sulla sgangherata “emergenza Covid” (ad esempio, con le sue numerose interviste a l’AntiDiplomatico, si veda: qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui). Una campagna diffamatoria che fa da pendant con quella scatenata, contro un altro illustre virologo – Didier Raoult - “colpevole” di sostenere contro il Covid l’uso della economica Clorochina e che lo ha costretto ad abbandonare la Francia. Una campagna diffamatoria che si direbbe riproporre quella - costellata da innegabili falsità, (si veda anche questa bella intervista realizzata da Byoblu) - che ha crocifisso il medico Andrew Wakefield “colpevole” di aver evidenziato il rischio correlato ai vaccini esavalenti.


Per questa campagna stampa, il professor Tarro, in questi giorni, ha già presentato numerose querele per diffamazione. Qui una sua intervista su alcune delle accuse che gli sono state lanciate da media come Repubblica-l’Espresso.

 

Intanto, l’accusano di essersi inventato il titolo di “Candidato al Premio Nobel per la Medicina”


Come dovrebbe essere noto ai miei detrattori – ad esempio Repubblica che mi onorava di questo titolo in un articolo di qualche tempo fa – il Premio Nobel per la Medicina viene assegnato tra le nominations comunicate da accademie scientifiche (accreditate dalla Fondazione Premio Nobel) ed ex Premi Nobel per la Medicina. Queste candidature, per statuto della Fondazione Nobel, devono restare segretate per cinquant’anni anche se, in molti casi, trapelano anche su autorevoli giornali. Se la Magistratura nell’ambito del processo per diffamazione che ho intentato costringesse la Fondazione Premio Nobel ad anticipare la pubblicazione delle nominations si saprebbe chi tra gli ex Premi Nobel per la Medicina e le accademie scientifiche mi ha candidato per il Premio.

 

Un’altra accusa che le viene mossa è avere pubblicato i suoi articoli su riviste che non garantiscono nessun valore scientifico.


Chiunque consulti la voce “curriculum” del mio sito potrà sapere (oltre che della mia partecipazione - come relatore o chairman - in numerosi congressi internazionali di Virologia) anche di numerosi miei articoli pubblicati su quelle che sono considerate dal cosiddetto, “Mondo accademico”, prestigiose riviste scientifiche. Per quanto riguarda, invece, riviste che vengono snobbate perché non garantiscono un elevato Indice di Hirsch e quindi una carriera accademica, mi lasci dire che nella mia vita mi sono sempre battuto contro le baronie della Medicina che occupano il loro tempo citandosi a vicenda, per aumentarsi l’Impact Factor delle loro pubblicazioni.

 

Tra l’altro, accusandola, anche, di non aver scoperto lei la causa del cosiddetto “Male oscuro” a Napoli nel 1979.


È la menzogna che più mi fa arrabbiare. Poi mi calmo pensando ai tanti bambini colpiti da virus sinciziale che sono riuscito a strappare dalle mani dei cialtroni che li stavano condannando a morte.

 

Se la magistratura darà ragione alle sue querele, si accontenterà delle scuse ufficiali dei suoi detrattori?


Neanche a parlarne. Con i soldi dei miei diffamatori voglio costituire un Fondo per sostenere tutti quei ricercatori che hanno avuto la carriera stroncata per aver osato esporre tesi scientifiche invise all’establishment medico e accademico.

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