Honduras, i risultati preliminari indicano la vittoria della progressista Xiomara Castro

Honduras, i risultati preliminari indicano la vittoria della progressista Xiomara Castro

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Una presidente progressista per l’Honduras. Xiomara Castro candidata del Partito Libertà e Rifondazione (Libre) stacca di venti punti, 53% contro 33% - il candidato del blocco di destra conservatrice Nasry Asfura. Molto più dietro il candidato liberale Rosenthal che si ferma al 9%. Il conteggio dei voti è giunto a circa la metà.

Il Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) dell’Honduras ha riferito che 5 milioni 182 mila 425 cittadini erano chiamati alle urne. L’affluenza è stata del 68,08%. 

Xiomara Castro de Zelaya visto il grosso vantaggio è la vincitrice virtuale della contesa elettorale. 

La candidata progressista parla già da vincitrice e afferma: «Dio impiega tempo ma non dimentica mai e oggi il popolo ha fatto giustizia, abbiamo ribaltato l'autoritarismo e la continuità. Abbiamo fatto una campagna di alto livello, non abbiamo mai realizzato un video o un messaggio che incitasse alla violenza, abbiamo sopportato tutto e oggi il popolo ci ha dato il suo pieno sostegno”. 

Ha poi aggiunto: “Formeremo un governo di riconciliazione e giustizia, avvieremo un processo in tutto l'Honduras, per garantire una democrazia partecipativa, con consultazioni popolari, perché queste saranno una regola da governare attraverso governi locali, sindaci e deputati. Non si abuserà più del potere in questo paese”. 

Intanto ha esortato i suoi avversari politici a unirsi per lavorare per il bene dell'Honduras. La leader progressista ha promesso di convocare un dialogo con tutti i settori per trovare punti di accordo. 

“Daremo anima, vita e cuore per costruire una Patria diversa, equa e giusta, con la capacità di rispondere a tanti bisogni della gente, incontreremo le organizzazioni internazionali in modo che insieme possiamo avanzare, al di fuori di guerra, odio e squadroni della morte, corruzione e traffico di droga”, ha poi affermato la futura presidente. 

“Insieme e uniti trasformeremo questo paese”, ha affermato infine Xiomara Castro. 

Una vittoria, quella di Xiomara Castro, che acquista ancora più importanza se pensiamo allo scenario in cui avviene. Spiega a tal proposito il politologo e diplomatico Rodolfo Pastor intervistato da Nodal: «Dal colpo di stato del 2009, c'è stato un marcato deterioramento delle istituzioni democratiche in Honduras e un significativo aumento della violenza e dell'insicurezza. È una violenza particolarmente perpetrata contro membri dell'opposizione, dai partiti politici agli attivisti in materia di diritti umani, ambiente, insegnanti, lavoratori, membri della comunità della diversità sessuale, ecc.

Questo contesto di crisi sistemica mette ovviamente in difficoltà qualsiasi processo elettorale e quindi quelli che si sono svolti da allora, a partire dal primo del novembre 2009, che si è svolto sotto il comando del regime militare di fatto salito al potere con il golpe passando per quello del 2013, al quale partecipò per la prima volta un'opposizione derivata dal colpo di Stato, fino a quello del 2017 dove avvenne la rielezione del presidente Juan Orlando Hernández. Una rielezione illegale e segnata da brogli, come denunciato dalle missioni di osservazione elettorale cui hanno partecipato l'Organizzazione degli Stati americani, oltre che l'Unione europea. Tutti hanno documentato e segnalato nelle loro relazioni le irregolarità sistemiche e sistematiche che sono state messe in atto. Nel caso del 2017, in particolare, a causa di queste irregolarità nel processo, l'OSA ha suggerito di ripetere l'elezione, cosa che alla fine non è avvenuta poiché gli Stati Uniti procedettero al riconoscimento dei risultati di quelle elezioni”. 

La pandemia di COVID-19 non solo ha generato una maggiore disuguaglianza ed esclusione sociale, ma ha anche sconvolto le basi della democrazia. Le strade e le assemblee sono i luoghi prediletti per la piena espressione del potere del popolo. Al contrario, gli schermi e le reti socio-digitali hanno una capacità organizzativa e deliberativa limitata.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

Potrebbe anche interessarti

Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare" di Paolo Desogus Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare"

Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare"

La Nato va ufficialmente alla terza guerra mondiale di Giorgio Cremaschi La Nato va ufficialmente alla terza guerra mondiale

La Nato va ufficialmente alla terza guerra mondiale

La vera storia del "default russo" spiegata bene di Marinella Mondaini La vera storia del "default russo" spiegata bene

La vera storia del "default russo" spiegata bene

Il Liquidatore entra nella fase finale di Savino Balzano Il Liquidatore entra nella fase finale

Il Liquidatore entra nella fase finale

Sulla Denazificazione dell'Ucraina di Daniele Lanza Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Sulla Denazificazione dell'Ucraina

“Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini di Damiano Mazzotti “Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini

“Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai  di Antonio Di Siena Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai

L'inflazione come strumento della lotta di classe di Gilberto Trombetta L'inflazione come strumento della lotta di classe

L'inflazione come strumento della lotta di classe