Il primo gennaio a Cuba: doppia celebrazione per la Rivoluzione e l'inizio del 2026, Anno del Centenario di Fidel

Una cerimonia che rievoca l'alba del 1° gennaio 1959, quando la fuga del dittatore Batista segnò la vittoria del movimento guidato da Fidel Castro

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Il primo gennaio a Cuba: doppia celebrazione per la Rivoluzione e l'inizio del 2026, Anno del Centenario di Fidel

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In un messaggio alla vigilia del nuovo anno e del sessantasettesimo anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana, il Presidente Miguel Díaz-Canel ha indirizzato parole di fiducia e di riconoscimento al popolo dell'isola. Attraverso il social network X, il capo di Stato ha affermato che il Capodanno a Cuba è sinonimo di vittoria, convocando tutti a rinnovare questa tradizione nel 2026, dichiarato Anno del Centenario di Fidel Castro. Díaz-Canel ha definito il popolo cubano nobile, resistente e creativo, sottolineando come esso meriti di celebrare questa ricorrenza con ottimismo e convinzione. Nel suo intervento ha anche rilanciato lo storico motto di fiducia nella vittoria di fronte alle difficoltà: "¡Venceremos!".

Sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda, il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla ha inviato un doppio saluto alla cittadinanza per l'arrivo del nuovo anno e per la commemorazione del trionfo rivoluzionario. Ha evidenziato il ruolo del popolo come protagonista di una politica estera ispirata ai principi 'fidelisti' e rivoluzionari, riconoscendo lo sforzo quotidiano, il sacrificio, l'unità e il patriottismo dimostrati di fronte all'inasprimento del blocco economico e ad altre misure di guerra ibrida lanciate dagli Stati Uniti.

Come da tradizione, alla mezzanotte del primo gennaio si svolgerà una cerimonia militare per commemorare l'anniversario della Rivoluzione. L'atto include il tradizionale sparo di ventuno salve di artillería dalla fortezza San Carlos de la Cabaña, all'Avana. Le autorità hanno informato che il recinto aprirà le sue porte al pubblico dalle ventitré per permettere la partecipazione popolare. Questo protocollo è stato preparato giorni fa, il ventisei dicembre, quando detonazioni sono state udite in diversi punti della capitale.

La commemorazione rimanda agli eventi storici dell'alba del primo gennaio 1959, quando il dittatore Fulgencio Batista abbandonò il paese dinanzi all'avanzata delle forze ribelli guidate da Fidel Castro. Nonostante i tentativi dell'ultima ora, sostenuti dall'ambasciata statunitense, di installare una giunta civico-militare per frenare il processo, il movimento rivoluzionario riuscì a consolidare la sua vittoria. La resa della guarnigione di Santiago de Cuba e la chiamata del leader storico della Rivoluzione a uno sciopero generale, che ricevette un sostegno massiccio in tutto il paese, segnarono l'esito definitivo.

Quel trionfo non significò solo un cambio di governo, ma l'inizio di un progetto politico e sociale che ridefinì il corso della nazione cubana. A più di sei decadi di distanza, la Rivoluzione continua a essere un simbolo di sovranità, resistenza e ricerca di giustizia sociale, valori che il governo e la società cubana rivendicano ogni primo gennaio come parte centrale dell'identità nazionale.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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