La Grecia "salvata dal Mes" ad un passo da un nuovo default

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La Grecia "salvata dal Mes" ad un passo da un nuovo default

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La Grecia a un passo dal default?
 
A quanto scrive Ekathimerini la misure di emergenza per far fronte alla pandemia stanno per mandare la Grecia di nuovo in bancarotta. Il prolungamento del lockdown, infatti, sta richiedendo un notevole sforzo finanziario da parte dello Stato che prevede di erogare 6,5 miliardi di € nel solo nel primo trimestre 2021 (su un totale annuo di 7,5) a sostegno delle imprese in difficoltà.
 
Il problema però è che i soldi non ci sono, al punto che alcuni funzionari governativi già paventano la possibilità di una drastica riduzione delle misure di sostegno all’economia.
 
Per far fronte al disastro causato dalla pandemia e dai lockdown (che ha generato una perdita del PIL di oltre il 10%) il governo di Atene, quindi, sta raschiando il fondo del barile. Attingendo risorse dalla riserva di cassa (attualmente pari a circa 30 miliardi di €) per pagare stipendi e pensioni. Questo perché le entrate statali sono precipitate e, quindi, lo Stato non sa da dove altro andare a prendere i soldi per sostenere imprese e lavoratori.
 
Nell’attesa dei fantomatici soldi dell’Europa, quindi, la Grecia rischia di finire nuovamente sul lastrico. Anche perché deve ancora terminare di rimborsare i vecchi creditori che l’hanno prima devastata e poi depredata con le politiche dei tre memorandum.
 
Morale della favola.
 
Un Paese privo di sovranità monetaria, imbrigliato in rigidi parametri di bilancio, e che crede di poter finanziare la spesa pubblica esclusivamente con la tassazione (senza quindi poter fare deficit), è inevitabilmente destinato al fallimento.
 
Uno scenario, quello del default, grottescamente paventato proprio dagli europeisti in caso di uscita dall’euro e che, invece, si sta puntualmente verificando restando dentro il sistema criminale progettato a Maastricht.
 
Il che dimostra il livello di menzogna di cui la propaganda europea ha bisogno per mantenere in piedi un modello che, in assenza di alternative, obbliga gli Stati europei a ricorrere agli strozzini della finanza internazionale. Gli stessi che in cambio dei loro soldi chiedono in ipoteca la vita delle persone. Trasformandole in sudditi.

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