Malesia. Anwar non accetta ancora la sconfitta

Dopo l'imponente manifestazione di Kuala Lumpur, i leader dell'opposizione rischiano il carcere

1647
Malesia. Anwar non accetta ancora la sconfitta

In Malesia, l'opposizione continua a sfidare la vittoria elettorale del Barisan Nasional.
La coalizione al governo in Malesia da 56 anni ha conservato il potere ed una solida maggioranza parlamentare, con 133 seggi dei 222 complessivi, dopo l'elezione di domenica scorsa, denunciata dall'opposizione del Pakatan di Anwar Ibrahim come ricca di brogli e di frodi. Il primo ministro Najib Razak, che ha aperto ad un “periodo di riconciliazione nazionale”, diviene però il primo leader del Barisan a vincere con il voto della minoranza dell'elettorato. 
Per tutta la settimana, Anwar Ibrahim ha apertamente sfidato le autorità di sicurezza, che non avevano concesso l'autorizzazione , invocando una grande manifestazione allo stadio di Kuala Lumpur per mercoledì 7 maggio. Promettendo di non arrendersi mai all'esito di queste elezioni, Anwar ha annunciato poi una nuova protesta nel suo stato di Penang per domenica prossima, con molte altre che che ne seguiranno. Anwar ha anche dichiarato che presenterà presto le prove delle frodi perpetrate durante le elezioni, non è però chiaro quanto margine legale ci sia per l'opposizione, dato che anche in passato il Barisan Nasional ha esercitato un controllo diretto sulle corti ed altre istituzioni in casi similari in cui era in discussione il potere del regime. Il primo ministro Najib Razak ha negato ogni frode e rigettato un possibile nuovo conteggio.
Giovedì il capo della polizia di Selangor Hisan Hamzah ha dichiarato ad AFP che il leader dell'opposizione e le 33 persone che hanno parlato alla grande manifestazione di Kuala Lampur vanno incontro ad accuse di sedizione, con pene che arrivano fino ai cinque anni di carcere. 
Un portavoce di Barack Obama si è congratulato in settimana con la vittoria di Najib, ma ha anche dichiarato come gli Stati Uniti sono attenti alle preoccupazioni riguardanti presunte irregolarità nella condotta delle elezioni, e credono sia importante che le autorità malesiane risolvano tutti i timori sollevati”.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale" di Fabio Massimo Paernti La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale"

La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale"

La "Pipeline" degli aiuti a Kiev e il precedente dell'Afghanistan di Loretta Napoleoni La "Pipeline" degli aiuti a Kiev e il precedente dell'Afghanistan

La "Pipeline" degli aiuti a Kiev e il precedente dell'Afghanistan

La guerra degli zombie europei alla Russia di Giuseppe Masala La guerra degli zombie europei alla Russia

La guerra degli zombie europei alla Russia

Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra... di Francesco Santoianni Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra...

Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra...

Chi parla a nome di Cavallo Pazzo? di Raffaella Milandri Chi parla a nome di Cavallo Pazzo?

Chi parla a nome di Cavallo Pazzo?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il (vero) partito della guerra di Paolo Desogus Il (vero) partito della guerra

Il (vero) partito della guerra

Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo di Alessandro Mariani Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo

Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

Nessun altro posto di Giuseppe Giannini Nessun altro posto

Nessun altro posto

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Il non voto. Un grave pericolo di Michele Blanco Il non voto. Un grave pericolo

Il non voto. Un grave pericolo

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti