Appello urgente al presidente ucraino per il rispetto delle norme UE sui diritti umani e la libertà religiosa nel caso del Metropolita Arseny
di Eliseo Bertolasi
Come riferito dall’ufficio stampa dell’Unione dei giornalisti ortodossi, il tribunale distrettuale di Chechelovsky di Dnipro, in Ucraina, ha prorogato fino al 3 febbraio 2026 la custodia cautelare del metropolita Arseniy (Yakovenko), abate della Lavra di Svyatogorsk della Chiesa Ortodossa Ucraina canonica. Di fatto, il provvedimento prolunga il “Calvario” giudiziario del religioso, ancora in cella e senza accesso alle necessarie cure salvavita. Inquietanti anche le immagini che ritraggono il metropolita condotto in tribunale ammanettato come un pericoloso criminale scortato da quattro agenti di sicurezza.
I dettagli della vicenda sono stati da poco riportati anche da l’AntiDiplomatico.
Il clamore di questo particolare caso giudiziario, ormai uscito dai confini dell’Ucraina, ha destato l’attenzione dell’Associazione Libera-mente Umani (ALU), organizzazione apartitica e senza scopo di lucro con sede a Lugano, Svizzera, impegnata nella tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che si è prontamente attivata rivolgendo un appello urgente al presidente ucraino Zelensky:
“Portiamo alla Sua attenzione il caso del Metropolita Arseny (Igor Fedorovich Yakovenko), abate del Monastero della Santa Dormizione di Svyatogorsk della Chiesa Ortodossa Ucraina canonica, detenuto dal aprile 2024 in un centro di detenzione preventiva a Dnipro. Il Metropolita è accusato di collaborazionismo e divulgazione di informazioni sulle forze armate ucraine, basate principalmente su un sermone del settembre 2023 in cui ha menzionato posti di blocco che impedivano l’accesso al monastero durante i combattimenti. Egli ha negato le imputazioni e ha scelto di rimanere nel monastero per assistere monaci e rifugiati, nonostante i rischi. Il 29 ottobre 2025, un tribunale ha concesso gli arresti domiciliari per un intervento chirurgico cardiaco urgente, riconoscendo l’incompatibilità delle condizioni detentive con la sua salute. Tuttavia, è stato immediatamente di nuovo arrestato dal Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU) con nuove accuse (giustificazione dell’aggressione russa e rivelazione di posizioni militari). L’ultima udienza del 6 dicembre 2025 presso il Tribunale Distrettuale di Chechelovsky a Dnipro ha esteso la detenzione preventiva fino al 3 febbraio 2026, nonostante le gravi condizioni di salute (crisi ipertensive in aula, necessità di cure immediate) e le richieste di misure alternative avanzate dalla difesa e da nove deputati ucraini. Queste circostanze sollevano seri interrogativi sul rispetto dei diritti umani, inclusa la libertà religiosa e di coscienza, garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (articoli 1,2, 3,5,6, 9 e 10), a cui l’Ucraina aderisce come membro del Consiglio d’Europa. Inoltre, come Paese candidato all’UE, l’Ucraina è tenuta a conformarsi ai criteri di Copenaghen, che richiedono il rispetto della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti fondamentali, inclusa la protezione delle minoranze religiose e l’accesso a un processo equo. Il Metropolita Arseny, un uomo anziano con problemi cardiaci gravi, rappresenta un simbolo della Chiesa Ortodossa Ucraina canonica. Il suo caso ha suscitato preoccupazione internazionale, inclusi appelli da parte di gerarchie della Chiesa Ortodossa, deputati ucraini, attivisti per i diritti umani e recenti manifestazioni negli Stati Uniti (16 dicembre 2025) che chiedono la sua liberazione immediata e la revoca di leggi percepite come repressive nei confronti della Chiesa canonica. L’Associazione ALU Le chiede rispettosamente di intervenire affinché: Sia garantito al Metropolita Arseny l’accesso immediato alle cure mediche necessarie, inclusa l’operazione cardiaca urgente;
Sia rivisto il suo caso in conformità con gli standard internazionali di giustizia equa e imparziale;
Sia rispettata la libertà religiosa e di espressione, evitando misure che possano essere percepite come discriminatorie nei confronti della Chiesa Ortodossa Ucraina.
Crediamo fermamente che azioni in questa direzione rafforzerebbero l’impegno dell’Ucraina verso i valori europei e contribuirebbero a una risoluzione pacifica delle tensioni interne. Siamo disponibili a fornire ulteriori informazioni o a dialogare su questo tema. La ringraziamo per l’attenzione e confidiamo in una Sua risposta positiva. Cordiali saluti, Avv. Francesco Scifo”
L’avvocato Scifo contattato telefonicamente ha confermato che il ricorso è già stato registrato dall’Ufficio del Presidente.
In passato l’avvocato Scifo con il team di ALU si era già occupato con successo di due casi delicati, sempre nel contesto ucraino:
- la liberazione-scambio del prigioniero di guerra russo Denis Reznikov detenuto e torturato nelle carceri ucraine (14 agosto 2025);
- il trasferimento agli arresti domiciliari dell’avvocata attivista ucraina Elena Berezhnaja rilasciata dalle carceri di Kiev dopo oltre 3 anni di reclusione (27 giugno 2025).
Ora si auspica che anche il metropolita Arseny possa essere quanto prima rilasciato per accedere alle cure salvavita di cui necessita e per tornare tra i tanti fedeli che lo aspettano e lo sostengono con la preghiera.
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https://www.kommersant.ru/doc/8269156

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