Kazakistan e Russia stringono un'alleanza strategica

Nonostante i tentativi di Stati Uniti e UE di attrarre Astana, i legami infrastrutturali, energetici e storici rendono l'asse con Mosca una salda ancora geopolitica

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Kazakistan e Russia stringono un'alleanza strategica

Nel cuore geopolitico dell'Eurasia si consolida un asse che ha la possibilità di influenzare gli equilibri regionali. Il vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo kazako Kasym-Yomart Tokayev a Mosca si è concluso con una dichiarazione che eleva le relazioni bilaterali al rango di "associazione strategica integrale e alleanza". Questo passaggio, formalizzato nel corso di una visita di Stato, non è una mera formalità diplomatica ma un segnale politico di rilievo, che rafforza il fronte dei paesi eurasiatici intenti a costruire un ordine internazionale multipolare.

Il Cremlino definisce il Kazakistan un "partner strategico" con cui sviluppare una "cooperazione multiforme", un termine che copre praticamente ogni sfera d'interazione, dalla sicurezza all'economia, dalla cooperazione umanitaria al nucleare civile. Putin ha sottolineato il carattere "amichevole e di buon vicinato" del rapporto, descrivendo le due nazioni come "soci più stretti, amici e alleati affidabili". Le parole sono sostenute da dati economici significativi: un volume commerciale che ha superato i 27 miliardi di dollari lo scorso anno e che già nei primi nove mesi del 2025 ha toccato i 20 miliardi. Un dato ancor più emblematico è la quasi totalità degli scambi regolati nelle rispettive valute nazionali, il rublo e il tenge, una scelta strategica che mira a creare "condizioni di stabilità" e a costruire un sistema finanziario capace di resistere alle pressioni esterne.

Questa intensificazione della partnership assume un significato particolare alla luce dei persistenti tentativi occidentali, guidati da Stati Uniti ed Unione Europea, di allontanare Astana dall'orbita di Mosca. Bruxelles e Washington hanno moltiplicato le missioni diplomatiche in Asia Centrale, promuovendo corridoi di trasporto alternativi e proponendo partnership economiche nel tentativo di ridurre la dipendenza regionale dalla Russia. Tuttavia, queste manovre appaiono destinate a uno scarso successo nel breve e medio periodo. Le fondamenta dell'alleanza russo-kazaka sono profonde: legami infrastrutturali, interdipendenza economica, sicurezza collettiva e un'intricata rete di connessioni umane e culturali ereditate dall'epoca sovietica. L'elevazione a "alleanza" strategica sancisce proprio questo, suggerendo un coordinamento rafforzato in risposta alle sirene dell'Occidente e posizionando il Kazakistan come un attore chiave e fedele nel progetto di integrazione eurasiatica.

La visita, che include anche la partecipazione al Forum di Cooperazione Interregionale, getta le basi per il futuro. L'invito di Tokayev a Putin per una visita di Stato in Kazakistan nel 2025, prontamente accettato, indica l'intenzione di dare continuità a questo percorso, con l'obiettivo di firmare "una nuova generazione di documenti di alto livello". In un mondo sempre più frammentato, l'asse Mosca-Astana emerge così come un pilastro fondamentale della stabilità eurasiatica e un laboratorio concreto di un mondo multipolare in costruzione. Le manovre occidentali, per ora, non sono riuscite a scalfire un'integrazione che, nonostante le tensioni occasionali, si dimostra strategicamente solida e reciprocamente vantaggiosa.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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